[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=lf7nz35coSw]
da qui
Ti viene un dubbio: e se Futura non fosse come l’hai pensata? Se nel romanzo stessi costruendo un personaggio che è solo un parto della mente, una donna come l’avresti voluta, compresi i difetti, la durezza, il fanatismo, l’incapacità di vedere le luci e le ombre della vita? Se la donna dagli occhi di colore incerto, azzurri e verdi, fosse il prodotto delle notti insonni in cui la segui nelle sue peripezie, dalla ferita nella gioielleria ai colpi messi a segno nei giorni successivi, la banca, l’ufficio postale, il negozio d’alta moda? L’ultima trovata è l’irruzione in una brasserie – che idea -, i cui avventori si mettono le mani nei capelli, urlano, una donna sviene, solo due clienti proseguono imperterriti un dialogo muto, l’uomo con la maglia blu e due occhi azzurri più grandi del normale e un altro chino su una moleskine, a scrivere di getto come non dovesse perdere nulla delle parole che gli arrivano da chissà quale altro mondo, come avesse paura di fermarsi, di lasciare un segno e ricominciare in un altro momento, o un’altra vita. Futura è sorpresa da questo atteggiamento e mentre i complici svuotano la cassa, tra grida minacciose, la cameriera si asciuga la fronte con il fazzoletto, il caffè precipita dalla macchina fumante e sembra voler formare un fiume, il lungosenna pieno di alberi e muretti, dove si cerca qualcosa che non c’è e si fanno incontri sempre inaspettati, convincendosi per un attimo di stare sulla strada giusta, ecco, Futura si avvicina, guarda negli occhi l’uomo dalla maglia blu, si sente attratta dallo sguardo fermo e benevolo nello stesso tempo, la testa le gira leggermente, è avvolta nella nebbia, l’ombra di sua madre le appare all’improvviso, bastarda di una donna, non ti ho mai desiderata, e io non ti ho mai riconosciuta, perché sei qui? a volte ritorno, per vedere come l’odio ti ha ridotta, e tu? non vedi a che punto sei arrivata? hai ammazzato tanta gente, e tu hai ammazzato me, la nebbia s’infittisce, l’ombra sfuma nel nulla, Futura, che fai! abbiamo preso tutto, è come si svegliasse, occhi negli occhi con lo strano personaggio, andiamo, sei impazzita? come si chiama? Io mi chiamo Fofner, io Futura, l’ho visto scritto non ricordo dove, abita qui? abito tra i muri diroccati delle case, in fondo ai pontili, dovunque si possa incidere qualcosa, è uno scrittore? no, piuttosto faccio scrivere; lei guarda l’uomo con la moleskine, non si è accorto di nulla, com’è assorto! non so se sia solo nella mente, nello schermo bianco del computer la donna che fugge dalla brasserie, voltandosi ogni tanto, cercando d’incontrare gli occhi azzurri e grandi dell’uomo con la maglietta blu, col nome così strano, Fofner, se ricorda bene, chi gliel’avrà dato?

Destini incrociati quelli tra i personaggi della storia. Appesi a un ‘unico “file rouge” sempre più riconoscibile nell’ubiquo Fofner.
Nel vissuto di Futura appare la vendicativa Nemesi che brandisce su di lei la scure minacciosa del materno peccato originario, come in una tragedia greca.
Riuscirà l’azzurro di quegli occhi di cielo a salvare quella coscienza scura e tormentata?
C’è ancora una possibilita. C’è sempre una possibilità quando resti libero arbitro di te stesso, Però puoi sempre sperare nel “deus ex machina”.
http://www.youtube.com/watch?v=uf8Anduipgc&feature=youtube_gdata_player
– e se Futura non fosse come l’hai pensata?
Siamo tutti “orchi” fatti a strati: solo lo sguardo giusto riesce ad eludere le apparenze ed a vedere fino in fondo al cuore.
http://www.youtube.com/watch?v=nqR9j_dBzpE
L’occhio non vede cose ma figure di cose che significano altre cose. Italo Calvino
SPENGIMI GLI OCCHI, ED IO TI VEDO ANCORA…
Spengimi gli occhi, ed io Ti vedo ancora;
rendimi sordo, e sento la tua voce;
mozzami i piedi, e corro la tua strada;
senza favella, a Te sciorrei preghiere.
Dirompimi le braccia, ed io Ti stringo
col cuore mio, fatto, repente, mano.
Se fermi il cuore, batte il mio cervello;
ardi anche questo: ed il mio sangue, allora
Ti accoglierà, Signore, in ogni stilla.
(Rilke)
IL TUO PIÙ TENUE SGUARDO
Il tuo più tenue sguardo
facilmente
mi aprirà
benché abbia chiuso me stesso
come dita sempre mi apri
petalo per petalo
come la primavera fa
toccando accortamente
misteriosamente
la sua prima rosa
e io non so
quello che c’è in te
che chiude e apre
solo qualcosa in me
comprende
che è più profonda
la voce dei tuoi occhi
di tutte le rose
nessuno
neanche la pioggia
ha così piccole mani
Edward Estlin Cummings
“perché sei qui? a volte ritorno, per vedere come l’odio ti ha ridotta”
Lo sguardo su di se può aiutare… quello della propria coscienza.
http://www.youtube.com/watch?v=U6V39nyu29g
“Credi sia
una scelta ammirevole
fuggire lo sguardo
severo e vigile
della propria coscienza?”
a volte ritorno, per vedere come l’odio ti ha ridotta, e tu?
Odio e rabbia sono sentimenti negativi che inducono a fare e farsi del male, ci tormentano l’anima, producono sofferenza a volte ci portano a giudizi spietati verso noi stessi e gli altri. Il perdono è uno dei mezzi più efficaci per superare il risentimento. Perdonare l’altro è un atto di fiducia che comporta in sé un rischio perché ci potrebbe esporre anche a una nuova offesa, perdonare è qualcosa che può nascere solo da un sentimento d’amore.
e se Futura non fosse come l’hai pensata?
Non sempre le presone sono come le pensiamo noi , a volte esse sono diverse!
Lo scrittore crea liberamente, senza limiti. Senza limiti? Forse si. Ma i limiti sono poi imposti dalla logica, dalla trama, dal flusso di pensiero che si accavalla e preme per uscire in modo sensato e fruibile. Credo che uno scrittore innamorato che senta il desiderio di scrivere della donna che cerca e vuole riconquistare, sia disposto a scendere a compromessi nella sua scrittura. Allora sono importanti due cose, tra le quali in genere lo scrittore oscilla. La prima è evitare che l’oggetto del suo interesse (in questo caso Futura) venga idealizzato o descritto come ciò che non è: l’amore può portare a questa idealizzazione forzata, ma ciò non va mai bene. L’amore ama l’amore e per questo nasce libero; il vero amore ama ciò che vede e non ciò che vorrebbe vedere. Il secondo punto è che, anche se certe forzature sono presenti, alla fine esse formino un puzzle, un quadro d’insieme che trasferisca al lettore le immagini che si vuole trasferire. Ecco Don, non ti paia piaggeria, ma da qualche sera passo un po’ di tempo a Parigi con una varia umanità :-). E di questo ti ringrazio!
grazie!
sì, Marco, lo scrittore coglie le contraddizioni della vita e cerca di riportarle fedelmente sulla pagina.
Ognuno di noi vede col suo cuore, con la sua anima, con la sua passione, se non fosse così che noia sarebbe la nostra giornata!
Futura è una donna forte e dolce nello stesso momento, per questo affascina tanto, assomiglia a tutte noi, e solo un sogno, può rendere ciò che desideri perfetto.
La perfezione è solo in una donna che si chiamava Maria e solo lei anche nella vita è rimasta tale!
Caro scrittore penso che anche tu ti stuferesti ad avere vicino quella Futura che sogni… pensa che bello avere una compagna piena di vita che riesca a sorprenderti sempre: ogni giorno una sensazione nuova, inaspettata: insomma illuminerebbe la tua penna di mille colori…quanti bei libri pieni di idee nuove!
Le persone non sono come le pensiamo ma come esse vogliono essere pensate.
Ernestina.
“e se Fortuna non fosse come l’hai pensata?”-sicuramente no,però forse si assimila un po’ ai tuoi pensieri.
O.K da parte scherzi.Vero è che quando sei attratto da una donna ci vedi poco (scusate non voglio essere vulgare però c’è una frase:il cervello ti si sposta da altra parte del corpo).Ti sei attratto e quest che vedi è questo che vuoi che sia. Sarai fortunato(penso che anche lei)che almeno un po’ sarà simile alla tua immaginazione. Se no,un altra delusione,e non sara la colpa di lei ma di tuoi pensieri.Vedi un po’ se si può collegare realta con fantasia.
“non vedi a che punto sei arrivata?”- una bella domanda,non deve essere per forza la cattiveria,però penso che ogni tanto ogni uno di noi dovrebbe fermarsi attimino per farsi la domanda:dove sono arrivata? Ci sto sulla strada giusta?
Il male ricevuto non è giustificazione per fare male, sovvertire le regole, fino ad arrivare a uccidere, anche se certamente mette una freccia indicativa sulla strada di ognuno. Futura è una donna piena di contraddizioni che è se e il contrario di sè, specchio di una società che ha perso la bussola, e anche di un genere, quello femminile, che è diviso fra il ruolo di donna e l’emulazione del maschio come a testimoniare di essere un genere superiore. Ma Futura può essere l’immagine contraddittoria di una donna che esiste nella mente di un uomo, forse un modello reale, forse solo fantasia di uno scrittore che ha ancora le idee confuse, un uomo in bilico fa ciò che è e ciò che voleva essere, in attesa di capire ciò che sarà.
Il male è ciò che ci attrae ma abbiamo la capacità di discernimento e sappiamo ciò che sarebbe meglio non fare. Dal male vogliamo essere salvati e forse certi comportamenti servono solo ad attirare l’attenzione su di sè in un ideale di salvezza, Dal male vogliamo salvare chi amiamo e, a volte, in questo amore si diventa ciechi fino a giustificare ogni azione. L’altro è quel che è, e così va accettato, aiutato nel bisogno e corretto, ove possibile, nel male che compie e che ha dentro, ma a volte l’immagine contraddittoria di chi vorremmo, o di chi amiamo, non è altro che lo specchio del nostro male, del nostro desiderio di salvezza. Anche lo scrittore può aver bisogno di salvezza, e questo sembra il caso di Amerigo, che la cerca nella scrittura più che in Futura che forse è solo la meta di un amore sognato che fa male ma che alla fine salva, oppure può solo, da attento osservatore, denunciare i “mali” del tempo, i cambiamenti della società affinchè consci di quel che è la realtà ci si adoperi per la salvezza e, se non proprio per quella, per migliorare se stessi e gli altri.
Fofner è quello sguardo che tutti primo o poi incontriamo o vorremmo incontrare, lo sguardo capace di entrarci dentro e cambiarci, il desiderio di una carezza, dolce come quella della mamma che forse non abbiamo mai ricevuto.
Per cominciare bene la giornata(anche se mia giornata si è cominciata da un po’ di ore fa)volevo scrivere qualcosa di carino.
LETTERE D’AMORE DEL PROFETA
Ogni amore è sempre l’amore più grande del mondo,e il più importante.L’amore non è qualcosa di simile a una torta,che possiamo dividere in parti più grandi o più piccole. L’amore è uno solo.E tutto è amore.
Certo,puoi sempre dire a qualcuno:”Lei è la cosa più importante che desidero a questo mondo”.Ma tutti coloro che amano si sentono in diritto di dirlo,e in piena ragione.
Perciò io posso affermare senza paura:la nostra relazione è quanto di più bello mi sia accaduto nella vita.
Kahlil Gibran
non so,però a me piacciono queste parole,buona giornata
@ Stella,
condivido in pieno la tua analisi, attenta e reale, la penso anche io così:si cerca sempre il meglio per noi stessi e per chi abbiamo accanto, e in questo momento la vita sembra veramente essere una totale ricerca di sopravvivere a discapito dell’altro.
Speriamo che prima o poi si riesca a trovare almeno la salvezza, non solo per noi ma per tutti gli smarriti che come formiche impazzite non riescono più a trovare la casa che hanno costruito con tanta fatica.
L’Amore ha sempre vinto ma con tanto sacrificio, e una carezza è proprio quello che cerchiamo per non smarrirci nella lotta quotidiana.
Un caro saluto a te e buon lavoro.
Ernestina.
Alcune madri fanno danni incalcolabili, inguaribili, rendono impossibili le vite delle loro creature, per orgoglio, o per pochezza di spirito… l’unica cosa che mi consola è che non è il peccato originale (o colpa primigenia che dir si voglia) a generare questi mostri, un peccato inesistente non essendo mai esistito un Eden se non nella mirabile mente del narratore biblico, ma soprattutto trovo consolante che, per quanto dolore possano aver subito i figli, in loro il seme della vita e dell’amore è più forte di qualunque vendetta, purché lo sguardo su cui si fermano non sia quello meduseo del passato, ma quello grande aperto fiducioso di chi invita a scrivere la vita, nuova.
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Molto spesso è lo sguardo a dire bene la sua; aperto e fiducioso , triste e provato, dolce e attento, sottile e distratto, parla più di tante parole, esprime al meglio pensieri e sentimenti, pronto a regalare sorrisi o a colpire come una lama tagliente che lascia senza fiato
Futura esiste solo nella mente dello scrittore, perché è la donna che lui, debole ed insicuro, vorrebbe accanto: una donna forte, decisa, che sappia affrontare le situazioni difficili, ma, come lui, bisognosa di affetto, attratta e disarmata anche da un solo sguardo benevolo. Abbiamo tutti bisogno di un Fofner per sentirci amati.
‘il lungosenna pieno di alberi e muretti, dove si cerca qualcosa che non c’è ‘
‘Se c’è un posto a Parigi, uno che più di chiunque altro li raccolga tutti, quello è il Marché d’Aligre e la strada che l’attraversa la Rue Baudelaire, dodicesimo arrondissement, che sul Monopoli c’è la Gare de Lyon, tra il viola e l’arancione, e poi da lì partono i treni che vanno in Italia e qui arrivano, ma è diverso. Perché Aligre è Aligresse e poi allegoria. Un’allegoria è una cosa che si dice con un’altra cosa che non esiste ma che uno sa. Uno a Parigi ci viene e ci trova delle cose che non esistono.’
(Francesco Forlani, Chiunque cerca chiunque, capitolo ventinovesimo)
‘convincendosi per un attimo di stare sulla strada giusta’
http://youtu.be/46OWji8vkPg
grazie!
la ricerca continua, ognuno dietro la sua idea di salvezza.
sperando che la vita sia più forte.