“Il Signore li abbia in gloria” *
Lode a chi va via presto,
lasciando l’ultimo respiro
sulla porta, prima di uscire.
Lode a chi se ne va in fretta,
senza fermarsi nei lunghi saluti.
Lode a chi è partito tardi
(ormai s’era fatto buio)
e all’alba se n’è andato
lasciando tutte le valigie.
Lode a chi parte come può
e volente o no si porta via,
ora una mano, ora un braccio
nel saluto di chi non vuol lasciare.
Lode a quello che insensato va,
dopo aver bruciato ogni ragione,
perché di lui rimangono scintille.
Lode a chi parte troppo presto,
non perché lo vuole, ma costretto
da altri a lasciare un segno forte,
di morte e di dolore, che dichiari
come si possa vivere per amore.
* Espressione ricorrente di un vecchio saggio
Viaggi
Che mai ci faranno
in attesa al binario tre
due ragazzi con le bici?
A quell’età si inventa
il rovescio in ogni cosa.
Sui sedili si stanca una ragazza
col figlioletto in braccio.
Come sarà il futuro di Edoardo,
occhi di mamma italiana
e sorriso magrebino di papà?
Anche lui s’inventerà qualcosa,
come i ragazzi del binario tre.
Passaggio in Primavera
I gridi della terra sono primule!
La vanga ricompone le sue onde.
Il vento libera lontano le sue voci:
la più grave viene dal monte.
La corteccia del melo fiorisce,
ed è un soffio in bocca alla valle.
Rabbrividisce la veste del noce
ed il semprevivo ha i colori del freddo.
Pellegrino è il vento che batte
carezze d’oro, piume sulle pietre.
E’ sfogliato il libro dei dolori!
Un cane snello, coda a pennacchio
va avanti dritto per la sua strada.
Il cammino delle nuvole avanza,
subito sopra la costa del monte.
Ogni gobba è secca delle foglie,
ogni ricciolo ha la sua sostanza.
La quercia per ultima mette le foglie:
il suo verde diluisce fin sulla strada!
Erbe e bisce
Scoprirò il nome
dell’erba che nasce
quando ritorna la biscia.
Corpo nero sulla strada,
perde sangue come te.
Quel dolore è il tuo.
È un’erba coi teneri calici
animale nascosto, a cui piace.
Tenacemente si muove,
guarisce, ritorna alla pace.
Apparizione sul pero
Tra i prostrati vestiti a festa,
c’è una bimba che tutti saluta.
Dai pugni di case disperse,
sono venuti in un posto da nulla.
Insieme all’urlare di molti,
lei non può sentirne la voce.
I suoi occhi adesso la vedono:
piccola Madonna posa i piedi
sulle nubi del ramo fiorito.
Quale neve
Guarda indietro il sole
con sguardi lunghi
sui monti velati.
L’ultimo incontra
gli spini bianchi di fiori.
Come un tuffo
Gli alberi slanciano
i colli nudi nella savana,
spuntano garretti tesi.
La linfa fluisce
dalla terra e dal cielo,
rinverdisce la corteccia
di placche d’oro preziose.
Il bosco è un fiume…
la lepre gonfia di pelo
segue il sentiero di odori.
Come un tuffo si scorge
il bianco ciuffo del daino.

Saluto Paola Renzetti,al lavoro su narrazioni liriche rapide e rapite, feste in colori di magiche sinestesie, racconti, tentazioni paniche religiose di un gusto panico, emiliano alla Govoni, o tutte sue, che non inganna.
Maria Pia Quintavalla.
Altro messaggio rubato: che 007 ci turba?
Saluto Paola qui al lavoro con puliti appunti di volo, e viaggio, tra colori, paesaggi di gusto Govoniano e sinestesiche narrazioni. Un simile amor panico è qui tanto premiato!
Mi fermo per la scancellazioni in agguato..
Maria Pia
Concordo con Maria Pia: una parola pulita, e un lirismo lieve, con sfumature ora ironiche ora fantastiche.
Grazie Maria Pia! Il tuo commento mi ha reso molto felice. Mi ha restituito qualcosa di molto importante rispetto allo scrivere e al mio essere.
Grazie a te Giorgio!
Un grazie particolare a Fabrizio per la sua gentilezza e disponibilità, nonchè per le proposte poetiche, sempre occasioni di crescita.
Buon 25 Aprile!
Spero che il commento non si cancelli anche questa volta
grazie a te, Paola.
la poesia è Liberazione.
Il sole non nasce per una persona sola
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I miei figli hanno sempre saputo
che c’era da morire per quello che facevano
e l’hanno continuato a fare così come il sole fa l’arco suo
e non si ferma davanti alla notte.
Alcide Cervi
Paola,questi tuoi versi hanno il profumo e la freschezza dell’erba bagnata su un prato di parole che senti,che dai con levità per nuove fioriture.
un caro saluto
jolanda
E lode sia anche a te, cara Paola Renzetti, per questi squarci di armonia che ci apri con le tue pennellate che portano il profumo dei boschi ,l’incanto di una natura che sembra essersi perduta nelle amarezze del nostro quotidiano.Grazie, cara amica .
“Lode a chi parte come può
e volente o no si porta via,
ora una mano, ora un braccio
nel saluto di chi non vuol lasciare.”
Non avevo pensato a Govoni, ma Maria Pia ha ragione.
I versi sopra e in generale la lode, non so bene perchè, mi fan pensare a un frammento di Agostino: ” Ora, tutti coloro che sono amanti del mondo, in quanto hanno amore sono abitatori del mondo, così come sono abitatori del cielo coloro il cui cuore è levato in alto, anche se con il loro corpo camminano qui sulla terra.”
Un caro saluto
Grazie Jolanda, Paolina, Nadia per la vostra vicinanza e condivisione. Un caro saluto a voi!