64. Il sogno che ti serve

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da qui

Simone Vangelis lotta fra la vita e la morte nel reparto del solito ospedale. Qualcuno potrebbe chiedersi perché chi ha bisogno di cure finisca invariabilmente al Sant’Eugenio, come se in tutta la città non vi fosse alternativa. E’ evidente che l’autore è legato a questo posto da ricordi che ogni tanto si riaffacciano alla mente, provocando dolori più acuti di quelli di Vangelis, che respira a fatica, sovraccarico di aghi, tubi, macchine che registrano la pressione arteriosa e il ritmo del battito cardiaco. Gira e rigira, il dolore ha la stessa faccia e si medica nello stesso posto. E’ come quando ti sequestrano e chiedono il riscatto: cambia poco che tu sia rinchiuso in una stanza o in una fossa; ciò che desideri è comunque l’aria aperta, una voce che racconti la storia ascoltata da bambino, quando tua madre sa cacciare la paura che ti spezza il respiro e impedisce di dormire. Simone capisce solo adesso che la letteratura è scritta, ma può essere anche orale, letta ad alta voce nelle sere d’infanzia, nella camera coi letti a castello, i fratelli che dormono ignari dei pensieri che ti assalgono, i sogni che ritornano col viso dei compagni, il vestito a fiori della colf, la bocca impastata del cugino Michelino, con cui litighi sempre e ogni volta le prendi da tuo padre. Il libro letto ad alta voce pare sempre più bello: era così nella notte dei tempi, quando ascoltavano i racconti di Achille, figlio di Teti e di Peleo, i vaticinii di Cassandra, la bellezza di Elena e le astuzie imprevedibili di Ulisse; su un letto d’ospedale non c’è niente di meglio che lasciarsi affascinare dal racconto di duelli e di battaglie; consola pensare che ogni istante della storia è in bilico sulla stessa paura e lo stesso desiderio, che c’è sempre la voce di una madre o di una donna a rivelare il sogno che ti serve.

13 pensieri su “64. Il sogno che ti serve

  1. Stella Maria

    Che bello!
    Serve un sogno per andare avanti, l’idea di un progetto sempre da realizzare, se la vita non ha un fine sempre nuovo da raggiungere ci si puo’ chiedere perche’ viviamo, cosi’ come se il romanzo non ha un suo messaggio da portare, una meta da raggiungere che senso ha scriverlo?
    Se ci togliessero quel sogno la vita d’improvviso perderebbe colore.
    SM

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  2. Roby (s.d a.)

    Protezione, abbiamo un costante bisogno di essere rassicurati, custoditi, difesi in qualche modo, dagli attacchi della vita che si manifestano nei modi più svariati e inaspettati, dalle paure, dalla solitudine, dalle parole che fanno male … Protezione, che possiamo trovare nella voce rassicurante di una madre, nella mano dell’amico, nell’orecchio di chi sa ascoltare, nella pagina di un romanzo, in un sogno….

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  3. Vale

    Vangelis respira a fatica e ritorna inesorabile ” a gorgogliare la fontana” che ha dentro!…. qualcuno che abbiamo molto amato ci ispira a scrivere qualcosa, un romanzo o semplicemtente descrivere un sogno per poter andare avanti
    Vale

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  4. M&c

    Bella e poetica questa pagina, piena di amore, di una madre per un figlio, e di un figlio indifeso per la madre/padre, “in bilico sulla stessa paura e lo stesso desiderio”.
    Ed ispira dolcezza anche questa canzone che le fa da cornice:
    “passerà anche questa stazione senza far male…”.

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  5. Ema

    Wish you Were Here – Pink Floyd
    (Vorrei che tu fossi qui)

    Così, così pensi di poter distinguere
    il paradiso dall’inferno?
    Cieli blu dal dolore?
    Puoi distinguere un campo verde
    da un freddo binario d’acciaio?
    Un sorriso da un velo?
    Pensi di essere capace di distinguerli?

    E ti hanno portato a barattare
    i tuoi eroi con dei fantasmi?
    Ceneri roventi per degli alberi?
    Aria bollente con una fresca brezza?
    Una magra consolazione per il cambiamento?
    E hai scambiato una parte da comparsa in guerra
    con un ruolo di comando in gabbia?

    Come vorrei, come vorrei che tu fossi qui.
    Siamo solo due anime perse che nuotano in una boccia per i pesci.
    Anno dopo anno,
    correndo sempre sul solito terreno,
    cosa abbiamo trovato?
    Le stesse vecchie paure.
    Vorrei che tu fossi qui.

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  6. Rashide

    Questa pagina mi fa pensare a questa canzone:

    Testo Mentre dormi di Max Gazzè dall’album Quindi?

    Mentre dormi ti proteggo e ti sfioro con le dita ti respiro e ti trattengo per averti per sempre
    Oltre il tempo di questo momento arrivo in fondo ai tuoi occhi quando mi abbracci e sorridi se mi stringi forte fino a ricambiarmi l’anima
    Questa notte senza luna adesso vola.. tra coriandoli di cielo e manciate di spuma di mare Adesso vola
    Le piume di stelle sopra il monte più alto del mondo a guardare i tuoi sogni arrivare leggeri
    Tu che sei nei miei giorni certezza, emozione Nell’incanto di tutti i silenzi che gridano vita sei il canto che libera gioia sei il rifugio, la passione
    Con speranza e devozione io ti vado a celebrare come un prete sull’altare io ti voglio celebrare come un prete sull’altare
    Questa notte ancora vola tra coriandoli di cielo e manciate di spuma di mare Adesso vola
    Le piume di stelle sopra il monte più alto del mondo a guardare i tuoi sogni arrivare leggeri
    Sta arrivando il mattino stammi ancora vicino sta piovendo e non ti vuoi svegliare resta ancora resta per favore e guarda come… vola tra coriandoli di cielo e manciate di spuma di mare Adesso vola
    Le piume di stelle sopra il monte più alto del mondo a guardare i tuoi sogni arrivare leggeri
    Vola… Adesso vola Oltre tutte le stelle alla fine del mondo vedrai, i nostri sogni diventano veri!

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  7. M&c

    IL SOGNO DI MARIA (Fabrizio De Andrè)

    Nel Grembo umido, scuro del tempio,
    l’ombra era fredda, gonfia d’incenso;
    l’angelo scese, come ogni sera,
    ad insegnarmi una nuova preghiera:
    poi, d’improvviso, mi sciolse le mani
    e le mie braccia divennero ali,
    quando mi chiese – Conosci l’estate
    io, per un giorno, per un momento,
    corsi a vedere il colore del vento.

    Volammo davvero sopra le case,
    oltre i cancelli, gli orti, le strade,
    poi scivolammo tra valli fiorite
    dove all’ulivo si abbraccia la vite.

    Scendemmo là, dove il giorno si perde
    a cercarsi da solo nascosto tra il verde,
    e lui parlò come quando si prega,
    ed alla fine d’ogni preghiera
    contava una vertebra della mia schiena.

    … e l’angelo disse: “Non
    temere, Maria, infatti hai
    trovato grazia presso il
    Signore e per opera Sua
    concepirai un figlio”…

    Le ombre lunghe dei sacerdoti
    costrinsero il sogno in un cerchio di voci.
    Con le ali di prima pensai di scappare
    ma il braccio era nudo e non seppe volare:
    poi vidi l’angelo mutarsi in cometa
    e i volti severi divennero pietra,
    le loro braccia profili di rami,
    nei gesti immobili d’un altra vita,
    foglie le mani, spine le dita.

    Voci di strada, rumori di gente,
    mi rubarono al sogno per ridarmi al presente.
    Sbiadì l’immagine, stinse il colore,
    ma l’eco lontana di brevi parole
    ripeteva d’un angelo la strana preghiera

    dove forse era sogno ma sonno non era

    – Lo chiameranno figlio di Dio –
    Parole confuse nella mia mente,
    svanite in un sogno, ma impresse nel ventre.

    E la parola ormai sfinita
    si sciolse in pianto,
    ma la paura dalle labbra
    si raccolse negli occhi
    semichiusi nel gesto
    d’una quiete apparente
    che si consuma nell’attesa
    d’uno sguardo indulgente.

    E tu, piano, posati le dita
    all’orlo della sua fronte:
    i vecchi quando accarezzano
    hanno il timore di far troppo forte.

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  8. Ema

    “c’è sempre la voce di una madre o di una donna a rivelare il sogno che ti serve”

    LE DONNE LO SANNO

    Le donne lo sanno
    c’è poco da fare
    c’è solo da mettersi in pari col cuore
    lo sanno da sempre
    lo sanno comunque per prime

    le donne lo sanno
    che cosa ci vuole

    le donne che sanno
    da dove si viene
    e sanno per qualche motivo
    che basta vedere

    e quelle che sanno
    spiegarti l’amore
    o provano almeno
    a strappartelo fuori
    e quelle che mancano
    sanno mancare
    e fare più male

    possono ballare un po’ di più
    possono sentir girar la testa
    possono sentire un po’ di più
    un po’ di più

    le donne lo sanno
    chi paga davvero
    lo sanno da prima
    quand’è primavera
    o forse rimangono pronte
    è il tempo che gira

    le donne lo sanno
    com’è che son donne

    e sanno sia dove
    sia come sia quando
    lo sanno da sempre
    di cosa stavamo parlando

    e quelle che sanno
    spiegarti l’amore
    o provano almeno

    a strappartelo fuori
    e quelle che mancano
    sanno mancare
    e fare più male

    vogliono ballare un po’ di più
    vogliono sentir girar la testa

    vogliono sentire un po’ di più
    un po’ di più

    possono ballare un po’ di più
    possono sentir girar la testa
    possono sentire un po’ di più
    un po’ di più

    al limite del piacere
    al limite dell’orrore
    conoscono posti in cui non vai
    non vai

    le donne lo sanno
    che niente è perduto
    che il cielo è leggero
    però non è vuoto
    le donne lo sanno

    le donne l’han sempre saputo

    vogliono ballare un po’ di più
    vogliono sentir girar la testa
    vogliono sentire un po’ di più
    un po’ di più

    al limite del dolore
    al limite dell’amore
    conoscono voci che non sai
    non sai
    non sai

    Ligabue

    Rispondi
  9. valeria

    grande compito affidi alla donna: restituire una possibilità di speranza e di armonia con l’universo.
    bellissimo!

    Rispondi
  10. Stella Maria

    L’HOTEL DEI GIORNI IMMOBILI

    All’hotel dei giorni immobili
    non brillano le stelle:
    qualche volta s’intravede appena
    il fondo della valle;
    c’è un odore di salsedine,
    ma il mare non si vede…
    dai sentieri che ci arrivano
    non ripartono più strade…
    All’hotel dei giorni immobili
    da sempre c’è un soldato,
    ma la guerra non spiegò
    se c’era morto o c’era nato;
    e se c’era nato o morto
    non lo seppe mai il poeta
    che perdeva il tempo a chiedersi
    se un’entrata è anche un’uscita.

    E una notte innominabile
    ci transitò un mercante,
    e vendeva tutto a tutti
    e tutti non avevan niente;
    e vendeva per non piangere
    di non aver venduto
    e le lacrime bagnavano
    sciupavano il broccato.

    Han mandato un messaggero,
    forse arriva questa sera;
    passa i monti, passa il gelo,
    passa il tuono e la bufera;
    passa il fuoco dell’inferno
    con un foglio tra le mani;
    han mandato un messaggero,
    forse arriverà domani.

    All’hotel dei giorni immobili
    ci venne anche un sovrano:
    ordinò, salì con comodo,
    prese tutto il terzo piano:
    e ci venne un accademico
    con un trucco madornale,
    ma nel buio s’illuminarono
    solo gli angoli e le scale.

    E una notte senza nuvole
    si presentò un pensiero;
    e si cominciò a distinguere
    buio falso e buio vero;
    e una notte con le nuvole
    lì si smarrì un ricordo,
    e si continuò a confondere
    l’apparenza di uno sguardo.

    S’è perduto il messaggero
    s’è perduto sul confine,
    tra il principio delle cose
    e le cose della fine;
    s’è perduto il messaggero
    col cavallo e con i cani,
    tutto è ritornato nero
    dietro il grido dei gabbiani;
    s’è perduto il messaggero
    con un foglio tra le mani:
    non arriverà stasera
    non arriverà domani.

    All’hotel dei giorni immobili
    nel sogno di una donna
    tutto è chiaro, tutto è limpido,
    la penombra non inganna;
    e bastò guardarla un’attimo
    per leggerle nel cuore
    che lei già sapeva tutto
    prima ancora di sognare:

    e fu finalmente giorno,
    fu bambino e fu canzone,
    e fu gioia del ritorno
    e fu “dormi”,e fu persone;
    e fu finalmente cielo
    con la luna e con le stelle,
    e fu finalmente mare
    con il vento e con le vele…

    e fu subito chitarra,
    e fu abbraccio e fu ferita,
    e fu “guardami!” e fu terra,
    e fu vivere e fu vita;
    così il giorno tornò giorno
    e la notte fu la notte;
    l’orizzonte all’orizzonte
    e le stelle in cielo, tutte.

    Roberto Vecchioni

    http://www.youtube.com/watch?v=3wvcXWSnUc8

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