63. Flashback

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da qui

Leopoldo è alla ricerca di Andreas: è sicuro d’incontrare anche Maria, dalle sue parti. Si ritrova, nemmeno lui sa come, sul lungosenna, vicino a un ponte dalle arcate pesanti di mattoni bianchi. Guarda l’acqua, le foglie che volano a tratti, spinte da folate di vento. Dallo scalone del ponte, che declina con una curva ampia e leggera, vede scendere un uomo di mezza età, con un impermeabile beige, una sciarpa amaranto e la scoppola che nasconde parzialmente i capelli biondi e spettinati. Ormai sono vicini: l’alito dell’altro lo investe a tradimento, deve aver bevuto:
– Dove va fratello?
– Fratello? Non sapevo di avere un fratello.
– Lei è forestiero, posso mostrarle la strada. Non la prenda a male se l’ho fermata così, senza conoscerla. In questo momento lei è in difficoltà e io ho a disposizione molto più tempo di quanto in realtà mi serva.
– Dove abita?
– Non ho una casa, dormo sotto i ponti: ogni notte un ponte diverso. Ma sono un uomo d’onore: un uomo d’onore senza indirizzo. Devo confidarle una cosa: leggo nel cuore della gente. Lei è in crisi coi suoi impegni riguardanti la scrittura, gli autori, i personaggi; oggi è diventato un impiego, a cui ci si prepara con corsi noiosi e burocratici. Ma in quel modo non si arriva da nessuna parte. Il miracolo avviene qui, sotto i ponti della Senna, dove i pensieri sono mossi dallo stesso vento che spinge le foglie morte sulla banchina umida e nebbiosa. Per scrivere non bisogna imparare delle regole, ma lasciare che il cuore si converta, al vento, all’acqua, alla voce che passa e ha bisogno di silenzio per essere ascoltata. Dio vive sotto i ponti della Senna e detta il racconto che non saremmo mai riusciti a scrivere. Così le è stato comunicato il suo nella brasserie di Boulevard Saint Germain. Ma non deve appropriarsene: quel romanzo è di Maria; anzi, se vogliamo essere precisi, di don Faber.
– Lei mi spaventa.
– Non c’è fretta, non deve preoccuparsi: quando vorrà, potrà trovarmi nello stesso posto. Mi raccomando, si ricordi il mio indirizzo, si faccia guidare dal vento, che non può sbagliare.
– Sa dov’è Maria?
– Non è lontana. Si faccia portare, gliel’ho detto.
L’uomo alza la scoppola dalla testa bionda, con un sorriso lieve. Guarda Leopoldo allontanarsi, scomparire ingoiato dallo scalone ampio del ponte.

5 pensieri su “63. Flashback”

  1. f&r

    lasciarsi guidare dal vento, sarebbe bello potersi abbandonare al volo, davvero bello

    un abbraccio, fabry

    f&r

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  2. M&C

    Questo Notturno di Chopin, così “dolce e sognante” all’inizio, sembra davvero essere il vento che sospinge le foglie del lungosenna. E nella seconda parte, con un tema più “tormentato ed inquietante” rispecchia pienamente lo stato d’animo di Leopoldo.
    Così è facile ed anche molto romantico farsi guidare… grazie per la scelta raffinata Faber Maria Leopoldo!!!

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  3. Rashide

    “Per scrivere bisogna lasciare che il cuore se converta”
    Come scoprire che ogni cosa al mondo ha un spirito, un perchè.
    Scoprendo come pitturare con il vento i suoi colori, insieme nel segreto della vita, senza sapere la vita cosè.
    Non si pùo fermare Leopoldo.
    Un abbraccio.

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