[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=0MHIPXUtRtk]
da qui
L’ufficio del capo è molto semplice: grandi finestre con le tende gialle, la scrivania massiccia e liscia come marmo, sedie comode in velluto blu.
– Dottore, c’è qualcuno che le vuole parlare.
– Chi è?
– Non ha voluto dirmi il nome.
– Me lo descriva.
– Ha un impermeabile scuro e una sciarpa chiusa nell’interno.
– Perché non si vuole presentare?
– Non lo so, ma è irremovibile.
– Il mondo è una gabbia di matti. Lo faccia passare.
Due telefoni neri occupano un angolo del tavolo, completamente vuoto.
– Buongiorno.
– Buongiorno.
– Si chiederà perché sono venuto a disturbarla.
– Non mi chiedo più nulla.
– Ha mai visto un ruscello?
– Non mi fa ridere.
– Non voglio farla ridere. A volte scorriamo troppo in fretta.
– Ha qualcosa da insegnarmi?
– Crede nell’anima?
– Credo nella lotta, nella grinta.
– Non pensa che anche questo possa diventare un’abitudine?
– Non perdo tempo a evitare le ripetizioni: impossibile pensare a ogni parola, a ogni movimento.
– L’abitudine può essere una fuga: un modo di salvarsi dal dolore.
– Ho sistemi diversi.
– Ha mai fatto una fotografia?
– Senta…
– La fotografia blocca la vita: una nuvola non è più una nuvola, un occhio non è un occhio, la città non è più la stessa.
– Come puoi ricordarti di una donna, se non la fissi in una foto?
– Ha mai visto una città dall’alto? Tutto si muove; nei palazzi s’intravede la vita, oppure la si immagina: una signora anziana che cucina, un giovane che piange, due persone che fanno l’amore.
– Vogliamo andare al sodo?
– Osservare. Non di malavoglia: con interesse, mettendosi nei panni degli altri. E’ allora che spuntano le ali.
– Lei è un tipo divertente.
– E’ allora che cerchi di capire perché la ragazza è triste, o l’orologio che segna le quattro per uno è allegria e per l’altro è delusione, o come mai la bambina si fermi a contemplare qualcosa che non c’è – o non dovrebbe esserci.
– Ahahah! Non ho mai riso tanto.
– Perché si ferma? Cosa sta guardando? Così s’impara a leggere i pensieri. Si è mai chiesto cosa passi per la testa alla gente che incontra per la strada?
– Non m’interessa più: ci ho già pensato troppo.
– E’ un miracolo. Non ci sono più segreti. La città è gravida di fumo. No, di nuvole. C’è differenza tra nuvole e fumo.
– Molto interessante, ma ho un appuntamento. Ci sentiamo un’altra volta.
Sì, gravida di nuvole leggere, oltre le quali s’indovinano le case, le strade e, se si alza un po’ la testa, addirittura il cielo.

“Ha mai fatto una fotografia?”
http://www.youtube.com/watch?v=9a2untYwtwI
“un azzurro scalzo in cielo
……………………….
e gli occhi tuoi per sempre nei tuoi occhi”
E’ un concetto meraviglioso e potente: osservare con interesse, calandosi negli altri. E’ un concetto gravido d’amore e di passione: significa desiderio di approfondire, sforzarsi di capire l’intima essenza delle cose, ma non con desiderio fine a se stesso, ma con amore. Significa smettere di guardare per guardare, ma osservare per comprendere la trama di ciascuno, le modalità, l’essenza, l’amore dentro, il dialogo interiore. Le parole non dette, le frasi non pronunciate, gli atteggiamenti dell’anima non condivisi.
Ecco che allora si possono capire molte cose che prima non si potevano capire perché guardavamo e basta.
Ecco: osservare con interesse è quasi un corollario di testimoniare, di difendere una causa che uno ha sposato sopra ogni cosa. E poi credo possa essere anche corollario di condividere con amore, nell’ambito della comunità, smettendo di fare i liberi professionisti, ma abbracciando gli altri e sorridendo con il cuore.
Marco
Un grandissimo della fotografia, Henri Cartier-Bresson:
”È un’illusione che le foto si facciano con la macchina…. si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa.”
”Osservare lì dove gli altri sanno solo vedere” (che è in parte il commento di Marcosic:-) )
“La sensibilità è un dono, un dono raro…
è quella dote che spinge l’amico a farsi avanti non appena intuisce l’esistenza di una difficoltà…
è quella virtù dell’animo che apre gli occhi davanti allo spettacolo incantevole del mondo…
è la parola giusta pronunciata al momento giusto…
è il silenzio affettuoso e partecipe, quando non vi sono parole adeguate…
è saper godere delle piccole cose, delle piccole gioie…
è l’atteggiamento di delicatezza e di profondo rispetto con cui l’io si rapporta al tu…”
Osservare. Non di malavoglia: con interesse, mettendosi nei panni degli altri. E’ allora che spuntano le ali.
“Osservare” è una cosa che non facciamo mai o quasi mai perchè andiamo sempre troppo di fretta e non abbiamo il tempo di fermarci un attimo per guardare la città.
Perchè se lo facessimo ,ci renderemmo conto che non siamo soli e che la vita non scorre per tutti allo stesso modo nello stesso istante.
In fondo “mettersi nei panni dell’altro” significa vivere la sua stessa situazione e comprendere al meglio ,quello di cui ha bisogno.Ed “è allore che spuntano le ali” ,perchè,per una volta, hai insegnato a tuo fratello a volare!
Osservare…..
Le persone viaggiano per stupirsi delle montagne, dei fiumi, delle stelle e passano accanto a sé stesse senza meravigliarsi.»
(S. Agostino)
Perchè non si sono mai guardate negli occhi e scoprire così quanto c’è di bello in ognuno di noi.
Reblogged this on i cittadini prima di tutto.
“Crede nell’anima?”
Farò della mia anima uno scrigno
per la tua anima,
del mio cuore una dimora
per la tua bellezza,
del mio petto un sepolcro
per le tue pene.
Ti amerò come le praterie amano la primavera,
e vivrò in te la vita di un fiore
sotto i raggi del sole.
Canterò il tuo nome come la valle
canta l’eco delle campane;
ascolterò il linguaggio della tua anima
come la spiaggia ascolta
la storia delle onde.
K.Gibran
A volte non sappiamo che vogliamo perché scorriamo troppo in fretta
e così ci perdiamo i particolari, il bello della vita!
vi ringrazio!
mi piace quello che il credente dice del Dio della Bibbia: tu mi scruti e mi conosci.
La fotografia blocca la vita
quell’immgiine resta così, per sempre, conservando in sé piccoli segreti, sguardi e ricordi di quell’attimo che diventa eterno
grazie, Roby: ricordo la polaroid che don Mario mi aveva regalato.
certi oggetti dipendono anche dal contesto, dallo sfondo.
“E’ un miracolo. Non ci sono più segreti.”
Quando un segreto è svelato si crea una profonda ed intensa intimità, un cuor solo ed un’anima sola, il miracolo dell’amore.
“Solo gli amanti e i poeti conoscono il segreto per affidare al vento le loro emozioni affinché sopravvivano alla loro vita.”
— Anonimo
anch’io ho pensato alla foto,
come un un occhio potente che scruta e vola, più sorvola che vede, ma intanto
v e d e…e intanto il mondo scorre, le sue parole. gesti. vuoti. amori, che come l’aria fluttuano sotto al cielo e *per* il cielo che da sopra lo culla, lo con tiene, e tiene..
Maria Pia Q
“E’ allora che cerchi di capire perché la ragazza è triste, o l’orologio che segna le quattro per uno è allegria e per l’altro è delusione…
Non m’interessa più: ci ho già pensato troppo.”
http://www.youtube.com/watch?v=rd8ufytfu4s
“…senza incontrarsi mai…il giorno e la notte”
INSENSATEZ
Ah che sciocchezza, che hai fatto
Cuore disattento
Hai fatto piangere di dolore il tuo amore
Un amore tanto delicato
Ah, perchè sei stato tanto debole
Tanto senz’anima
Ah, cuore mio, chi mai amò
Non merita d’esser amato
Và, cuore mio, ascolta la ragione
Usa solo sincerità
Chi semina vento, dice la ragione
Raccoglie sempre tempesta
Vai, cuore mio, chiedi perdono
Perdono appassionato
Và, perchè chi non chiede perdono
Mai sarà perdonato
Per me questo dialogo è interessante,anche se non riesco capire(la mancanza di intelligenza)dove questo tipo vuole arrivare,si vede che ha “quolcosa”da dire soltanto che “gira intorno”.Dottore perchè lo butti fuori,dovresti ascoltarla non sentirla,c’é quolcosa “di sotto” tra i frasi che pronuncia.La scusa di mancanza di tempo é la fuga.
L’abitudine può essere una fuga: un modo di salvarsi dal dolore
e dalla paura di sognare
-mettendosi nei panni degli altri. E’ allora che spuntano le ali.
“Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.” (Mc 6, 34)
– Osservare. Non di malavoglia: con interesse, mettendosi nei panni degli altri. E’ allora che spuntano le ali.
Osservare ciò che ci viene indicato e non ciò che ce lo indica.
e, se si alza un po’ la testa, addirittura il cielo.
“… penetri da lontano i miei pensieri, mi scruti quando cammino e quando riposo.
Ti sono note tutte le mie vie,la mia parola non è ancora sulla lingua e tu Signore già la conosci tutta”.
Alle spalle e di fronte mi circondi e poni su di me la tua mano…” Mi piace tanto quest’ultima frase, che fa parte del salmo per me più bello, e la ripeto spesso . Mi consola molto, mi dà sicurezza essere continuamente sotto lo sguardo di Dio, essere scelta, benedetta da Lui.
Se riuscissi a pensare a questo in ogni momento, in ogni cosa che faccio, davvero mi spunterebbero le ali dalla felicità di fare la Sua volontà, perché non riuscirei a fare niente che possa dispiacere a Lui e quindi poi anche a me.
Se mi guardo allo specchio, vedo una persona che ancora non ha capito bene chi è, tanto è il groviglio di pensieri che mi passano nella testa. In confronto tutto il mio passato, il mio presente e anche le domande sul mio futuro non sono niente. Allora non riesco mai ad andare fino in fondo, perché credo che solo Dio mi conosce veramente, e questo mi basta. E gli chiedo di cambiare il mio cuore e la mia mente per essere come Lui mi vuole.
Mettersi nei panni dell’altro: questo dovrebbe essere normale per ogni cristiano, anche se dell’altro non potremo mai capire tutto, dato che non sappiamo tutto neanche di noi, ma potremo aiutarlo e stargli accanto.
Tante volte penso che la grandezza della creazione si senta anche abbracciando il tronco di un albero: è qualcosa di vivo, trasmette calore e stabilità. Come guardare il cielo sdraiati su um prato sotto un albero. Per me questo è vedere le cose da un altro punto di vista, magari da quello di una formica.
Mettersi nei panni degli altri è ascoltare, partecipare, senza esprimere giudizi. Accogliere l’esperienza dell’altro consapevoli che non è la nostra ma creando empatia con chi ci sta di fronte, sentendo come nostre le sue emozioni senza giudicare secondo il nostro criterio ma semplicemente per comprendere ciò che lui prova.
http://www.youtube.com/watch?v=Phk_o91gzEU
“E se il verso non vi viene, da questa posizione, né da questa, ne da così, buttatevi in terra! Mettetevi così!
Ecco… ohooo… è da distesi che si vede il cielo…”
http://www.youtube.com/watch?v=Zpmh34kg-YY&feature=youtube_gdata_player
Non faccio mai fotografie, preferisco vivere i momenti belli con il cuore, con il sole o il vento sul viso, con gli occhi che possono spaziare liberi dall’obiettivo. Quando vedo le persone che non riescono a vivere il momento perché devono fotografare, penso che si perdano molto. Le fotografie però mi piacciono e anche se ricordano momenti belli, mi commuovono.
Quando é morto mio marito ho preso due scatoloni di fotografie, ho fatto una cernita (ne scattava 36 per volta, naturalmente ho preso quelle in cui stavo meglio), le ho messe negli album e, dato che non ho fatto che piangere per qualche giorno, cerco di non guardarle più.
@ Roberta Z detto
Roberta, il tuo uscire allo scoperto come fai sempre, mi piace e mi colpisce: è energia pura che tu ci doni sempre con la massima franchezza, con il massimo amore. Grazie.
grazie!
si parla di sé quando si legge degli altri.
è una cosa grande.