Il conte rincasa a fatica, trascinando la gamba, che gli fa sempre più male.
Questa notte è andata a meraviglia, quattro naufraghi impallinati proprio quando ormai si credevano in salvo, ma quella maledetta gamba gli impedisce di goderne.
Giunto alla sua bicocca in cima al colle passa un momento in cappella a dire le solite orazioni. In piedi: da un pezzo non si inginocchia più, sempre per via della gamba, rigida come un pezzo di marmo.
Quindi sale nello studio, la torretta cui da tempo ha fatto murar le finestre.
Acceso il pc, passa in rapida rassegna archivi di dati e file di configurazione, e alla fine cancella tutto quanto.
Si alza e per qualche minuto contempla l’acquario, dove decine di pesci meccanici simulano un’esistenza immortale e perfetta.
Tornato a sedersi prende dal sottomano il biglietto aereo di sola andata già pronto per domani.
In un angolo c’è la piccola sacca che si porterà appresso, con quattro magliette e due jeans: tanto laggiù fa sempre un gran caldo, e chissà che la sua gamba non migliori.
Un’ultima cosa: con quattro colpi di mazza e scalpello pratica un’apertura nel muro dove una volta c’era una finestra.
E da quell’apertura subito entra il freddo della notte; e domani mattina, quando ormai sarà lontano, se ha calcolato bene penetrerà il primo sole.

va a farsi i “forni” il conte d.?
Cara Lucy,
l’infelice conte è un collage di scrittori e personaggi letterari.
Prova, con tutta la sincerità che può avere una creatura come lui, a cambiare aria e vita.
Molto probabilmente dovrà fare ritorno a casa per morirvi in malo modo, come accaduto altre volte.
Intanto, vuoi per coazione a ripetere vuoi per ottimismo della volontà, lui ci prova.
Intanto, almeno per un po’, si toglie di torno…
Un caro saluto,
Roberto
mi stupisce che con solo quattro colpi di mazza e scalpello
“il conte” riesce ad aprire un varco nel muro…
(fondamentale per la salvezza e per la propria libertà)
Tutti abbiamo un dolore nel corpo che ci accompagnerà sempre, convivere con esso è un compito duro, ma bisogna acettarlo.
Buon giorno Roberto 🙂
Cara Carla,
il conte apre un varco nel muro “dove una volta c’era una finestra”. Pertanto in quel punto presumo si trovi una specie di nicchia e la parete sia piuttosto sottile.
Quanto al resto sono d’accordo, ti trovo addirittura ottimista: nel corpo non abbiamo “un” dolore, ma molti, che ogni giorno aumentano.
Un caro saluto,
Roberto