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da qui
Cesare ha capito perché la scena di Cosimo e Amerigo non si sblocca: l’autore conosce il luogo troppo bene. L’edicola, per lui, non ha segreti; potrebbe passare in rassegna non solo i tratti più evidenti – la forma, la distribuzione della merce, le scritte degli sponsor -, ma perfino i titoli delle riviste, i volantini delle pubblicità, la marca dei palloni. Lo stesso potrebbe fare con le palazzine sullo sfondo, le tende rosse e bianche, le piante sui terrazzi di raccordo, le automobili parcheggiate abitualmente. I personaggi diventano tasselli di un mosaico sempre uguale: il corpo di Cosimo, steso sulla strada, è come il gelso dalla chioma fitta e irregolare alla sinistra del garage; Amerigo stralunato è il rovescio della parabola installata sul tetto dell’edicola per cogliere i messaggi del satellite; la folla assiepata tutt’intorno è il riflesso delle nuvole nere che sembrano togliere il respiro. Cesare si chiede che accadrebbe se la scena capitasse a Firenze, di fronte all’Hotel Caravaggio, dove l’autore ha trascorso giorni impareggiabili; il paesaggio sarebbe descritto in modo ugualmente ineccepibile: l’ingresso dell’albergo con la cupola a maglie di ferro, la pizzeria-spaghetteria, il parrucchiere, l’hotel concorrente; e poi la piazza con le panchine in pietra, la fontanella col pulsante, il prato e i lampioni stile antico con quattro lampade tonde per ciascuno. La differenza non starebbe nella superficie delle cose, ma nei ricordi evocati, nella gioia del ritrovarsi con la persona amata, negli odori e sapori che si scoprono più vivi per incanto. La scena di Cosimo e Amerigo avrebbe un altro ritmo: l’ambulanza arriverebbe poco dopo e svolgerebbe in fretta il suo dovere, la donna non dovrebbe urlare il nome di Cosimo per capitoli e capitoli, la folla tornerebbe alle proprie occupazioni con la sensazione struggente di aver vissuto uno spettacolo già visto.

La differenza non starebbe nella superficie delle cose, ma nei ricordi evocati, nella gioia del ritrovarsi con la persona amata, negli odori e sapori che si scoprono più vivi per incanto.
curioso:
a Firenze, proprio all’Hotel Caravaggio mi rubarono il portatile prestato ad un amico… l’unico ricordo struggente che ho di questa meravigliosa città è questo: un furto… e vorrei tornare a quel giorno, a quel tempo… ma la vita continua e l’ambulanza è lì per portare via il suo cadavere quotidiano, per portare via, forse anche i ricordi…
grazie, fabry
Claudia
L’amore, ma, a volte, anche il ricordo di un amore, di un momento felice cambia la prospettiva delle cose e ciò che sembra grigio e noioso per incanto prende forma e colore.
SM
La differenza non starebbe nella superficie delle cose, ma nei ricordi evocati, nella gioia del ritrovarsi con la persona amata, negli odori e sapori che si scoprono più vivi per incanto.
You Make Me Feel
amore mio
non troverò mai le parole, amore mio
per dirti come mi sento, amore mio
semplici parole non lo possono spiegare
prezioso amore
hai preso la mia vita nelle tue mani
hai creato tutto ciò che sono
mi hai insegnato come vivere di nuovo.
solo tu
ti sei preoccupato quando avevo bisogno di un amico
hai creduto in me nella buona e nella cattiva sorte
questa canzone è per te
piena di gratitudine e amore.
Dio ti benedice
mi fai sentire nuovo
grazie a Dio mi ha benedettoo con te
mi fai sentire nuovo
canto questa canzone perché tu
mi sentire nuovo.
amore mio
ogni volta che ero insicuro
mi hai tirato su e mi hai rassicurato
mi hai ridato il mio orgoglio
prezioso amico
con te avrò sempre un amico
sei qualcuno su cui posso contare
per camminare un cammino che non finisce mai.
senza di te
la mia vita non ha significato nè rima
come una canzone fuori tempo
come posso ripagarti
per aver avuto fiducia in me.
Non c’è molta differenza fra conoscere “il luogo troppo bene” e
“aver vissuto uno spettacolo già visto.”
L’unica grande differenza sta nella presenza o meno dell’Amore…
“Ero innamorato del mondo intero e di tutto ciò che viveva nelle sue braccia di pioggia.”
— Louise Erdrich
Guido Gozzano, “La Signorina Felicita”,
(riduzione)
Signorina Felicita, a quest’ora
scende la sera nel giardino antico
della tua casa. Nel mio cuore amico
scende il ricordo. E ti rivedo ancora
e Ivrea rivedo e la cerulea Dora
e quel dolce paese che non dico.
Signorina Felicita, è il tuo giorno!
A quest’ora che fai? Tosti il caffè:
e il buon aroma si diffonde intorno?
O cuci i lini e canti e pensi a me,
a l’avvocato che non fa ritorno?
E l’avvocato è qui: che pensa a te.
……..
Odore d’ombra! Odore di passato! […]
……..
Tu m’hai amato. Nei begli occhi fermi
…..tu volevi piacermi, Signorina:
e più d’ogni conquista cittadina
mi lusingò quel tuo voler piacermi!
Ogni giorno salivo alla tua volta
……..
Talora – già la mensa era imbandita –
mi trattenevi a cena. Era una cena
d’altri tempi, col gatto e la falena
e la stoviglia semplice e fiorita
…….
M’era più dolce starmene in cucina
tra le stoviglie a vividi colori:
tu tacevi, tacevo Signorina:
godevo quel silenzio e quegli odori
tanto tanto per me consolatori
di basilico, d’aglio, di cedrina…
Vedevo questa vita che m’avanza:
chiudevo gli occhi nei presagi grevi;
aprivo gli occhi: tu mi sorridevi;
ed ecco, rifioriva la speranza!
[…]
Io ti parlavo, piano, e tu cucivi
innebriata dalla mie parole.
…….
Ah rimanere qui, sempre, al suo fianco,
terminare la vita che m’avanzi
tra questo verde e questo lino bianco!
Se lei sapesse come sono stanco
delle donne rifatte sui romanzi!
Vennero donne con proteso il cuore:
ognuna dileguò, senza vestigio
[…]
mai non comparve sul mio cielo grigio
quell’aurora che dicono: l’Amore…”
[…]
Tu m’hai amato. Nei begli occhi fermi
luceva una blandizie femminina;
tu civettavi con sottili schermi,
tu volevi piacermi, Signorina
e più d’ogni conquista cittadina
mi lusingò quel tuo voler piacermi.
Tu ignori questo male che s’apprende
in noi. Tu vivi i tuoi giorni modesti,
tutta beata nelle tue faccende.
Mi piaci. Penso che leggendo questi
miei versi tuoi, non mi comprenderesti,
ed a me piace chi non mi comprende.
[…]
Giunse il distacco, amaro senza fine,
e fu il distacco d’altri tempi, quando
le amate in bande lisce e in crinoline
protese da un giardino venerando,
singhiozzavano forte, salutando
diligenze che andavano al confine…
…..
ed io fui l’uomo d”altri tempi, un buono
sentimentale giovine romantico…
Quello che fingo d’essere e non sono!
grazie!
i ricordi sono un fuoco che può accendersi o spegnersi da un momento all’altro.
I ricordi più belli, legati ad esperienze belle e significative dell’Amore, possono apparire all’improvviso, quando meno te lo aspetti, e dare vita a sensazioni che pensavi ormai sopite; sono un fuoco da alimentare giorno per giorno, perchè è grazie alla memoria dell’Amore che si riesce ad essere liberi e felici, ed a superare i momenti di prova e difficoltà.
Dejà Vu
(Pino Daniele)
La notte non è più notte
Se non dormi accanto a me
Le luci dei lampioni
E tutti i miei perché
Non lasciarmi morire adesso
Di tristezza
Per me sei importante
La nostra eclissi d’amore
E’ come un dejà-vu
Intrinseco di emozione
Nei tuoi occhi blu
Ogni volta un vestito diverso
Per aggiungere un altro verso
A questa poesia
Sei importante per me
Sei importante perché
Sei importante per me
Sei importante perché
Cerco solo un interesse
Una scenata di gelosia
Qualche cosa che mi faccia credere
Che sei ancora mia
Mentre torno sui miei passi
Una strana sensazione
Come un dejà-vu
Sei importante per me
Sei importante perché
Io credo nel futuro
Sei importante per me
Sei importante perché
Sento ad un tratto all’improvviso
Le tue menai sul mio viso
E la paura di essere soli
Che ti fa sentire dentro
Come uno strano presentimento
Che ti scivola nel cuore
Che risveglia il tuo dolore
Nella notte buia
Perché per me sei importante
Come una luce devastante
Che ti acceca gli occhi
Lucidi, umidi di emozione
Sei importante per me
Sei importante perché
Io credo nel futuro
Sei importante per me
Sei importante perché
I Ricordi, il nettare della vita, una ricchezza immensa senza prezzo. Fanno parte di noi, ci rendono vivi ogni giorno, ci accompagnano fedeli verso il domani. Ma è oggi che dobbiamo vivere intensamente ogni momento, tutto quanto ci viene donato, senza sentirsi prigionieri di ieri.
Vivere soltanto nel ricordo è un pò come spegnere la luce, ma il sole sorge ogni giorno…
grazie.
passato presente futuro, insomma, la vita.