[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=0vMSNi3S_O0&feature=related]
da qui
Lasciandosi alle spalle il cespuglio di lentisco, Simone Vangelis è soddisfatto: se avesse sparato di nuovo, si sarebbe rovinato. La rabbia, per ora, prende un’altra direzione: ha saputo che Brice si è salvato e giace in un letto d‘ospedale, per cui può approfittarne e dirgliene quattro in tutta calma. Com’è possibile che pubblichi un romanzo all’anno? Non gli hanno insegnato che la materia deve decantare, che ne deve passare di acqua sotto i ponti perché si accumulino gli eventi necessari a raccontare qualcosa di sensato? Come può pensare di salvare la qualità della scrittura trasferendo sulla pagina la prima trama che gli viene in mente, quando gli altri cestinano romanzi interi accorgendosi che le maglie della storia sono fruste e sfilacciate e la voce degenera in falsetto? Simone è nauseato dai romanzi commerciali, dalla pletora di libri insulsi che affolla le mensole dei supermercati, dal gesto automatico dell’avventore che richiede il titolo alla moda con la stessa consapevolezza con cui sceglie la bibita più pubblicizzata. Si sente ribollire pensando ai sentimenti triturati nella fretta del guadagno, nei ricatti delle case editrici, nella bramosia di gloria, e, all’improvviso, comprende perché non abbia resistito a puntare la pistola contro Brice, lo scrittore prolifico, capace di sfornare storie su storie senza prendersi una pausa, vendendo ogni volta troppe copie, braccato dalle donne, inseguito dai fans, circondato dagli imitatori: no, bisogna far qualcosa, ed è per questo che torna sui suoi passi per sfogare la collera che gli monta dentro, raggiunge il cespuglio di lentisco e svuota il caricatore contro la pianta in fiore che rappresenta il mondo senza senso, il nemico che gli impedisce di essere se stesso, la prigione che lo stringe sempre più, fino a togliergli il respiro.

“svuota il caricatore contro la pianta in fiore”
Simone spara contro la vita…
Non serve…per vincere bisogna imparare a perdere.
Povera Cloe… Finire così le sue corse in bici!
Ciao!
Claudia
Caro Simone,
chi ti ha lasciato la mano che gli avevi dato come fossi cieco? Basterebbe un bacio …letterario o della letteratura a cambiare le cose?
http://www.youtube.com/watch?v=mIP3mShYBj4&feature=related
“svuota il caricatore contro … il nemico che gli impedisce di essere se stesso”
Magari fosse così semplice!
Simone, sei ritornato dal nemico sbagliato…
“il nemico è tra noi è dentro di noi
per farlo fuori occorre rinunciare ad una parte di noi stessi….
il nemico si nasconde spesso in quello che crediamo….
il nemico crea falsi nemici per farsi scudo e apparir perbene…
sconfiggere il nemico è guardarsi dentro
cercare il proprio centro e dargli vita come a un fuoco quasi spento renderlo vivo
e dargli movimento” (Jovanotti)
“Per quanto gli uomini, riuniti a centinaia di migliaia in un piccolo spazio, cercassero di deturpare la terra su cui si accalcavano, per quanto la soffocassero di pietre, perché nulla vi crescesse, per quanto estirpassero qualsiasi filo d’erba che riusciva a spuntare, per quanto esalassero fiumi di carbon fossile e petrolio, per quanto abbattessero gli alberi e scacciassero tutti gli animali e gli uccelli, – la primavera era primavera anche in città. Il sole scaldava, l’erba, riprendendo vita, cresceva e rinverdiva ovunque non fosse strappata, non solo nelle aiuole dei viali, ma anche fra le lastre di pietra, e betulle, pioppi, ciliegi selvatici schiudevano le loro foglie vischiose e profumate, i tigli gonfiavano i germogli fino a farli scoppiare; le cornacchie, i passeri e i colombi con la festosità della primavera già preparavano nidi, e le mosche ronzavano vicino ai muri, scaldate dal sole.
Allegre erano le piante, e gli uccelli, e gli insetti, e i bambini. Ma gli uomini – i grandi, gli adulti – non smettevano di ingannare e tormentare se stessi e gli altri. Gli uomini ritenevano che sacro e importante non fosse quel mattino di primavera, non quella bellezza del mondo di Dio, data per il bene di tutte le creature, la bellezza che dispone alla pace, alla concordia e all’amore, ma sacro e importante fosse quello che loro stessi avevano inventato per dominarsi gli uni sugli altri”.
Tolstoj – incipit “Resurrezione”
A rileggere con più attenzione mi sono accorta che Cloe è salva… Simone non spara a lei:-)
ma ora sono in pena per Medardo e Viola
vi ringrazio.
stasera Vangelis potrebbe anche spararmi, sarei contento lo stesso, perché è uscito il mio nuovo libro.
baci
faber
Però speriamo che non ti spari!
Come si dice in questi casi? boh!
Finalmente tutti potremo leggere il tuo mitico libro su Calvino, evviva don!
SM
Caro Simone,ti affanni tanto in questa lotta contro Brice; sì, il nemico è sempre in agguato, pronto a colpire per distruggere progetti e pensieri, ma tutta questa rabbia… dove porta?
Non sarai davvero tu il suo bersaglio?
Aspetto con ansia di leggere la tua nuova fatica!
grazie!
si capirà meglio cosa ho imparato da Calvino.
Aspettiamo di sapere:
chi e’ stato colpito da Simone,
perche’ questi sia ancora così rabbioso (piuttosto, e’ stato svelato chi si cela sotto questo nome?)
se il bacio e’ arrivato a destinazione
chi sia il ghost-writer di Brice che sforna un libro all’anno (come ormai anche in campo musicale fanno in molti, copiando se stessi)
perche’ Brice sia inseguito dai trans… 😉