[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=jCGecYRRF-0&feature=related]
da qui
Sono di nuovo qui, davanti a un quadro che ha il centro in un cerchio di fuoco, perché torna così spesso questa immagine? una striscia di sole circondata da nuvole al tramonto, con i raggi come braccia, o parole, le braccia e le parole di Yehochoua, che ora si tendono verso Magdalenne, cosa vedi sopra la città? senza toccarla, anche se una forza misteriosa lo spinge verso lei, vedo un composto di luce e di buio, come se non potessero stare l’una senza l’altro, Jerushalaim si tinge di giallo e grigio, e la città, come vedi la città? tra il campanile e la cupola c’è una linea che finisce sotto il sole, la vedo stesa come un gregge che aspetta di alzarsi e ripartire, Yehochoua ha un sussulto, come se un pensiero li avesse attraversati nello stesso istante, esatto, come pecore senza pastore, pellegrini senza meta, il cielo a macchie è il volto della donna solcato di luce e d’ombra, la linea dello zigomo, l’incavo degli occhi, perché ho il privilegio di averti vicino, tanto vicino che potremmo abbracciarci e baciarci, rotolarci nell’erba umida e calda della sera? Yehouchoua sente le voci della gente nei vicoli affollati, lo sbattere incessante di stoviglie d’acciaio, il rincorrersi di desideri e di paure, anche il volto della donna tende a trasformarsi, ora ha i capelli biondi che finiscono in boccoli annodati, i seni scoperti si offrono come l’oro della cupola, lo spingersi turgido della torre campanaria, non puoi farne a meno, amico, lasciati andare, le mura della città bianca e gialla sono le braccia sode che si tendono, i tetti delle case sono le labbra rosse di Shlomstione, gli alberi la peluria nera che sbuca dal pareo, toccami, dammi la mano, la spinge verso gli alberi dalla chioma folta, che nascondono il vuoto nero di finestre affacciate nella piazza, toccami, la peluria è piena di sangue, è la testa di Yoh’anan, che cos’hai, Yehouchoua, perché ti tiri indietro, ho detto qualcosa di sbagliato? i raggi raggiungono le nuvole più oscure, non preoccuparti, Magdalenne, un pensiero, solo un pensiero che viene e se ne va.

Che pagina emozionante, di prima mattina…. Ci vuole un caffé per rischiarare le idee; il commento più tardi, a mente fredda 🙂
Ben tornato don!
Torna Shlomstione foriero di invitanti tentazioni, incubi e visioni crude: sangue, la testa di Yoh’anan…una forza misteriosa spinge Yehochoua verso Magdalenne senza toccarla….il volto della donna solcato di luce e d’ombra….chioma folta, pareo, toccami, dammi la mano…
“un composto di luce e di buio, come se non potessero stare l’una senza l’altro”
Jung toglierebbe il “come se”, perché in ogni persona c’è una zona d’ombra.
Per fortuna i raggi possono raggiungere le nuvole più oscure, e quell’ombra va via.
http://www.youtube.com/watch?v=rp6DlmiTqfo
Dopo la musica orientale con tanto di danza del ventre, un “Waltzer delle cose perdute” (musica di Francesco Cerasi, tratta dal film “Febbre da fieno”)
La traccia con l’mp3 su : http://www.myspace.com/francescocerasi/stream
Musica, parole e video affini al post…
http://www.youtube.com/watch?v=8sXz7wnlJRA
Un bellissimo testo da leggere e rileggere.
Ma per favore, Jovanotti no….
Ci sono cose che l’una senza l’altra non esisterebbero, in senso generico neanche l’uomo senza la donna sarebbe immaginabile e viceversa.
” Non è bene che l’uomo sia solo”, l’Essere perfetto non può che creare imperfezione, sa che c’è sempre qualcosa che manca e che deve essere perfezionato. Si dice che perfino Maddalena e Gesù fossero uno il complemento dell’altro perchè … perchè il Padre è anche madre e Gesù è uomo figlio dell’uomo. Io non so dov’è la verità e, come già detto più volte, non è fondamentale per me questa verità per credere ma so che le due parti dell’Uno accade che si ritrovino. Anche a distanza sanno esattamente dov’è l’altro, hanno lo stesso pensiero, vivono la stessa lunghezza d’onda, hanno anche la stessa carne che si logora e consuma nel desiderio di fusione, apice dell’unità e vertice del piacere e della gioia, ma da essa riescono a trascendere perchè l’appagamento è anche e soprattutto oltre.
La distanza è dolore, certezza è il ritrovarsi e la paura continua di perdersi come se questo volesse dire perdere una parte di sè, vivere con un corpo e una mente a metà, monchi dell’altro e di sè. “Dove ho sbagliato?” Il distacco fisico è dolore, l’assenza è dolore, il dolore dell’altro è parte di se stessi. Questo amore esiste, mai arrendersi e smettere di cercarlo, o per paura non viverlo.
E’ così incredibile da essere ossessionati che ciò che accade ad altri accada a te, che sia solo tentazione, bionda, bruna, occhi chiari, occhi scuri, presagio di morte, privazione di vita o miracolo e conversione. Magdalenne e Yehoshua, l’opportunità di completarsi o la grande tentazione che porta alla dannazione eterna? La risposta è vita e solo vivendo pienamente e fino in fondo, la si conosce.
Ha ragione Roby, leggerlo è stata un’emozione che ha fatto battere il cuore e ricorda che la vita va vissuta nel bene e nel male, fino in fondo, liberi dalla paura, andando verso l’uno, la perfezione, l’altro.
SM
“Sono di nuovo qui”
eccola la constatazione che ci fa sentire meravigliosamente umani, piccoli e fragili.
Sarebbe bello saper rimanere sempre in equilibrio su quella linea che finisce appena sotto il sole ” tra il campanile e la cupola” …..Magdalenne ci insegna che si può , lei non avrebbe mai fatto quello che Salomè ha fatto al Battista…Qualcuno le ha insegnato ad amare nell’anima….
http://www.youtube.com/watch?v=9O7Bw5OyqVc
Mi piace moltissimo questo Yehouchoua, così umanamente fragile ed imperfetto, così combattuto e pieno di contraddizioni, certo di dove sia la verità, ma continuamente in pericolo di fronte alla tentazione.
Me lo fa sentire più simile a me, più vicino a me, più “fratello anche mio”, mi rasserena tanto e mi consola.
A me invece Jovanotti piace molto, in queste ultime versioni, e ne posto un altro…
http://www.youtube.com/watch?v=D3HwnYbU_1A
“Senza di te sarebbe stato tutto vano,
come una spada che trafigge un corpo morto,
senza l’amore sarei solo un ciarlatano,
come una barca che non esce mai dal porto.
Considerando che l’amore non ha prezzo,
sono disposto a tutto per averne un po’,
considerando che l’amore non ha prezzo
lo pagherò offrendo tutto l’amore,
tutto l’amore che ho”
Amore, attrazione, tenerezza, intesa dell’anima, sintonia delle emozioni: ci sono tutti questi elementi, un’immagine completa che ritrae alla perfezione il bisogno del prossimo, con cui cogliere e condividere ogni attimo della vita.
” I raggi raggiungono le nuvole più oscure” … e senti l’abbraccio, avvolgente e caldo, quella protezione che finalmente ti appaga; e non hai più bisogno di correre ansioso, alla ricerca di chissà quale meta o felicità, perché ora c’è ed è lì, vicino a te
Senza nemmeno toccarla le parole di Yehochoua sono entrate così profondamente in Magdalenne a tal punto che ora vedono le stesse cose, hanno lo stesso pensiero, la stessa visione del mondo: pecore senza pastore, pellegrini senza meta, in bilico tra il buio della solitudine e la luce dell’amore. Fortunata Magdalenne che si è lasciata sedurre dall’amore!
Yehochoua ha un sussulto davanti ad una tale complicità, vede il volto della donna solcato di luce e d’ombra, percepisce in ogni uomo il rincorrersi di desideri e di paure e condivide questo aspetto dell’umanità. Ma la paura per Lui è solo un pensiero che viene e se ne va. Amare ed essere amati è un privilegio è questo quello che conta.
E’ stato bello tornare a leggerti! emozionante come sempre.
-perché ho il privilegio di averti vicino, tanto vicino che potremmo abbracciarci e baciarci, rotolarci nell’erba umida e calda della sera?
E’ proprio questa la sensazione che si prova, in amore: è la convinzione di non meritare tanto, con il timore di perdere tutto, è la sicurezza di essere amati profondamente, pur non essendone degni , è il sentirsi privilegiati da un amore che va a di là delle nostre capacità e dei nostri meriti.
ovviamente, era “al di là”…
-perché torna così spesso questa immagine? una striscia di sole circondata da nuvole al tramonto, con i raggi come braccia, o parole …
http://www.youtube.com/watch?v=gK58K22wykY
vi ringrazio!
ritrovarsi è un’esperienza decisiva.
secondo me, ultimamente, Jovanotti ha scritto qualche bella canzone, ma non faccio testo: mi piaceva Guccini quando nessuno lo poteva sopportare.
E’ un testo affascinante.Non si riesce a capire fino in fondo,ed i lettori sono sempre sorpassati dall’autore.Di solito descrizioni di luoghi,persone,eventi e dialoghi sono divisi,ma qui bisogna leggere e rileggere,per capire dove si è.E’,in senso buono,quasi più difficile dei Karamazov.Non parliamo poi dei personaggi,ancora più complessi della trama.Grazie Don Fabrizio,un bel post ed un bel blog,vitale e serio insieme.Un saluto,Lucia
[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=b3lJJRrB74c]
Yehouchoua sente le voci della gente nei vicoli affollati, lo sbattere incessante di stoviglie d’acciaio, il rincorrersi di desideri e di paure
desiderio e paura: l’altro è un mistero da incontrare col cuore sospeso, un roveto ardente di fronte al quale togliersi i sandali, un abisso nel quale immergersi sapendo lo scarto irriducibile, quel passo che non sarà mai l’ultimo, quella distanza da coprire e che ogni volta mostrerà un centro così luminoso da risultare buio, come quando, guardando un luce troppo forte, gli occhi rimandano solo ombre… le ombre luminose di un amore che non finisce.
http://www.youtube.com/watch?v=y_zhZeRNfSg&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=pnFq69t8EDs
Lucia, Fides, Rashide, M&C, grazie di cuore.
si scrive meglio, con il vostro aiuto.
Per me Lorenzo Cherubini è un poeta popolare più che un cantante pop (egli stesso, intervistato, ha dichiarato di stupirsi ancora di fare successo cantando con la sua voce e la sua scarsa dizione).
Non l’ho chiamato con il suo nome d’arte proprio perché, finché era soltanto Jovanotti, cioè un prodotto di Cecchetto, non ha tirato fuori il meglio di sé. Ma poi…è stata una escalation di poesia in musica.
Qualcuno mi ha detto che non mi sono regolata con le dediche musicali che ho pubblicato qui…Se anche Fabrizio lo pensasse, mi scuso tanto, ma facevo così, come si dice, “tanto pe’ cantà”
http://www.youtube.com/watch?v=rDmMx2ZusrQ
va benissimo, Titti, grazie.
Don Fabrizio,non avevo visto i saluti.Non credo proprio che scrivere sia facile,con tanti secoli di fallimenti alle spalle.In Italia,il disprezzo per gli intellettuali è inversamente proporzionale al rispetto per i soldi,e ciò che ne consegue.Detesto l’umiltà del nuovo testamento,tranne l’Apocalisse con la sua condanna per le prostitute.Non ho mai capito la Maddalena.Balzac,il libro dei debiti,enigma.Del resto,millenni di stragi e violenze,fanno pensare che l’umiltà si paga cara.Il corpo è personale,a differenza della mente.Non credo nell’aldilà,ed anche se ci credessi,non ci credo.Dunque:qualcuno ha torto,ma non gli scrittori.Un saluto,Lucia D.
un bel po’ di carne al fuoco, Lucia…
A don Fabrizio
Si,il tono era un pò troppo perentorio.E’ incredibile cosa fanno 10,15 gradi in più sull’umore.Almeno sul mio.Divento nervosa,mi dispiace.Il mio primo anno al sud,perchè ci ho vissuto per un pò,l’estate,è arrivato quasi a 50 gradi,il termometro.Si scioglieva la roba in casa.Mi è proprio rimasto addosso il fastidio del sole eccessivo.E’ bello solo se c’è il mare vicino,ma poi,devi poterci andare,se no è quasi peggio.Ma adesso devo andare a dormire,è un pò tardi.Un saluto,Lucia D.