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da qui
Leopoldo è più perplesso che mai: Saulo Cioccolati, che sembrava possedere un segreto in grado di sciogliere i nodi della storia, è stato ingoiato dalle fogne e non ne è più riemerso. Di Maria non c’è più traccia: l’ultima volta l’hanno vista in compagnia di uno scrittore con un diario infantile ritrovato a decenni di distanza dalla sua composizione. Giulio da Padova è invischiato nella neonata bottega di scrittura. Leopoldo ha nostalgia di quelle apparizioni che, per quanto inconsistenti, sembravano arricchirlo e sostenerlo nelle esigenze più profonde. Decide di tornare al pub. La ragazza con lo straccio fa la faccia offesa, perché era tanto che lui non si vedeva.
– Non ce l’abbia con me, non immagina quante ne ho passate.
–Pensavo ci avesse tradito con un locale alternativo.
– Sono fedele al mio ruolo, come tutti i personaggi. E come loro, torno sempre sul luogo del delitto.
– Ricomincia con le sette birre?
– E perché no? Ho fatto tutto il giro e ho capito: il mondo si legge all’incontrario.
– Mi sembra di averlo già sentito.
– E’ una battuta di un libro di Calvino, in cui s’incrociano i destini.
– Vorrei che il mio destino s’incrociasse con qualcuno.
– A chi sta pensando?
– Anch’io ho letto un libro di Calvino: c’è una suora che scrive la storia e nel finale fugge con uno dei personaggi principali. In fondo, anch’io sto ascoltando un racconto: non potrebbe succedermi lo stesso?
– E a quale personaggio pensa?
– Di tutta la storia, ne conosco personalmente solo uno.
– Leopoldo arrossisce all’improvviso: guarda fisso lo straccio bagnato che la ragazza tiene in mano e si identifica a tal punto con l’oggetto che sviene, sbattendo la faccia contro il tavolo.

è vero, il mondo si legge all’incontrario, così come al contrario andrebbe vissuto, il problema è che arriviamo a capirlo quando ormai le candele spente sono le più numerose della fila.
speriamo almeno che non si sia rotto il naso 🙂
un abbraccio, fabry
f&r
Ah, qui casca l’asino, o meglio, Leopoldo 😉
Anche in un film di Woody Allen si sviluppa una liason tra un personaggio del pubblico in sala ed uno del grande schermo (Vogliamo anche Leo in cinema scope 😉
Bravo don Fabrizio, torniamo alle visioni della prima ora 🙂
Fuggire con il personaggio principale
Evocativo di storia della letteratura e del cinema e teatro e artifigurative in genere, di fatto è il sogno di ogni autore, coinvolgere il lettore fin nel profondo, rimanere indelebile segno di un’opera unica: lanciare un messagio che viene colto e rimane per sempre.
Per quel che mi riguarda ti stai avvicinando alla meta, spero di non far svenire di nuovo Leopoldo:-)
SM
tutto si scioglie,
in bocca, come un cioccolatino
o squaglia dentro una fogna.
magari spariscono visioni
e si dissipano pensieri.
ma tutto lascia una traccia
di sé, un sapore, un gusto.
magari anche un retrogusto
Stella, non ho capito se e’ lei che vuole fuggire con LeopoldoMariaFabrizio o pensa che Fabrizio desideri fuggire come Leopoldo? Quale delle due mete?
A.A.
Leopoldo forse se ti fai coraggio e la guardi negli occhi potresti trovare la tua musa ispiratrice, la tua Calliope o la tua Clio !!!
A volte cerchiamo per mari e per monti, per poi accorgerci che quello di cui avevamo bisogno era sempre stato proprio accanto a noi!
Fabry,
la stoffa dello scrittore si riconosce proprio dalle grandi ispirazioni avute magari durante un viaggio con uno “straccio” di Micra… Altro che muse ispiratrici 😉
un abbraccio,
Titti
Tra Clio e Micra in fondo non c’è tanta differenza…!!!
M&C,
vedo che ci capiamo al volo 😉
Fabry,
la butto lì:
perché su LPELS non fate una recensione di SE TU FOSSI QUI (Cairo Editore – euro 12), il terzo romanzo di Maria Pia Ammirati, vicedirettore di Rai Uno e responsabile anche di Unomattina?
Potreste anche finire in TV!
E’la volta che Leopoldo perde proprio il senno…come l’Orlando furioso 🙂
Buona giornata a tutti!
Titti
vi ringrazio.
finire in TV, di questi tempi, potrebbe non essere una gran bella cosa.
Si’, in effetti, ma anche sui giornali, dove Leopoldo e’ finito anche se non nominato direttamente. Sara’ stato colpa di un lapsus…o di un lapis. 😉
Un abbraccio,
Titti