72. Il nostro posto

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=2_2C4_ekVQ8]

da qui

Siedono in silenzio, guardando ognuno avanti a sé. Yehochoua vede i tre quadri dei profeti, avvolti come in una nebbia; Myriam scruta l’albero che stende i rami rinsecchiti al di là della finestra; Chochana osserva il vaso di fiori nella nicchia; Matityahou, col suo sorriso fisso, è l’unico che cerca gli occhi del suo dirimpettaio:
Un bell’impiccio: la morte di Nathane ci costringe a riflettere sull’opportunità di continuare a sfidare tutto e tutti.
Se la morte dovesse fermarci, sarebbe bastata quella di Yoh’anan.
Nello sguardo di Yehochoua c’è una luce strana: come un tramonto che manda raggi intorno, contrastato da branchi di nuvole olivastre.
Chochana ha la testa reclinata, rivolta verso terra:
Perché ci vogliono ammazzare?
Sotto il tramonto si stende la città, annunciata dal campanile della chiesa, un dito sollevato contro il cielo.
Myriam ha la faccia tirata per la veglia:
E’ gente diversa, con ragioni diverse. L’unica certezza è che il messaggio dà fastidio.
La cupola d’oro cerca di competere col sole, ma è un pallido riflesso.
Nathane è morto pronunciando la parola ringraziare.
Le mura s’illudono di proteggere ogni cosa: la cupola, il sole, i raggi lanciati in mezzo a un cielo che comincia ad appannarsi.
E’ difficile ringraziare con una pallottola nel cuore.
Tra il cielo e le mura, le case si accucciano in cerca di riposo.
L’eco del grazie non si perde con l’ultimo respiro, Matityahou.
La mano cerca la mano dell’amata.
Comincio a chiedermi se ci sia qualcosa, dopo l’ultimo respiro.
Come una nuvola morbida appesa sul tramonto.
Ricordi, Chochana, come sei scampata alla violenza?
Il desiderio diventa raggio luminoso che penetra il cielo di velluto.
Ma Nathane e Yoh’anan sono morti.
Tutto parte dall’esplosione gialla del sole.
Le loro parole, i loro gesti, sono entrati più a fondo nella storia.
Che cambia il colore delle case, delle mura, della moschea di Omar.
E chi ha vissuto senza incidere su nulla, passando come la scia sull’acqua, la brina sull’erba nelle prime ore del mattino?
E penetra nei vicoli bui, nelle stanze più nascoste.
La vita è un messaggio di cui prendiamo coscienza a poco a poco, Matityahou. Bisogna attendere che un raggio lo illumini, fosse anche al tramonto, perché possiamo finalmente leggerlo, e consegnarlo a chi sta prendendo il nostro posto.

26 pensieri su “72. Il nostro posto

  1. fausta68

    “La vita è un miracolo di cui prendiamo coscienza a poco a poco” – anche se prendere coscienza della nostra vita è duro e doloroso, è questa la strada per scoprire il cielo dentro e fuori di noi!

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  2. M&C

    “La mano cerca la mano dell’amata.
    Come una nuvola morbida appesa sul tramonto.
    Il desiderio diventa raggio luminoso che penetra il cielo di velluto.
    Tutto parte dall’esplosione gialla del sole.
    Che cambia il colore delle case, delle mura, della moschea di Omar.
    E penetra nei vicoli bui, nelle stanze più nascoste…”

    Nonostante i diversi tentativi di imitazione, caro don Faber, queste pagine rimangono le uniche in circolazione che riescono a farci respirare tanto amore.
    Grazie di cuore. Cri

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  3. alfonso

    “La vita è un messaggio di cui prendiamo coscienza a poco a poco”.

    io questa cosa non la so mica bene. non so se è proprio così. così sembrerebbe,
    ma forse così non è. dovremmo capir la vita totalmente nel nostro ultimo giorno?
    o pure prima? o dopo?
    a me pare di capire che capirò dopo le cose che ora già so per sentito dire.

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  4. Clown: opinioni

    Il segno, l’eredità che lasciamo. C’è un nonsoché di oscuro e al tempo stesso di comodo, opportunistico nel dare significato a un’intera vita grazie a un unico raggio di sole, magari al tramonto.
    La cosa può essere vista in modo romantico, ma può anche far venire in mente qualcuno tipo Totò Riina; me lo immagino in vista della fine che, folgorato finalmente da una luce abbagliante, desideri soltanto di confessarsi e rimettere per intero i propripeccati (se riuscirà a ricordarli tutti).
    Poi mi viene in mente Gandhi. Anzi, per rimanere tra i contemporanei, un Nelson Mandela, che non credo sia stato e sarà illuminato da quello stesso raggio di sole (forse si potrebbe dire che sia esso stesso il sole o almeno che rifulga di luce propria).
    Sta di fatto, che a quel punto ognuno sarà al proprio posto. E forse qualcuno potrà chiedersi quale sia quello da anelare: il posto alla destra del Signore o quello nelle viscere di ogni mia più pura intenzione terrena?

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  5. Ema

    …se il sole restasse nascosto…

    DINOSAURIA

    Nati così
    in mezzo a tutto questo
    tra facce di gesso che ghignano
    e la signora morte che se la ride
    mentre gli ascensori si rompono
    mentre gli orizzonti politici si dissolvono
    mentre il ragazzo della spesa del supermercato ha una laurea
    mentre i pesci sporchi di petrolio sputano la loro preda oleosa
    e il sole è mascherato
    siamo nati così
    in mezzo a tutto questo
    tra queste guerre attentamente matte
    tra la vista di finestre di fabbrica rotte di vuoto
    in mezzo a bar dove le persone non non si parlano più
    nelle risse che finiscono tra sparatorie e coltellate

    siamo nati così
    in mezzo a tutto questo
    tra ospedali così costosi che conviene lasciarsi morire
    tra avvocati talmente esosi che è meglio dichiararsi colpevoli
    in un Paese dove le galere sono piene e i manicomi chiusi
    in un posto dove le masse trasformano i cretini in eroi di successo
    nati in mezzo a tutto questo

    ci muoviamo e viviamo in tutto ciò
    a causa di tutto questo moriamo
    castrati
    corrotti
    diseredati
    per tutto questo
    ingannati da questo
    usati da questo
    pisciati addosso da questo
    resi pazzi e malati da questo
    resi violenti
    resi inumani
    da questo

    il cuore è annerito
    le dita cercano la gola
    la pistola
    il coltello
    la bomba
    le dita vanno in cerca di un dio insensibile
    le dita cercano la bottiglia
    le pillole
    qualcosa da sniffare

    siamo nati in questo essere letale triste
    siamo nati in un governo in debito di 60 anni
    che presto non potrà nemmeno pagare gli interessi su quel debito
    e le banche bruceranno
    il denaro sarà inutile
    ammazzarsi per strada in pieno giorno non sarà più un crimine
    resteranno solo pistole e folle di sbandati
    la terra sarà inutile
    il cibo diventerà un rendimento decrescente
    l’energia nucleare finirà in mano alle masse
    il pianeta sarà scosso da un’esplosione dopo l’altra
    uomini robot radioatitvi si inseguiranno l’un l’altro

    il ricco e lo scelto staranno a guardare da piattaforme spaziali
    l’inferno di Dante sarà fatto per somigliare a un parco giochi per bambini
    il sole sarà invisibile e sarà la notte eterna
    gli alberi moriranno
    e tutta la vegetazione morirà
    uomini radioattivi si nutriranno della carne di uomini radioattivi
    il mare sarà avvelenato
    laghi e fiumi spariranno
    la pioggia sarà il nuovo oro
    la puzza delle carcasse di uomini e animali si propagherà nel vento oscuro
    gli ultimi pochi superstiti saranno oppressi da malattie nuove ed orrende
    e le piattaforme spaziali saranno distrutte dalla collisione
    il progressivo esaurimento di provviste
    l’effetto naturale della decadenza generale
    e il più bel silenzio mai ascoltato
    nascerà da tutto questo
    il sole nascosto
    attenderà il capitolo successivo

    C.Bukowsky

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  6. pamela

    Prendi un sorriso,
    regalalo a chi non l’ha mai avuto.
    Prendi un raggio di sole,
    fallo volare là dove regna la notte.
    Scopri una sorgente,
    fa bagnare chi vive nel fango.
    Prendi una lacrima,
    posala sul volto di chi non ha pianto.
    Prendi il coraggio,
    mettilo nell’animo di chi non sa lottare.
    Scopri la vita,
    raccontala a chi non sa capirla.
    Prendi la speranza,
    e vivi nella sua luce.
    Prendi la bontà,
    e donala a chi non sa donare.
    Scopri l’amore,
    e fallo conoscere al mondo.

    (Mahatma Gandhi)

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  7. Rashide

    E penetra nei vicoli bui, nelle stanze più nascoste.

    “Un raggio di sole è sufficiente per spazzare via molte ombre ”
    S. Francesco d’Assisi

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  8. Ema

    Già da qualche tempo queste pagine sono scritte con un metodo a righe alternate di senso dove
    si può chiaramente avvertire la voce portante e quella contraria…credo sia questo lo stile di Dio e del suo messaggio:

    “leggi tra le righe della vita quanto ti amo”

    Rispondi
  9. RossellaT

    Difficile aggiungere parole ad una pagina cosi’ intensa, che ci invita ad una riflessione sulla nostra vita e che da’ speranza… il raggio di luce arrivera’ e capiremo…

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  10. Roby (s.d a.)

    Che tu voglia o no, comunque il messaggio arriva, poi sta a te: puoi accoglierlo, custodirlo e viverlo, subito; oppurre puoi lasciarlo lì da una parte, ignorandolo per sempre, o piuttosto recuperandolo in un altro momento, magari al tramonto, perché c’è sempre tempo per rileggerlo e provare a comprenderlo. In fondo quel raggio di sole è così luminoso, da essere l’unica cosa che può cambiare i colori della vita.

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  11. pamela

    ‘La vita è un messaggio di cui prendiamo coscienza a poco a poco, Matityahou. Bisogna attendere che un raggio lo illumini, fosse anche al tramonto, perché possiamo finalmente leggerlo, e consegnarlo a chi sta prendendo il nostro posto.’

    Trovo che ci sia una generosità straordinaria nel riconoscere che chiunque, fino all’ultimo momento, abbia la possibilità di ricevere un raggio di sole, di trovare la propria grandezza e di lasciare a chi verrà dopo un proprio segno, per piccolo che possa essere, anziché passar via come la scia d’acqua.
    Vivere fino in fondo, scrive Fabrizio. Ha ragione, ne vale veramente la pena.

    Il sole ha tanti raggi, può essere quello dell’amore cristiano, quello della compassione buddista, quello della solidarietà umana… L’importante è che almeno uno arrivi, prima o poi, nella vita di tutti.

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  12. Stella Maria

    La mano cerca la mano dell’amata.

    C’è un dio che ti cerca e che scende per venirti incontro: questo è ciò che, non ricordo neanche quando ma sicuramente fin da bambina, mi ha colpito profondamente facendomi cristiana.
    Ci sono momenti, anche se sei Dio e forse dico un’eresia, in cui cerchi, cerchi la mano di almeno una persona, di quella persona che crede in te, fosse anche la sola e senza non riusciresti ad andare avanti. Se quella mano ti manca, vacilli, senti il baratro sotto i piedi come se tutto ciò per cui vivi e sei nato non abbia più un senso. Quella mano che trovi è salvezza, è un gancio dal cielo quando ti senti solo, senti che da solo credi in una verità assoluta che è libertà, amore, il Padre ma gli altri non la vedono. Quella mano è comunicazione senza parole, è sostegno, è forza, consolazione, coraggio …è silenzio e presenza, fosse anche solo la mano di Dio quella che trovi e stringi.
    Ma quella mano è anche la mano da stringere quando stai bene, quando il calar della sera ti fa desiderare la compagna, il compagno della vita, un amico, un genitore. E’ la mano da stringere alla fine di una giornata di lavoro, o quando semplicemente si ha voglia di calore umano, o è preludio a un contatto fisico più stretto. E’ la mano con cui condividere visioni di bellezza indescrivibile, è la mano che c’è sempre e nonostante tutto, quella che non manca mai nel bene e nel male e chissà se la mano di Magdalenne per un Gesù, dio e uomo, è stata questo, una presenza muta e certa come il sole che sorge senza che l’uomo faccia nulla, c’è e basta, come “Colui che è” o “che c’è” come dice padre Cantalamessa. L’altra parte di te

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  13. Stella Maria

    L’altra parte di te essenziale e presente anche se è presenza discreta di cui non ti accorgi finchè non la cerchi, fin quando tutto attorno a te è buio ma anche nel nero della notte la trovi.
    Spero che siate la mano che viene cercata da qualcuno e che possiate sempre avere una mano da cercare e trovare.
    SM

    ps.: chiedo scusa ma ho qualche problema con il pc in ufficio, starò lavorando troppo? o anche la tecnologia va in vacanza?

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  14. annamaria orlandi

    La vita è un messaggio….che un raggio di luce, anche al tramonto, ce lo può decifrare. ho ancora speranza di capire ? A volte credo di afferrare qualcosa, di molto indefinito, altre volte ,più spesso, mi sembra che tutto manchi di senso.Ma caparbiamene cerco un senso alla mia vita, per trasmetterlo a chi viene dopo di me ,ai miei figli, a chi amo.Ci sarà qualcosa dopo l’ultimo respiro? La nostra vita insignificante merita di entrare nell’eternità?. Quante domande suscitano i tuoi racconti, Fabrizio. Grazie.

    Rispondi
  15. Ema

    Mi piace molto pensare a questo compito importante che ha ognuno di noi di tramandare il messaggio d’amore a chi verrà dopo..così come mi piace anche pensare all’unicità che ogni essere umano racchiude in se e che non è sostituibile.

    Proprio il nostro posto non può prenderlo nessuno ma un nuovo posto il cui punto di partenza sarà quanto di buono è stato lasciato in precedenza…

    Rispondi
  16. f@r

    Ci sono occhi che cercano altri occhi e mani altre mani, c’è una parola, grazie, che si pronuncia spesso per pura cortesia e una, la medesima, che si declama o canta o sussurra in un istante, all’improvviso, perché una luce ha reso giustizia alla vita, ne ha rivelato il mistero. Si può vivere tutta una vita-scia-sull’acqua, senza rendersi conto di ciò che ci circonda e, poi, all’improvviso, può accadere che il mondo appaia diverso, che la verità (alètheia ) si riveli, finalmente; per ciascuno, però, sarà un solo frammento, un angolo, una prospettiva soltanto a rivelare quel tutto a cui, tutti, inevitabilmente tendiamo: occhi che cercano i nostri occhi, mani le nostre mani, e un grazie che sale verso il cielo.

    [youtube=http://www.youtube.com/watch?v=WyOJ-A5iv5I&feature=related]

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  17. Titti

    fosse anche al tramonto

    Il bello ma per alcuni (come per il fratello maggiore di quello che veniva chiamato figlio prodigo) e’ lo “scandalo” della Buona Novella portata da Gesù e’ che il Padre misericordioso ricompensa con la giusta mercede tutti gli operai: quelli della prima e quelli dell’ultima ora…fosse anche al tramonto!
    Ecco che ladroni, prostitute, briganti possono da ultimi essere i primi se non chiudono dal di dentro la porta del loro cuore (ovvio che questa non vuol essere un’istigazione a delinquere 😉

    Rispondi
  18. Lucia Devigili

    Condivido il commento di Clown:Opinioni.Mi viene in mente la famosa cipolla,ne I fratelli Karamazov,a cui volevano attaccarsi i dannati per fuggire dall’inferno.Un argomento sempre molto presente nel grande romanziere russo,quello del pentimento,e dell’oblio,quando è possibile,e quando no.E’ ovvio che dipende da ciò che si è fatto.Nella storia della cipolla,la vecchietta aveva dato una sola cipolla nella sua vita,per il resto tutta sbagliata.Non bastava.Ma per lo starec Zosima è diverso,visto che non aspetta gli ultimi istanti,o l’aldilà,per riparare.E comunque dipende sempre dal tipo di errore.Ce ne sono di quelli che si possono dimenticare e superare,e di quelli che vanno solo affrontati,senza soluzioni semplicistiche.Un saluto,Lucia

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