La fine della storia

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da qui

Arrivammo di giorno e trovammo una spessa coltre di terra, o di sabbia, che copriva tutto. Cominciammo a scavare, augurandoci di trovare qualcosa di riconoscibile, di resistente alle ingiurie del tempo. La prima scoperta fu un’aula che ricordava gli antichi teatri greco-romani, ma gli scranni erano in legno. Estraemmo un biglietto in buono stato di conservazione, in cartoncino rigido; c’era scritto: Ordine del giorno al Parlamento. Le frasi sottostanti risultavano illeggibili; si potevano ricostruire alcuni termini: immunità/impunità; immigrazione; Pomigliano. Notammo anche un rotocalco divorato dai vermi, forse una rivista di enigmistica. Qualche centinaio di metri oltre, dissotterrammo una specie di tempio; ricuperammo un minuscolo foglietto in cui sopravviveva qualche appunto sfrangiato; si leggeva, faticosamente, poveri, coraggio, fedeltà. Nel mondo sepolto da un cataclisma inesorabile, solo alcune parole tenevano duro, contendevano tenacemente con la fine della storia.

4 pensieri su “La fine della storia”

  1. f&r

    forse la fine del mondo coinciderà col fine verso il quale avremo saputo tendere. alla fine comunque ??????????, ma quale il fine perseguito?

    un abbraccio, fabry

    f&r

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  2. Rashide

    In quella dimensione della storia che è il tempo, la fine non pùo che essere materia di rincrescimiento per scritori, poeti, storici è filosofi, tutti collegati da quell misterioso filo che è la memoria.
    Karl Marx disse dei filosofi: Finora hanno soltanto interpretato el mondo in diversi modi, ora si trata di transformarlo.
    Un abbracio.

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  3. alfonso

    caro, carissimo Fabrizio! oggi non ho tempo di fermarmi.
    mi basta la conferma del tuo post per capire che come al solito ci sei e stai come sempre stai 🙂

    grazie di tutto. grazie per il coraggio e per l’impegno

    un caro abbraccio

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