O no? (Adriano Celentano)

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=6AXNRi4dtJY]

da qui

Che i poeti facciano i poeti, e i cantanti i cantanti. Che ne sanno di energie rinnovabili, di sistemi di sicurezza, di ritorno all’atomo? Richiameranno anche centomila spettatori, ma gli articoli sul nucleare è meglio che se li scrivano e leggano da soli, godendosi in privato gli scenari improbabili delle loro apocalissi. Ascoltino chi ne sa qualcosa, gli scienziati, i politici, gli esperti. Che i poeti facciano i poeti, e i cantanti i cantanti. O no?

13 pensieri su “O no? (Adriano Celentano)”

  1. Giovanni Nuscis

    Goethe sapeva e scriveva di piante, di minerali, di teoria dei colori; Pound aveva azzardato dei saggi sulla moneta, le banche, il signoraggio. Un poeta, al pari di chiunque (artista o semplice cittadino), è libero di scrivere su qualunque tema. Saranno i lettori e la comunità scientifica, del tempo o futura, eventualmente, a confutarne la validità.
    Al di là di qualunque pregiudizio o simpatia sul cantante e personaggio Celentano, egli richiama almeno tre aspetti di rilievo e a mio parere inoppugnabili sul tema del nucleare:
    1. la forte nocività delle scorie radioattive nell’ambiente (tempo di smaltimento, 25.000 anni; basti questo per fare del ricorso al nucleare una scelta irresponsabile per le generazioni presenti e future; 2. la nocività e vastità di contaminazione delle immissioni radioattive in caso di incidente nelle centrali (pensiamo solo a Cernobyl); 3. un referendum che scelse vent’anni fa di abolire l’impiego dell’energia popolare (da allora poco o nulla è cambiato sul piano delle tecnologie impiegate e della sicurezza per l’ambiente e le persone; un governo serio, vista la (ferma) volontà a suo tempo espressa, avrebbe dovuto come minimo sottoporre di nuovo alla popolazione una tale scelta, invece di imporla con la forza. Il *popolo sovrano* lo si invoca solo, evidentemente, quando fa comodo.
    Un bella domanda, hai posto, Fabrizio, sentiamo gli altri cosa ne pensano.
    Giovanni

    Rispondi ↓
  2. lucy

    eh, che cosa pensiamo… serve “pensare”? lui, parlerà “lui” agli italiani: su questo come sulla giustizia e lo ascolteranno, anche quelli che votarono contro il nucleare che non se lo ricordano più da che parte stavano.
    qua di sovrano ce n’è uno solo, e neanche tanto in pectore.

    Rispondi ↓
  3. Iannozzi Giuseppe

    Purché gli italiani ascoltino e si mobilitino, che parlino pure i comici, che mi pare ne sappiano assai di più di certi politici di destra di sinistra di centro su molti aspetti della società e i suoi problemi.

    Ora a me non sembra che Celentano abbia detto male. Tutt’altro. Allora sia il benvenuto lui, la sua musica, i suoi appelli.

    Fabry, alle volte ti prendi male e mi scadi in una chiusura di pensiero, in un fondamentalismo tutto tuo.

    Visto che ci siamo e che tu hai scagliato la prima pietra, che il Papa faccia il pastore di anime e non il politico o altro. Potrebbe cominicare smettendo di fare il giornalista d’accatto: sarebbe un bel regalo per tutti noi, non trovi?

    http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=134932

    Ciao

    Rispondi ↓
  4. roberto bugliani

    Giusto, non confondiamo gli specifici. Se chiedi a un poeta perché fa il poeta, o a un idraulico perché fa l’idraulico, ti risponderanno: “Perché è la cosa che so fare meglio” (piccola aggiunta con differenza inclusa: se poi il poeta fa una brutta poesia, non provocherà comunque danni, ma se l’idraulico fa un brutto lavoro, i danni, certamente, li provocherà). Ma… dimessi gli abiti di lavoro, sia il poeta che l’idraulico sono membri, allo stesso titolo, della società civile (piccola aggiunta: certo, per essere membri della società civile, occorre un certo grado di coscienza o consapevolezza, che non è detto che entrambi abbiano). E in quanto tali, si potrebbero trovare insieme in qualche luogo a protestare CONTRO (il colore non è d’obbligo, basta che ci vadano con i loro colori naturali). Ma ultimamente, a protestare CONTRO, ci vedo pochi idraulici, è ancor meno poeti. Vorrà forse dire che la maggior parte sono cattivi idraulici e cattivi poeti?

    Rispondi ↓
  5. Iannozzi Giuseppe

    Fabry caro, invece di occuparti di cose che non ti competono, perché non fai il pastore d’anime, con spirito cristiano, così come la tua professione richiederebbe? Come uomo di Chiesa sei perfetto, proprio come il Sant’Uffizio richiede ai suoi soldati, ma sugli altri fronti fai acqua. Te lo dico come uno che si confessa a te. Puoi accogliere la mia spudorata confessione o no? 😉

    Rispondi ↓
  6. nadia agustoni

    Fermiamoci un momento a pensare dove ci hanno portato gli “esperti” i ” politici” e compagnia bella.
    E poi dove mettiamo la società civile?
    Tutti zitti salvo per l’applauso a chi ci decide per tutti?
    No, non ci siamo.

    Rispondi ↓
  7. mario pandiani

    Gli esperti sono importanti, se sono liberi, ma gli sfugge, di norma, la visione d’insieme, il nucleare è una scommessa che come speranza di vantaggi vale quanto il videopoker, soprattutto in Italia, in più come ha già detto Giovanni i costi del nucleare sono da valutare sull’intero ciclo, materia prima trasformazione e smaltimento.
    La Francia, la Germania e altri paesi in europa hanno da anni il nucleare e credo che qualche problema l’abbiano avuto e anche gestito, in italia è sicuro al 100% che ci saranno problemi, perchè già ci sono e vengono gestiti con irresponsabilità assoluta, nulla indica che le cose oggi verrebbero fatte meglio.
    Non c’è bisogno di esperti ne di Celentano per saperlo.

    Rispondi ↓
  8. beppecucchi

    Strano, e’ la prima volta che non sono in sintonia con te Fabrizio.
    Fidarsi dei politici? …degli scienziati? Ci sono scienziati e politici che dicono tutto …e il contrario di tutto. A chi credere?
    So che il “buon senso” e’ la cosa meno condivisa del mondo, ma ultimamente dimostrano di possederne molto di piu’ gli artisti che i politici e gli scienziati. Anche tu del resto lo confermi postando regolarmente una canzone come “sussidio” ai tuoi pensieri.

    PS
    Beppe Grillo mi ha suggerito una piccola procedura empirica molto efficace che ho avuto modo di sperimentare.
    Lasci parlare gli scienziati, ascolti le loro versioni, poi vai a vedere …chi li paga.
    Per esempio, scopri che l’inceneritore di Brescia e’ il migliore del mondo. Ha vinto un premio, certo. Ma nel comitato scientifico di chi gli ha dato il premio c’è una delle aziende che ha fatto l’impianto! Brescia è il punto più inquinato del mondo, basta guardare il satellite.

    Ciao
    Beppe Cucchi

    Rispondi ↓
  9. Giocatore d'Azzardo

    Questa è la ricetta di Padoa “due cognomi finti” Schioppa; quello del Britannia e del Bilderberg. Buon divertimento.
    Grillini, travaglini, celentanini. Ecco, i celentanini mi mancavano, per intorbidire ulteriormente il panorama delle stronzate e far parlare del nulla.

    Blackjack.

    Rispondi ↓

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *