66. Mal di te

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=2DbKPCZb8sY]

da qui

L’incubo di Cavedagna sono le malattie di amici e conoscenti. Ogni telefonata è un bollettino medico: Gigi soffre di alopecia, non fa che lamentarsi della caduta dei capelli e lo costringe a guardare le chiazze che si aprono qua e là, a osservarle da vicino, a toccarle con mano per rendersi conto della calamità che lo perseguita. Sono mesi che s’interroga sulle cause possibili: abuso di anticoagulanti, eccesso di vitamina A, stress e logorio. Il tempo libero lo dedica a leggere il Manuale di Tricologia di Andrea Mariani o il Manuale di dermatologia medica e chirurgica, terza edizione, Autori Vari. Dopo mezz’ora di lagnanze, Cavedagna comincia a fare altro – sfogliare il quotidiano, correggere una bozza, spazzolare un abito – lanciando ogni tanto segnali di presenza – eheheh! ah! ma va! – privi di qualunque riferimento col contesto. Anna, invece, soffre di artrosi cervicale: i discorsi s’infarciscono di cefalee, articolazioni, cartilagini e vertigini. Il guaio è che il dottore, se non riesce ad occuparsi d’altro, inizia ad avvertire i sintomi di cui si parla: dolori alla base del collo, inibizione al movimento, rumori nel ruotare il capo; e poi la sonnolenza, il mal di stomaco, i disturbi della vista. Il romanzo ne risente: impossibile negare che i personaggi riflettano le esperienze dell’autore, per cui Alberto finisce col perdere i capelli, Teodora è afflitta da dolori articolari – anche per le lotte con Olivia -, Marco risente di cefalee improvvise, non perché ignori a chi appartenga il manoscritto, ma perché il dottore ha versato in terra la macchinetta del caffè, mentre Gigi gli traduce un brano del The Merck Manual – quinta edizione, Milano, Springer-Verlag, 2008 – e lui è convinto che il cerchio alla testa sia il segno che non deve rispondere al telefono, perché il male è il lamento, è ascoltare la tua voce, il male è il mal di te.

14 pensieri su “66. Mal di te

  1. Stella Maria

    Mal di te, male dell’anima, che male fa! Un serpente insidioso che ti striscia dentro, ti si attacca alle budella, quando la sofferenza è troppo vicina, ti stritola il cuore quando è la tua.
    Vorresti sapere dove si origna per estirparla come la zizziania nel campo di grano che la tua anima. All’improvviso ti assale, ti soffoca è un grido muto che squarcia il petto, il peso che ti fa scivolare a gli inferi e dopo averti tanto confuso e sbattuto di qua e di là se ne va come un incubo al risveglio. E’ il male di vivere che ti correde dentro è il male di vivere che ogni giorno incontri se sai ascolatre e guardare la’ltro in viso.
    SM

    Questa la so quasi a memoria: Eugenio Montale

    Spesso il male di vivere ho incontrato:
    era il rivo strozzato che gorgoglia,
    era l’incartocciarsi della foglia
    riarsa, era il cavallo stramazzato.

    Bene non seppi, fuori del prodigio
    che schiude la divina Indifferenza:
    era la statua nella sonnolenza
    del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.

    Rispondi
  2. Ema

    SE PIANGI SE RIDI(Mina)

    Se piangi
    amore
    io piango con te
    perchè
    tu fai parte di me.
    Sorridi sempre
    se tu non vuoi
    non vuoi vedermi
    soffrire mai.
    Se ridi
    amore
    io rido perchè
    perchè
    faccio parte di te.
    Ricorda sempre
    quello che fai
    sopra il mio volto lo rivedrai.
    Non sarai solo
    anche se tu
    tu sei lontano da me.
    Ogni momento
    dovunque andrai
    accanto a te mi rivedrai.
    Se piangi
    se ridi
    io sono con te
    perchè sono parte di te.
    Ricorda sempre
    quello che fai
    sopra il mio volto lo rivedrai

    Rispondi
  3. M&C

    Per il “mal di te”, neanche il tachicaf funziona: c’è solo bisogno di amore e tanta poesia…

    UNA POESIA ANCHE PER TE (Elisa)

    Forse non sai quel che darei
    Perché tu sia felice
    Piangi lacrime di aria
    Lacrime invisibili
    Che solamente gli angeli
    san portar via

    Ma cambierà stagione
    ci saranno nuove rose

    E ci sarà
    dentro te e al di là
    dell’orizzonte
    una piccola poesia

    Ci sarà
    forse esiste già al di là
    dell’orizzonte
    una poesia anche per te

    Vorrei rinascere per te
    e ricominciare insieme come se
    non sentissi più dolore
    ma tu hai tessuto sogni di cristallo troppo coraggiosi e fragili
    per morire adesso
    solo per un rimpianto

    Ci sarà
    dentro e te e al di là
    dell’orizzonte
    una piccola poesia

    Ci sarà
    dentro e te e al di là
    dell’orizzonte
    una poesia anche per te

    Perdona e dimenticherai
    per quanto possa fare male in fondo sai
    che sei ancora qui
    e dare tutto e dare tanto quanto il tempo in cui il tuo segno rimarrà
    questo nodo lo sciolga il sole come sa fare con la neve

    Ci sarà
    dentro e te e al di là
    dell’orizzonte
    una piccola poesia

    Ci sarà
    forse esiste già al di là
    dell’orizzonte
    una poesia anche per te
    anche per te
    per te

    Rispondi
  4. Ema

    “perché il male è il lamento, è ascoltare la tua voce”

    “Ho sentito un lamento sotto i cipressi
    mi son chiesto, c’è qualcuno che piange qui?
    o è il vento che si ricorda di un amore passato
    in questo luogo solitario?

    Un tempo pensavo che i morti ridessero
    quando le nere cortine cadon sugli occhi
    ma ora mi chiedo se i morti che amaron la vita
    piangono ancora sotto i cipressi.”

    Nazim Hikmet

    Rispondi
  5. ilaria

    anche per le lotte con Olivia …. 😀
    BEH, almeno è un pò di ” sano ” movimento articolare!!!!!!!!!!!!

    Rispondi
  6. Roby (s.d a.)

    Offrire un orecchio per sconfiggere il silenzio, il male, cercando di non dimenticare che l’amore è speranza e la speranza è la vita.
    …Così come ci insegni e ci ricordi ogni volta, don!

    Rispondi
  7. Roby (s.d a.)

    Trovo che questo testo sia meraviglioso, una poesia che ogni volta commuove…

    Nei Giardini che nessuno sa – R. Zero

    Senti quella pelle ruvida.
    Un gran freddo dentro l’anima,
    fa fatica anche una lacrima a scendere giù.
    Troppe attese dietro l’angolo,
    gioie che non ti appartengono.
    Questo tempo inconciliabile gioca contro te.
    Ecco come si finisce poi,
    inchiodati a una finestra noi,
    spettatori malinconici,
    di felicità impossibili…
    Tanti viaggi rimandati e già,
    valigie vuote da un’eternità…
    Quel dolore che non sai cos’è,
    solo lui non ti abbandonerà mai, oh mai!
    E’ un rifugio quel malessere,
    troppa fretta in quel tuo crescere.
    Non si fanno più miracoli,
    adesso non più.
    Non dar retta a quelle bambole.
    Non toccare quelle pillole.
    Quella suora ha un bel carattere,
    ci sa fare con le anime.
    Ti darei gli occhi miei,
    per vedere ciò che non vedi.
    L’energia, l’allegria,
    per strapparti ancora sorrisi.
    Dirti si, sempre si,
    e riuscire a farti volare,
    dove vuoi, dove sai,
    senza più quei pesi sul cuore.
    Nasconderti le nuvole,
    quell’inverno che ti fa male.
    Curarti le ferite e poi,
    qualche dente in più per mangiare.
    E poi vederti ridere,
    e poi vederti correre ancora.
    Dimentica, c’è chi dimentica
    distrattamente un fiore una domenica
    E poi… silenzi. E poi silenzi.

    Nei giardini che nessuno sa
    Si respira l’inutilità.
    C’è rispetto grande pulizia,
    è quasi follia.
    Non sai come è bello stringerti,
    ritrovarsi qui a difenderti,
    e vestirti e pettinarti si.
    E sussurrarti non arrenderti
    nei giardini che nessuno sa,
    quanta vita si trascina qua,
    solo acciacchi, piccole anemie.
    Siamo niente senza fantasie.
    Sorreggili, aiutali,
    ti prego non lasciarli cadere.
    Esili, fragili,
    non negargli un po’ del tuo amore.
    Stelle che ora tacciono,
    ma daranno un segno a quel cielo.
    Gli uomini non brillano
    Se non sono stelle anche loro.
    Mani che ora tremano,
    perché il vento soffia più forte…
    non lasciarli adesso no
    che non li sorprenda la morte.
    Siamo noi gli inabili,
    che pure avendo a volte non diamo.
    Dimentica, c’è chi dimentica,
    distrattamente un fiore una domenica
    e poi silenzi. E poi silenzi

    Rispondi
  8. la funambola

    hanno ammazzato Vittorio Arrigoni
    mi fa male il cuore caro fabrizio
    ti abraccio, come sempre
    la fu

    Rispondi
  9. M&c

    “E quante volte ho chiuso le valigie dei miei sogni
    ed ho viaggiato trascinandole con me
    con lo spirito confuso da una vita che dà pugni
    e non risparmia neanche chi è più fragile

    e quante volte ho pianto nei silenzi di una stanza
    quante volte ho chiesto il Tuo perdono Dio
    e ho sentito come un canto che si apriva alla speranza
    e ho ritrovato il senso del cammino mio

    vivere seguendo Te
    abbandonandomi nell’intimo del cuore Tuo
    vivere sapendo che
    il mio domani si colora di Te

    e quante volte ho visto questo mondo farsi male
    e ho pregato perchè il mondo amasse Te
    fare il bene ad ogni costo nel servizio più totale
    perchè la gioia dell’Amore è dentro me

    vivere seguendo Te
    abbandonandomi nell’intimo del cuore Tuo
    vivere sapendo che
    il mio domani si colora di Te…”

    (Paolo Migani)

    Rispondi
  10. annamaria orlandi

    Non sento il mal di te, ma il mal di me. Non ho neppure più voglia di lamentarmi, perchè non serve.Comunque tutti i guai dei tuoi personaggi mi hanno fatto sorridere. Sto diventando cinica?

    Rispondi
  11. Claudia

    Ora che il nostro sonno è diventato uno specchio
    Non ci copre più
    Con le ali bianche di cicogne

    Un tempo passavano brezze nei nostri capelli
    Innocenti aure infantili tra gli alberi giusti

    Ora in fondo allo specchio s’è incrinata l’ombra
    Una mitragliata ha infranto il vetro

    Di chi è la colpa di chi è la colpa
    Nessuno lo sa
    Tutti alziamo le spalle
    Ci laviamo le mani ogni mattina
    Ci pettiniamo i capelli e andiamo via
    Ma lo specchio
    Rimane sempre qui incrinato

    Ogni notte sul fondo spunta un fantasma
    Accende una lampada e si dilegua

    Tutti allora parlano di un delitto
    Ma nessuno conosce l’assassino
    Nessuno vuole vedere in fondo allo specchio
    Per paura di riconoscere il proprio volto!

    ( Ghiorghis Kotsiras )

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *