96. Che fine

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da qui

E’ sorprendente, qui, il confine tra due mondi: la natura selvaggia del Monte Carmelo e il cemento aristocratico di Haifa, il tempio Baha’i e i grappoli di luce che si accendono appena si fa sera. Chochana s’incanta a scoprire il limite fra la terra e il cielo, tra il mare e il monte che si lancia come una bestia assetata verso l’acqua. C’è un punto in cui, di notte, il serpente di fuoco delle auto striscia nella minuscola vallata che racchiude in uno sguardo i grattacieli, il mare e la costa tempestata di bagliori come gioielli al collo di una donna.
Buio e luce fanno giochi strani, certe volte.
Chi sei? Mi hai spaventato.
Tranquilla, Chochana, non aver paura.
Gli occhi di Shlomstione sono immobili, di un azzurro vitreo.
Cosa vuoi da me?
So che hai letto il quaderno di Yehochoua.
Te l’ho detto: mi spaventi. Come fai a saperlo?
 So anche cosa hai letto.
Era una pagina struggente.
Sei ingenua, Chochana, non hai capito nulla.
Un filo di fumo appare oltre i cespugli.
Cosa dovrei capire?
Il fuoco si confonde col sole che tramonta.
Sai chi fosse la donna a cui si riferiva?
Il vapore scuro è una nuvola formatasi dal nulla.
E’ bello pensare che potrebbe essere chiunque: io, addirittura.
Si sente il crepitare della fiamma.
 No, è Magdalenne.
Non sarà pericoloso, con la vegetazione secca, il vento?
E se anche fosse?
Ci sarà pure qualcuno, un passante che faccia intervenire i vigili del fuoco.
Mentre voi rischiate la vita, lui corre dietro alle gonnelle.
Ora il fumo è una specie di fungo, piegato in due dalla corrente.
E’ stato un momento: ha compreso di essere per tutti.
Che aspettano, perché nessuno se ne accorge?
Ragiona, Chochana. Yehochoua vi sta ingannando: non senti la rabbia che ti cresce dentro?
Le fiamme avvolgono i pini come un vestito incandescente.
Io credo in lui, non agirebbe male neanche se fosse costretto o minacciato.
Non si distingue più tra fuoco e fumo: una nuvola nera è attraversata da fulmini abbaglianti.
Pensaci, Chochana, osservalo bene.
Il Monte Carmelo è un inferno di lapilli e crepitii: dove siete tutti, che fine avete fatto?

18 pensieri su “96. Che fine

  1. RossellaT

    Shlomstione tenta Chochana affinche’ abbandoni Yehochoua, vuole isolarlo, creare il vuoto attorno a lui… dove siete tutti, che fine avete fatto? Sarebbe bello essere al posto di Magdalenne… Ma Chochana ha conosciuto l’amore di Yehochoua che ha ascoltato il suo dolore, il suo grido, che non l’ha abbandonata, anche leggendo il suo diario ha compreso l’immensita’ dell’amore di cui e’ capace.
    Buio e luce come nella vita momenti felici e difficolta’, accade nel buio di ritrovarci soli… dove siete tutti, che fine avete fatto? E’ in quei momenti che sperimentiamo l’Amore che ci da’ la forza di ritrovare la via della luce.

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  2. Ema

    “E’ bello pensare che potrebbe essere chiunque: io, addirittura.”

    Non posso vivere con Te –
    Sarebbe la Vita –
    E la vita è di là –
    Dietro la mensola
    ne ha la chiave il sagrestano
    che mette via
    La nostra Vita – Sua Porcellana –
    Come una tazzina –

    Scartata dalla Massaia
    perchè antiquata – o Rotta –
    Un Sèvres nuovo piace –
    il vecchio s’incrina-

    Non potrei morire – con Te –
    Perché Uno deve aspettare
    Per chiudere lo Sguardo dell’Altro –
    Tu – non potresti –

    Ed io – Potrei star lì
    a vederti – gelare –
    Senza il mio Diritto di brina –
    il privilegio della Morte?

    Nemmeno potrei risorgere – con Te –
    Perché la tua faccia
    spegnerebbe quella di Gesù –
    la Nuova Grazia

    diventerebbe comune e straniera
    ai miei occhi nostalgici –
    a meno che Tu di Lui
    non brillassi più prossimo –

    Ci giudicherebbero-come-
    Tu – servisti il Cielo – sai,
    O ci provasti –
    Io non ce l’ho fatta –

    Tu mi saturavi la vista-
    E non avevo altri occhi
    Per un’eccellenza sordida
    Come il Paradiso

    E se tu fossi dannato, lo sarei anch’io-
    suonasse pure il mio nome
    più forte di tutti
    Nella fama Celeste –

    E se tu fossi redento-
    E io – condannata ad essere
    Dove non sei tu –
    Quel mio ‘essere – sarebbe un Inferno –

    Così dobbiamo incontrarci lontani –
    Tu lì – io – qui –
    Con solo la Porta accostata
    che sono Oceani – e Preghiera –
    E quel sostentamento bianco-
    la Disperazione –

    E.Dickinson

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  3. M&C

    Manipolare la verità, utilizzarla impropriamente a discapito degli altri, per i propri interessi, é malvagio e diabolico.
    É peró un pericolo diffuso, una trappola presente spesso, in molte occasioni, dalla quale occorre difendersi con il discernimento, facendo appello a tutto l’amore di cui si é capaci.

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  4. Raf

    Shlomostione cerca di insinuarsi come un serpente nel cuore di Chochana,facendole vedere un’altra verità.
    Ma Chochana resta fedele a Yehochoua, perchè ha letto il suo diario, e ha compreso che non li abbandonerà mai.

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  5. Stella Maria

    Shlomstione non si arrende prima o poi troverà l’anello debole della catena, colui/colei che tradirà. C’è sempre una persona più fragile, più debole o semplicemente più interessata al proprio tornaconto e il satàn sa che la troverà perchè è così il male, come Shlomstione: bellissimo, accattivante, seducente, menzognero. Tutto appare meraviglioso a seguire lui, ha la soluzione a tutti i problemi e debolezze umane e poi? E poi tradisce anche te perchè è fatto così, è nella sua indole ma c’è un modo per smascherarlo: fidarsi ciecamente di chi si conosce fin nel cuore, e sebbene sia un essere imperfetto, sapere che mai ci volterà le spalle, mai farà il suo esclusivo interesse. Se poi hai letto il suo diario, come dubitare?
    SM

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  6. pamela

    @M&C: concordo pienamente.

    Shlomstione usa lo strumento della diffamazione come un fuoco appiccato in maniera dolosa. Si scredita una persona iniziando con un filo di fumo che via via diventa un incendio volto a far terra bruciata attorno a quella persona.
    E’ uno dei meccanismi più perversi del potere e Yehochoua è un uomo libero, indifferente a quel tipo di potere, e che sta ottenendo risultati con la gente che si fida del suo messaggio.
    Capire come funziona il meccanismo di Shlomstione per saperlo smontare e fare appello a tutta la voglia di vivere di cui si è capaci.

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  7. f@r

    Mentre voi rischiate la vita, lui corre dietro alle gonnelle.

    Si chiamano malelingue, hanno occhi di vetro, cuore di spine ma sguardi affabili e modi lusinghieri; si fanno carico del cattivo pensiero sulla vita degli altri, le vittime sacrificali sono oggetto della loro invidia o lussuria ma si proclamano fautori di verità e giustizia- novelli inquisitori senza pietà-
    Non hanno il coraggio di guardare nell’abisso di vuoto che sta appena al di sotto della loro pelle, della loro carne senz’anima e diffondono il loro veleno, spesso con battute buttate lì, come per caso, come per celia, ma sanno bene quanto male possono, anzi vogliono, fare: se non è mio che non sia di nessuno, (quella cosa, incarico o persona), se la ridono ad ogni colpo portato a segno ma non sanno che muoiono ogni giorno di più succhiando vita che non gli appartiene.

    [youtube=http://www.youtube.com/watch?v=DDToQPZu6_w]

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  8. Dany P.

    Chochana crede fermamente in Yehochoua e non si farà intimorire da Shlomostione,soprattutto dopo aver letto il diario..Però vorrebbe essere lei la protagonista di quelle pagine struggenti…..In lei si alternano sentimenti contrastanti..La paura di quei giochi di luce provocati dal fuoco,la agitano profondamente …Come succede a volte nella nostra vita..Le pressioni,i momenti bui,le tempeste che attraversiamo inevitabilmente..Tutto però ci conduce alla luce…e capisci che se per arrivare a quel traguardo dovevi percorrere quella strada,allora era giusto cosi’..e qualunque ostacolo o malelingua troverai sulla tua via,non potrà mai allontanarti dalla verità…

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  9. Titti

    Bellissimo pezzo; rilevante anche l’ambientazione, esempio di civiltà e di ecumenismo: i templi bahai sono aperti a tutti, indipendentemente dal credo professato e senza distinzione di sesso, etnia o nazionalità: sono riservati alla preghiera, alla meditazione e alla lettura di testi sacri anche di altre fedi.

    – Ragiona, Chochana. Yehochoua vi sta ingannando: non senti la rabbia che ti cresce dentro?
    Le fiamme avvolgono i pini come un vestito incandescente.
    – Io credo in lui, non agirebbe male neanche se fosse costretto o minacciato.

    Susanna è assediata dal satàn che la avvicina sotto le mentite spoglie di Salomé.
    Se, nel suo giudicare, a Salomé importasse veramente del male, cercherebbe il male lì dove realmente la minaccia, cioè in sé stessa e non in Yehochoua. Inoltre, poiché Susanna come i discepoli di Gesù non ricevono da Lui un diritto particolare da far valere di fronte all’altro, poiché non ottengono null’altro che la comunione con lui, le è assolutamente vietato giudicare, perché sarebbe un arrogarsi un falso diritto di fronte al prossimo.

    La Carità è benevola.
    Giudicare rende ciechi, amare apre gli occhi.

    Matteo 7: La selezione della comunità dei discepoli — «Non giudicate affinché non siate giudicati, poiché secondo il giudizio con cui giudicate sarete giudicati e con la misura con la quale misurerete sarete misurati. Perché osservi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, mentre non consideri la trave che è nel tuo occhio?

    L’incontro del discepolo con l’altro uomo non è mai un incontro di pareri, metri e giudizi, che si scontrerebbero tra loro. Il discepolo può incontrare l’altro uomo solo come uno dal quale si reca Gesù stesso. Il discepolo non occupa una posizione da cui sferrare un attacco contro l’altro, ma entra nella verità dell’amore di Gesù verso il prossimo con l’incondizionata offerta di comunione.
    Giudicando ci poniamo di fronte al prossimo ad una distanza di osservazione. L’amore, invece, non lascia luogo e tempo per questo atteggiamento. Il prossimo, per chi ama, non può mai essere oggetto di osservazione, ma, in ogni momento, ha un reale diritto al mio amore e al mio servizio. L’amore di Cristo per il peccatore è esso stesso condanna del peccato, è l’espressione più forte dell’odio per il peccato.

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  10. Roby (S.d A)

    – Buio e luce fanno giochi strani, certe volte.
    Un momento hai le idee chiare, un attimo dopo ti accorgi che, forse, non hai capito niente. La fragilità, l’insicurezza, la paura di sbagliare, di mal interpretare, i commenti distorti di chi credevi amico. Qualche riga di quel diario e la mente si libera dalle più astruse congetture, tutto diventa trasparente, trovi di nuovo la strada in mezzo a quel fungo di fumo, perché quell’amore così grande è anche per te.. ascoltalo in silenzio, ti sta chiamando!

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