
Ciao mi chiamo Giacomo ho vent’anni studio all’università il mio segno zodiacale è il toro ieri sono andato a vedere High School Musical 3.
Ci sono andato perché mia sorella (che si chiama M. ha dieci anni l’ultimo alle elementari leone) mi ha chiesto se ce la portavo ché lei è una fan degli High School Musicals li ha visti tutti tante volte e le piace un po’ Zac Efron (ventuno anni la star di queste robe bilancia). Me lo ha chiesto una settimana prima se ce la portavo, al cinema, e io le ho detto sì e pensavo no, tanto si dimentica oppure si organizza con qualche altra amica. E invece niente. Il giorno è arrivato. Ce la dovevo portare per forza, glielo avevo promesso. Con noi c’è anche F. – sei anni prima elementare toro come me – è nostra cugina e viene con noi. L’altro giorno le sono entrati i ladri in casa sono entrati sfondando proprio la finestra della sua stanza sono passati coi piedi inzaccherati sopra il suo lettino. Si deve svagare, viene al cinema.
Prima di partire chiedo a L. di darmi un motivo valido per andare a vedere High School Musical 3, per andarci contento. Lei mi dice che forse ci sono delle ragazze carine che sono nella mia stessa condizione tipo che stanno con le loro sorelline e forse mi vedono ci scambiamo sguardi di comprensione tipo ehi, siamo sulla stessa barca ma quanto sei dolce che porti tua sorella al cinema? lo vuoi il mio numero? – Io le dico che secondo me non sarà così. L. dice ma dài, sii ottimista. Io non lo sono mai stato in vita mia, figurati se posso essere ottimista oggi che vado al cinema alle quattro del pomeriggio a vedere High School Musical 3 starring Zac Efron.
Saliamo in macchina passiamo a prendere la cuginetta arriviamo al cinema c’è da fare la fila. Tutte ragazzine che mi arrivano ai gomiti, qualche ragazzino. Cerco qualcuno alto come me cerco la ragazza carina sulla mia stessa barca ma niente, solo padri in tuta da ginnastica e una madre ansiosa che molla lì i figli deve andare dall’estetista chiede al bigliettaio quando finisce il film così riviene a prendere i pargoli. Il bigliettaio dice che il film dura un’ora e cinquanta. Un’ora – e – cinquanta. Quando arrivo davanti a lui gli chiedo fino a che età si paga di meno, lui mi dice otto anni poi mi guarda e aggiunge che va be’, fa due ridotti e uno intero. Gli ho fatto pena.
Entriamo nella sala che è già buio c’è la pubblicità. La pubblicità di un film con Massimo Boldi e Simona Ventura. E’ buio e non posso controllare chi c’è nemmeno se c’è qualcuno che mi possa riconoscere ma è buio pure per lui se ci fosse non mi vede nessuno. Poi comincia.
Vorrei dire una cosa, adesso, sui film musicali, una sola. A me di norma non piacciono però uno dei film che considero tra i più belli di tutti quelli che ho visto è un musical e si chiama Cantando sotto la pioggia. Cantando sotto la pioggia mi fa essere felice ogni volta che lo guardo l’ho visto due o tre volte e sempre quando finisce io resto col sorriso stampato in faccia come un cretino. Gli altri musical che ho visto non mi sono piaciuti tanto tranne forse uno che non è un vero musical ma una gomitata nelle palle di due ore. I musical non sono proprio il mio genere preferito.
Il film comincia e c’è un primissimo piano di Zac Efron tutto sudato che ansima e le ragazzine sospirano. C’è un momento drammatico uno allegro uno drammatico uno allegro uno romantico uno allegro e così via per tutto il tempo – il primo almeno. Anche Zac Efron per tutto il film fa solo due/tre facce: quella da teenager in crisi con gli occhi lucidi/quella da teenager innamorato con gli occhi lucidi e quella da amicone cuor contento. Le ragazzine in sala quando lo vedono sono contente lanciano urletti diventano rosse – non le vedo perché è buio ma lo so son sicuro.
Il primo tempo è finito. Mia sorella e la cugina vanno a prendere pop-corn e un pacchetto di caramelle grande meno di un sottobicchiere (sei euro). Io mi guardo intorno e mando un messaggio a L. le dico C’è l’intervallo è troppo dura per me io non sono così forte sto per morire. Lei non mi risponde. I ragazzini si parlano fanno casino non ci sono i grandi e loro sono quasi tutti ancora lontani dall’adolescenza. Mi sembra di essere in un film di Truffaut che si chiama Gli anni in tasca, quando si vede mezzo paese nel cinema e c’è il maestro con la moglie e tutti gli alunni e il bambino povero che entra di nascosto dal bagno e quello che già è grande che ci prova con una ragazzina la bacia e poi bacia anche quella che era per il suo amico. Però no questo non è Gli anni in tasca qui è tutto diverso. Le ragazzine sono vestite come il pubblico di TRL, i ragazzini pure, le ragazzine parlano dei loro spaces glitterati e i ragazzini non parlano di niente tranne quello davanti a me che è gay ed è qui anche lui per Zac Efron ma certo non lo dice in giro però tiene la cannuccia con il mignolo alzato mentre beve la pepsi e sì, tutto è strano. Questo non è il film di Truffaut, lui è morto e i suoi bambini sono morti. Forse tutti i bambini sono morti. I bambini non esistono più. I bambini del duemila arrivano fino a sette otto anni poi muoiono e nascono teenager e parlano su messenger e si mandano gli sms tra fidanzatini tipo quello della buona notte e fanno battutine maliziose che io non avrei capito mai. Non esistono più i bambini di una volta e io non lo so se è meglio o peggio e non lo so di chi è la colpa e non lo so se si può ancora fare qualcosa. Io so che i bambini non vanno al cinema per vedere raccontata una storia. I bambini del duemila vanno al cinema per vedere Zac Efron e quando lui si toglie la maglietta e si vede di spalle a torso nudo urlano sono contenti aspettavano questo e basta.
Infatti poi si rompono le palle le canzoni sono in inglese i sottotitoli son difficili da seguire un’ora e cinquanta è un’ora-e-cinquanta. Schiamazzano parlano ad alta voce tirano roba in giro. Non vedono l’ora di andare su msn messenger e mettere come frase personale Ke figo HighSchoolMusical3!!!!!!! ZAC EFRON TI AMO SEI LA MIA VITA TVUKDB!!!!!!!!!!!!
Il film è finito andiamo a casa. Mia sorella è contenta mia cugina è contenta io no ma è lo stesso che pretendo mi va bene se loro son contente anche se mia cugina ha sei anni non ha visto praticamente niente e mia sorella un po’ le dispiace che non c’era il suo fidanzatino al cinema pure se le aveva detto che veniva ieri con un sms.

Cos’è, un omaggio a Aldo Nove?
Bravo Giacomo, futuro lasvegasiano 🙂
@ Anna. No, io non lo vedrei come un omaggio a Aldo Nove. Al di là dello stile, a me il pezzo è piaciuto per l’approccio senza filtri e senza pregiudizi al c.d. mondo dei ragazzini.
@Andrea. Grazie per la visita,ti auguro ottimi “giochi”.
io direi che l’approccio invece ha filtri e pregiudizi, senza i quali non si avrebbe il risultato del suo contrario (apparente). concordo sulla somiglianza con nove e altri di quella generazione: ma all’inizio, chi è che può dire di non assomigliare o aver assomigliato a qualcuno? giusto petrarca si vantò con boccaccio di non aver seguito nessuno per la poesia in volgare. e mentiva.
in bocca al lupo a giacomo!
quanto ai bambini: che dio abbia pietà dei genitori.
grazie
La somiglianza con Aldo Nove, che conosco così e così, se qualcuno mi ci fa pensare direi che c’è, ma mica a livelli Bernhard-Trevisan… Al di là della questione filtri e pregiudizi sì-filtri e pregiudizi no, il pezzo mi è piaciuto già soltanto per l’intento di dire qualcosina, anche in modo lieve, sul mondo dei ragazzini dal quale chi scrive è lontano, e che, naturalmente, vede come una specie di strano fenomeno.
Secondo me il pezzo cade un po’ quando affronta il suo tema (molto difficile da trattare ) troppo di petto, più o meno lì dove dice: “I bambini del duemila arrivano fino a sette anni poi muoiono e nascono teenager e parlano su messenger e si mandano gli sms…”. Poi però si riprende, ritorna lieve e finisce bene. Bravo Giacomo Buratti.
Complimenti per il pezzo! Scrivere di una giornata passata al cinema con tua sorella è un ottimo modo di fare critica sul mondo dei bambini (già grandi, forse più di noi per certe cose). Ha un velo di ironia sin dall’inizio fino alla fine (“le dispiace che non c’era il suo fidanzatino al cinema pure se le aveva detto che veniva ieri con un sms.”) che ti lascia spuntare quel sorriso sarcastico all’idea della scena e subito dopo ti fa pensare “è proprio vero, dove andremo a finire?”
Ancora complimenti!