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da qui
Collina della primavera, Tel Aviv. Una schiera di grattacieli pascola case dai tetti rossi e fiori che spuntano dove meno te l’aspetti. Il mare accarezza la spiaggia fino a farla schiumare; o è la spiaggia che tende le dita granulose per inumidirsi i sogni. La gente corre, si ferma, gioca con la palla, pensando già allo shopping che l’attende o al bagno di folla nelle strade abbracciate dalla notte.
– Pensi di poter predicare pure qui?
– La parola è di casa in ogni luogo; sa farsi albero, lampione, atrio di palazzo.
Un ebreo ortodosso cammina veloce, tenendo una mano sul cappello.
– Sono convinto che nessuno ascolti in un posto come questo. C’è frenesia, smania di divertimento.
– Yehouda, cos’è il divertimento?
Una rete pende dal muro screpolato, intercetta le energie disperse in tutta la città.
– Divertirsi vuol dire fuggire, evadere dal dolore di ogni giorno.
La scala s’inerpica tra gli edifici in pietra, il cuore antico batte per ognuno degli abitanti nuovi.
– Per me divertirsi è calarsi nel profondo, sentire l’odore delle vie, accarezzare i massi rugosi delle case.
Il faro ha una scala a chiocciola che arriva fino al cielo.
– Yehochoua, non riesco a sentire come te. Ne ho subite tante, la vita mi ha ferito.
Dietro il palazzo ultramoderno s’intravedono alberi d’imbarcazioni pretenziose.
– C’è sempre tempo per aprire gli occhi, allargare i polmoni. Bisogna fermarsi dentro, lasciare che la vita prenda confidenza col tuo sguardo.
I battelli sono in fila lungo il molo, in attesa della prossima partenza.
– Ho come una corazza che impedisce di toccare, di vedere.
Più in là, il mercato s’intasa di camicie, braccialetti, portachiavi.
– Gli oggetti parlano: non senti il sussurro della sabbia, il canto basso del monte, il brontolio delle panchine?
Le ragazze si scambiano storie, sedute sulle sdraio.
– Sento un oscuro desiderio, una paura.
I seni della donna ballano come danzatrici appassionate.
– Prova ad ascoltare il desiderio dell’altro, la paura di chi ti passa accanto.
Le donne col velo si guardano negli occhi, parlando di figli, di mariti.
– E’ proprio in questo che fallisco. Aiutami, Yehochoua.
La donna con la sigaretta fissa un fascio di fiori bianchi e viola.
– Cosa vuoi che ti faccia?
La ragazza sta aspettando qualcuno: potrà, per un momento, dimenticarsi della sua bellezza?
– Non potrò mai amare come te, Yehochoua.
Il ragazzo scruta il mare, come se la vita, salpando dalla parte opposta del mondo, dovesse approdare in questo porto.
– Fissa negli occhi la disperazione, dille che ami pure lei.

Prova ad ascoltare il desiderio dell’altro, la paura di chi ti passa accanto.
Come stai? Sono le parole che aprono l’incontro, l’andare verso, l’uscire da sé per incamminarsi nella storia di chi abbiamo di fronte. Come stai? E stare ad ascoltare la risposta cogliendone il non detto, il linguaggio del corpo e degli occhi, i dettagli impercettibili che aggiungono alla vita l’unicità di chi la sta vivendo. Come stai? Significa mi sto occupando di te perché mi interessi, perché fra me e te c’è quella disperazione che sottende il divertimento, la voglia di fuga, la rimozione, che se guardata in faccia, se amata, può diventare speranza: la speranza che insieme sappiamo trovare una ragione, un motivo anzi il motivo per continuare a vivere, per farlo insieme: fermarsi dentro, lasciare che la vita prenda confidenza col tuo sguardo. e finalmente incominciare a vivere davvero
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– Prova ad ascoltare il desiderio dell’altro, la paura di chi ti passa accanto.
Aprirsi, ammettere le proprie debolezze farsi esplodere il cuore dentro, guardarsi negli occhi e poi con animo leggero mettersi in ascolto, far sentire che ci sei, condividere le paure, gli affanni…….ho bisogno di parlare con qualcuno…….allontanare l’io e passare al tu, eccomi.
“Fissa negli occhi la disperazione, dille che ami pure lei.”
Non v’è amore per la vita senza disperazione di vivere.
Albert Camus
(Il rovescio e il diritto)
“E’ proprio in questo che fallisco. Aiutami, Yehochoua.”
Quando ci si presenta la salita viene spontaneo chiedere che il terreno diventi pianeggiante…invece dovremmo chiedere di avere più forza nelle gambe.
Ce ne sono nella vita dei momenti trisiti ,che feriscono il cuore.
Questi momenti pensiamo di poterli superare,formando una corazza con tutto quello che ci circonda;ma non è cosi che funziona, la disperazione, che si cela dentro di noi, è sempre in agguato, per poterci colpire quando siamo più deboli.
L’unico modo per poterli superare è farli propri,un tuttuno con la nostra vita ,perchè ci aiutano a cerscere e a diventare una persona nuova.
Secondo me c’è sempre una via d’uscita anche quando non la troviamo;solo se abbiamo pazienza e guardiamo dentro di noi, troveremo tutte le risposte alle nostre domande,
Si leggono ogni giorno di storie di “disperazione”.
Disperati sono coloro che arrivano da terre lontane, attraverso mare, stipati su barconi; disperate sono quelle famiglie che hanno perso il lavoro; disperati e soli molti giovani e, troppo spesso, bambini ed anziani, perchè abbandonati e dimenticati; disperati tutti quelli che si rifugiano nell’alcool o nella droga; disperato chi commette gesti folli ed estremi.
Disperati tutti quelli che, per cause diverse, non credono più nella propria salvezza, perchè hanno smesso di sperare.
Sentirsi amati fa crescere nella speranza e dona la capacità di contraccambiare e di agire di conseguenza.
http://www.youtube.com/watch?v=VLumKQpEVxQ&feature=youtube_gdata_player
http://www.youtube.com/watch?v=hxWsbu8T_s0&feature=related
.. E’ UNA FERITA APERTA E SANGUINA, CHE IL TEMPO POI RIMARGINA, BASTA APRIRSI, CONDIVIDERE, SPERARE, PREGARE CON CUORE SINCERO, C’E’ SEMPRE TEMPO PER APRIRE GLI OCCHI .. RICONCILIARSI CON LA VITA.
Yehochoua, non riesco a sentire come te. Ne ho subite tante, la vita mi ha ferito.
“Il Signore ha raggiunto tutte le parti della creazione, affinché ciascuno dappertutto trovi il Logos, anche colui che è smarrito nel mondo dei demoni”
Sant’ Atanasio.
“C’è sempre tempo per aprire gli occhi, allargare i polmoni. Bisogna fermarsi dentro….”
http://www.youtube.com/watch?v=JxwjxjtOHEg
– Yehochoua: Cosa vuoi che ti faccia?
– Yehouda: Non c’è niente da fare…
Pensaci bene, Giuda, ripensaci prima di dir di no
Dagli solo qualche minuto del tuo tempo e Lui ti sanerà
http://www.youtube.com/watch?v=0p-uJH5m0P0&feature=related
Dammi 5 minuti e chissà se ti piacerò
non è facile stupirti,
e tu sei così esigente
che non ti accontenti,
si vede, lo so
…
Dammi 10 minuti e forse ti incuriosirò
dammi 10 minuti e vedrai,
ti meraviglierò
…
se mi dai 10 minuti
un amico almeno io sarò …
Se ogni cosa ha il suo tempo
trova il tempo per me
Dai ,dammi 20 minuti,
dammi una possibilità
una bibita, un caffè,
una cosa in piedi al bar
e ti parlerò di me,
tu mi parlerai di te
sai a volte basta niente,
uno sguardo o chissà ché
in tutto 20 minuti e forse
tu verrai via con me …
E se ogni cosa ha il suo posto
trova il posto per me
nel tuo armadio o sotto il letto,
che sia lì con te
ti conosco da adesso
ma ti cerco da sempre
…
Tu dammi ancora un minuto e chissà,
chissà se ti piacerò
ma tu pensaci
ripensaci prima di dirmi di no …
“lasciare che la vita prenda confidenza col tuo sguardo.”
http://www.youtube.com/watch?v=kEogJacjLTE
…anche un omaggio alla bella luna piena di questa sera che a guardarla ci si sente già meglio…
http://www.youtube.com/watch?v=BnoWfd9nXJY&feature=related
vi ringrazio!
come stai? mi ricorda qualcuno.
http://www.youtube.com/watch?v=wZG1RRNmhfk
Chiuso per ferie
Ma loro restano, quelli soli, quelli più “strani”, i vecchi, i più fortunati hanno anche la badante; continuano la loro vita, quella di sempre, non cambia mai niente. Storie di vita che lacerano il cuore, stralci di solitudine alla ricerca disperata di un sorriso, la stessa commedia alla quale assistere se, presi dal comprare braccialetti e portachiavi, rimaniamo sempre ben protetti dentro quella corazza: uscire e guardare il dolore negli occhi fa paura
Alcol, pasticche, sballo troppo spesso questa la risposta alla disperazione. Chiudere il cuore, spegnere i sensi per non sentire il rumore assordante del silenzio, la paura di non farcela, la resa. E’ difficile guardare in faccia i disperati ma dietro quegli sguardi c’è solo un grande bisogno d’amore. Se ogni volta che incontriamo i lori occhi pensassimo questo forse riusciremmo a donare un sorriso a valicare quella corazza per salvare loro e noi.
– Prova ad ascoltare il desiderio dell’altro, la paura di chi ti passa accanto.
http://youtu.be/3jFGryg-OGk
Sì, Fabry, da un semplice “Come stai?” può nascere una conversione.
Ascolto…verità…cambiamento…perdono…amicizia
http://www.youtube.com/watch?v=pbWLuZGEtyI&NR=1&feature=fvwp
Dopo così tanti bei commenti è difficile aggiungere qualcosa che non sia già stato detto, a meno che non si voglia andare contro corrente, essere dissacratori e chiedersi non senza un pizzico di ironia: amo la mia disperazione alla follia è per questo che non mi abbandona?
SM
grazie!
bella domanda, Stella.