Piedi gonfi

Eh, Loreto! Quante volte siamo arrivati con i piedi gonfi, come quelli con cui Caravaggio scandalizzò i benpensanti del momento, sempre pronti a cogliere il capello fuori posto. Anche la casa scalcinata destò imbarazzo e turbamento, se non indignazione. Chissà se fossero al corrente del fatto che il modello per Maria fu una prostituta amante del pittore, ritratta anche nel quadro della Madonna dei palafrenieri. Ce n’è abbastanza per demolire qualsiasi nozione di pellegrinaggio religioso. Ma il risultato potrebbe essere antitetico: proprio perché svaniscono le bancarelle con la merce in vendita, i volti compunti dei fedeli tuttofare, i soliti riti uggiosi e sonnolenti, e resta invece l’esistenza nella sua nuda e accidentata imperfezione; appunto per questo la Madonna dei pellegrini potrebbe convertire, spingere a visitare quello che fu – e ancora oggi è – il santuario nostro, dove approdiamo sempre con i piedi gonfi, reduci dalla marcia impervia della vita.

11 pensieri su “Piedi gonfi”

  1. donmo

    i piedi sono un bellissimo elemento del nostro corpo di troppo spesso (purtroppo) ci vergognamo.
    Di essi ha fatto un bellissimo elogio il mio amato Erri De Luca e mi permetto di riportarlo per intero (anche se è un po’ lungo) perchè ne vale la pena:

    Elogio dei piedi
    Perché reggono l’intero peso.
    Perché sanno tenersi su appoggi e appigli minimi.
    Perché sanno correre sugli scogli e neanche i cavalli lo sanno fare.
    Perché portano via.
    Perché sono la parte più prigioniera di un corpo incarcerato. E chi esce dopo molti anni deve imparare di nuovo a camminare in linea retta.
    Perché sanno saltare, e non è colpa loro se più in alto nello scheletro non ci sono ali.
    Perché sanno piantarsi nel mezzo delle strade come muli e fare una siepe davanti al cancello di una fabbrica.
    Perché sanno giocare con la palla e sanno nuotare.
    Perché per qualche popolo pratico erano unità di misura.
    Perché quelli di donna facevano friggere i versi di Pushkin.
    Perché gli antichi li amavano e per prima cura di ospitalità li lavavano al viandante.
    Perché sanno pregare dondolandosi davanti a un muro o ripiegati indietro da un inginocchiatoio.
    Perché mai capirò come fanno a correre contando su un appoggio solo.
    Perché sono allegri e sanno ballare il meraviglioso tango, il croccante tip-tap, la ruffiana tarantella.
    Perché non sanno accusare e non impugnano armi.
    Perché sono stati crocefissi.
    Perché anche quando si vorrebbe assestarli nel sedere di qualcuno, viene scrupolo che il bersaglio non meriti l’appoggio.
    Perché, come le capre, amano il sale.
    Perché non hanno fretta di nascere, però poi quando arriva il punto di morire scalciano in nome del corpo contro la morte.

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  2. Io

    proprio perché svaniscono le bancarelle con la merce in vendita, i volti compunti dei fedeli tuttofare, i soliti riti uggiosi e sonnolenti, e resta invece l’esistenza nella sua nuda e accidentata imperfezione

    parole sante e santificanti, fabry. Tutti dobbiamo fare i conti con la nostra e altrui imperfezione.

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  3. f&r

    credo sia più facile vivere di ritualismi e pellegrinaggi con volto compunto che “sporcarsi le mani con la vita e arrivare coi piedi gonfi all’incontro decisivo”
    eppure chi ha incontrato anche solo una volta il volto dell’amore non ha bisogno di altro che di quella memoria per procedere, nonostante i piedi laceri e sporchi perché sa che alla fine Gesù stesso li laverà, come fece in quell’ultima cena a chi ancora non capiva e di lì a poco lo avrebbe tradito o rinnegato.

    un abbraccio, fabry

    f&r

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  4. elio_c

    A proposito di piedi, ma quanti contatori e raccoglitori di statistiche avete messo sotto questo sito? Ci mette sempre più tempo ad impaginararsi, a volte devo fare più volte refresh affinché ci riesca. Mah, non la capisco proprio questa ossessione delle statistiche.. da parte di umanisti poi.. 🙂

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  5. fabrizio centofanti

    grazi di cuore, amici.
    Elio, un tempo si diceva che i motori di ricerca e i contatori servissero a portare il messaggio più lontano.
    certi siti li ho conosciuti dallo shinystat.
    ciao
    fabry

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  6. Stella Maria

    ciao don,
    io vorrei farti i complimenti per la bellissima idea che hai avuto, geniale a mio modestissimo parere, e comunque innovativa: prendere spunto dai quadri di Caravaggio per regalarci riflessioni sulla vita di tutti i giorni, e i pensieri dell’uomo/sacerdote/ scrittore-poeta.
    Idea singolare perchè realizzi una mostra impossibile, mi spiego: a Roma c’è una mostra, come tutti sappiamo, con i quadri di Michelangelo Merisi, io l’ho vista e ti assicuro l’emozione è forte e nessuna riproduzione, per quanto perfetta, può rendere onore all’opera. Quadri di una straorinaria bellezza, almeno per me, che sono stati capaci di emozionarmi come da tempo non mi accadeva davanti ad un dipinto. Eppure, sebbene siano presenti fra le più belle opere di certo non può averle tutte perchè molti quadri di Caravaggio sono dipinti siti nelle chiese di Roma, come quello di questo post che è nella chiesa di S. Agostino, altri sono in collezioni private, altre ancora in vari musei del mondo.
    Tu però hai avuto l’idea di farli ritrovare insieme come nella stanza/ studio in cui il pittore dipingeva e non solo, ci hai aggiunto le tue riflessioni sulla vita e sull’uomo. La tua non è tanto critica d’arte e forse non è neanche tua intenzione, quanto rendere attuale un sentimento, un’idea, una parola che l’autore voleva suscitare mentre componeva l’opera. Chissà se mentre dipinge i suoi quadri per Dio Michelangelo legge i tuoi post? Forse si e se la ride dentro per un commento diverso dai soliti critici che molto capiscono e molto credono di capire ma spesso non si interrogano sull’animo umano e non ci esprimono un’emozione bensì tutta una tecnica fredda e calcolatrice per dipingere un quadro che è si importante, ma non da magnificenza all’opera quanto l’ispirazione e l’intento dell’artista.
    ma questo è dono di chi l’arte la fa ancor prima di ammirarla.
    Vorrei batterti le mani ma non si vedrebbe così ti dico: continua così, deliziaci con un’arte che conosci bene, la scrittura, la cui musa ispiratrice è un’altra arte donata: un’anima che vive.
    SM

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  7. Anonimo

    Pezzo delicato, ben confezionato.
    Grazie, don Fabrizio, continua a stupirci.
    Ho acquistato il suo ultimo libro e gia’ li’ vi sono dei quadri di Caravaggio commentati da lei.
    Sicuramente un libretto dedicato solo all’arte del Merisi e ai suoi commenti di poeta avrebbe successo: ci pensi su, ma veramente. Pret(re) a manger 😉
    A.A.

    Piedi, gonfi o non gonfi…c’e’ chi si vergogna dei propri piedi e chi invece ne fa oggetto di culto
    (si dice che, di una donna, i veri intenditori guardino i piedi e le caviglie).

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  8. Titti

    Caravaggio scandalizzò…svaniscono i volti compunti dei fedeli tuttofare, i soliti riti uggiosi e sonnolenti, e resta invece l’esistenza nella sua nuda e accidentata imperfezione; appunto per questo la Madonna dei pellegrini potrebbe convertire…

    Come il santo bevitore che imbarazza gli ipocriti e confonde le forme borghesi della falsa religione.
    Grande, Fabry!
    Un abbraccio,
    Titti

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