56. Bassotti

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da qui

Leopoldo deve decidersi a cercare Maria. Dalle parole di don Faber, ha capito che la via da seguire è quella dell’autenticità e della passione, ma è poco per dedurne un punto di riferimento concreto, una coordinata topografica qualsiasi. Un indizio lo possiede, a dire il vero: Saulo lo ha informato del sogno ricorrente dell’amico sacerdote, un ponte sopra un fiume e due occhi azzurri che brillano nel buio. Leopoldo ricorda che Maria avrebbe voluto fare un viaggio – lei che amava la sedentarietà, e tutte le avventure le trovava già pronte nel raggio dei due chilometri della vita di borgata. Gli aveva parlato di Parigi, città da cui era sempre stata affascinata, e non tanto per le strade, le piazze, i monumenti che tutti vanno a visitare – i Campi Elisi, Monte Martire, Monte Parnaso – ma per gli angoli che nessuno nota e che riservano sorprese a chi voglia raccogliere dettagli per i propri scritti. Leopoldo rompe gli indugi e parte; il corridoio del’aeroporto sembra meno interminabile, tanto è l’entusiasmo che lo spinge. Passando a fianco della libreria dei Voli internazionali, nota un libro dalla copertina nera e l’immagine colorata di un membro della Banda Bassotti col cappello blu e la mascherina nera; s’intitola Come vendere un milione di copie e vivere felici.
Non c’è più religione! gli scappa di dire ad alta voce.
Cerca la cappella? gli chiede l’esercente. E’ situata al Terminal C – partenze internazionali – lateralmente al Banco dell’Opera Romana Pellegrinaggi. Gli orari delle celebrazioni sono: festivi ore 09,00 e ore 11,00; feriali ore 08,30. Sala di preghiera multi-religiosa. I credenti di diverse religioni possono raccogliersi in preghiera nella sala di culto ubicata agli Arrivi internazionali, fra il Terminal C ed il Terminal B, a fianco dell’area Italiatour.
Veramente mi riferivo a questo libro.
– Ah! Il romanzo di Antonio D’Orrifico: se continua così, di copie ne venderà più di un milione, mi tocca riordinarlo di continuo.
Leopoldo è incuriosito: prende il libro fra le mani e lo apre a pagina novantanove, come consiglia Mariarosa Mancuso:
Nelle ultime orge con i suoi tre compagni d’infanzia era rimasta assente, lontana, muta. E aveva registrato una preoccupante e assoluta assenza di lubrificazione nelle parti intime. Credendo di non essere sentito, uno degli Sbancomat, Sbancomat due per l’esattezza, il più dotato quanto a talento erotico, e anche il più dotato tout court, aveva confessato a uno degli altri Sbancomat (Sbancomat tre, per la cronaca): “E’ come mangiare un caco che allappa”. Quando si dice il dono della sintesi.
Leopoldo guarda la libraia, la libraia guarda Leopoldo. Il tutto ha la durata di qualche secondo; lui rimette il libro a posto e si dirige all’aerea di imbarco senza pronunciare una parola.

7 pensieri su “56. Bassotti

  1. Rashide

    “I libri li interrogo e mi rispondono e parlano e cantano per me alcuni mi portano el riso sulle labbra o la consolazione nel cuore altri mi insegnano a conoscere me stesso e mi ricordano che i giorni corrono veloci e che la vita fugge via chiedono solo un unico premio avere un libero accesso in casa mia, vivere con me quando tanti sono i veri amici”

    Francesco Petrarca.

    Un abbraccio

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  2. f&r

    ma per gli angoli che nessuno nota e che riservano sorprese a chi voglia raccogliere dettagli per i propri scritti.

    ci sono angoli segreti nelle città che si amano, che si rivelano nuovi ogni volta anche allo sguardo di chi, poi, non sa lasciare segni sulla carta, ma conserva tutto nel cuore.

    un abbraccio, fabry

    f&r

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  3. Stella Maria

    La cosa che sostengo da tempo immemore e, con delirio di onnipotenza mi ripeto: “voce di una che grida nel deserto!”, è che i libri si comprano per il titolo o la bella copertina. Ma ancor peggio, sostengo che per paura di rimaner delusi dal contenuto o solo perchè è trendy, chiusi e profumati di stampa fanno bella mostra nelle librerie di casa o magari, per i più “avanti”, sulla scrivania dell’ufficio se non nella borsa firmata della signora bene. E così l’acquirente fa solo tendenza e bella mostra di sè, o per dirla alla romana: “guarda quanto sono figo e colto io!”
    Ricordo casa di mia nonna piena di gingilli, tazze da te, monili vari, bomboniere, fotografie e merletti. I libri li teneva in un grande cassettone vuotatosi della biancheria di corredo corrosa dal tempo e dalle figlie che se la portavano via. Da ragazzina rompiballe che sono ancora, magari non più ragazzina, la domanda sorse spontanea. La risposta eloquente: si mostra ciò il cui contenuto è solo esterno, la sua bellezza è fuori ed è tutta lì. La bellezza del libro è in se stesso non si può esporlo se non tappezzando la casa con le pagine ma comunque non farebbe dono di sè. Ma ciò che non puoi mettere in vetrina è ciò che si scrive dentro te, quello puoi solo condividere mostrando l’effetto in te prodotto in uno scambio di parole che collabora e perpetua il messaggio dell’autore.
    Sarà … ma mia nonna è stata la sola a cui non sono riuscita a controbattere:-) un po’ come a Leopoldo e a quel suo amico don Faber:-)
    SM

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  4. M&C

    Questo libro dalla copertina innocente trovato da Leopoldo, ma con all’interno gli Sbancomat e le loro vicende per soli adulti, mi ricorda di quella volta che mia figlia desiderava tanto il film “Barbie magia di pegaso”. Non riuscendo a reperirlo nei negozi del settore perchè sempre esaurito, decisi di seguire il consiglio di un papà, sicuramente più esperto di me, e provai a “scaricarlo” da internet…. Trovai diversi film di Barbie e, felice del risultato ottenuto, mi accingevo a copiarli tutti; mio marito mi fermò appena in tempo, per fortuna, perchè quei film tutto erano, tranne che cartoni animati per bambini!!!
    Mi sentii proprio un’ingenua…. e anche io rimasi zitta “senza pronunciare una parola”!!!

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  5. Anonimo

    la via da seguire è quella dell’autenticità e della passione

    Sacrosante parole!
    Spesso invece capita di accorgersi di essersi “contenuti” o meglio compressi per educazione, ossequio della forma, salvare le apparenze, non dispiacere ora questo ora quello, convinti dall’esterno piuttosto che da dentro se stessi… Ma le scelte fondamentali della vita non possono essere contro la propria vera essenza, che finirebbe per uscire fuori all’improvviso, quando meno te lo aspetti o lo vorresti, mandando all’aria quanto si e’ costruito su fondamenta non veritiere. Li’ per li’ sembra una tragedia, ma forse finisce per riequilibrare una vita in disequilibrio.

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  6. Anonimo

    Don Fabrizio,
    posso chiederle chi si nasconde dietro lo scrittore D’Orrifico e la critica Mariarosa Mancuso? Sempre che ce lo voglia dire, eh?
    il libro sfogliato da Leopoldo sembrerebbe un’opera di Melissa P. o una pagina di Christiana F. Noi ragazzi dello zoo di Berlino.

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