50. Che ti tocca fare

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da qui

Si è fissata con il mare. Da quando è andata a Cuba si è irrigidita su posizioni estreme, pensa che il comunismo debba affermarsi con la forza, che i borghesi non si convinceranno mai a parole, che la democrazia è il pretesto per favorire i ricchi, che i morti di fame non sanno ribellarsi: l’utopia viaggia, per lei, sui barconi zeppi di anime dannate, perché l’inferno non è in qualche tempo dopo il tempo, ma prospera dove ti trattano di merda, dove solo chi ha un conto pingue in banca può permettersi d’insultare a titolo gratuito: imparino cosa vuol dire non avere un pezzo di pane da dividere coi figli.
Fatichi a tradurre i suoi pensieri, a disporli in fila sulla schermata bianca che cerca di opporre resistenza, perché non riesci ad aderire di slancio, ma se non l’assecondi, la perderai per sempre.
Ho imparato dal mare, dal viaggio sulla schiuma vergine dei sogni realizzati, tra onde destinate a flagellare i nostri scogli: che aspetti a convertirti? Se vuoi che ti ami, rinuncia alla scrittura che ammuffisce nei salotti impomatati di una società impotente.
Che si sia accorta che il crucco non funziona? Puoi prenderla da qui, dalla sua faccia infuriata.
Perché non me lo hai detto? E ho lasciato Amerigo! Era fantastico l’amore sulla spiaggia, non riusciva mai a sfilarmi il costume troppo stretto; sto pensando di tornare in Rue Berthollet numero 20, ne farò uno scrittore comunista, a costo di vederlo torturare dal padre di Mattea, che ha bisogno di sfogarsi, dopo anni di prigione.
E non è una tortura scrivere di lei che torna a braccia tese come la Winslet sul Titanic, e sei costretto a riconoscere che solo l’uomo dal nome improponibile potrebbe salvarla dal tarlo dell’ideologia? Come metterli in contatto? C’è un concerto di Vasco alla Cité de la Musique. Non mancherebbe per nessun motivo, ma lui? Ce lo vedi uno che si chiama Fofner a intonare Albachiara con quanto fiato ha in corpo?
Gli facciamo sorbire tutto il materiale propagandistico della Rivoluzione, inchiodato alla sedia come Malcolm McDowell in A clockwork Orange; me lo rigiro come voglio, me lo tolgo io il costume troppo stretto: vedrà come amano le pasionarie, alla faccia del crucco che voleva fare il furbo e non gli funzionava.
E’ l’idea migliore: sta già andando al botteghino; bisogna fare in modo che Fofner prenda il posto accanto al suo – ma guarda che ti tocca fare.

22 pensieri su “50. Che ti tocca fare

  1. ema

    “E non è una tortura scrivere di lei ”

    Ogni mattina, dopo il segno della croce,
    scriverti
    è come recitare una preghiera.
    Non si può far di peggio,
    ma io so fare di meglio.
    Ora che non ti vedo,
    di buon mattino,
    mentre tutti dormono,
    prendo la penna, come un ladro prenderebbe
    la chiave di un forziere,
    e con la penna
    rubo la vita che non mi appartiene
    e scavo un camminamento
    per raggiungere te che, contro ogni legge,
    considero mia.

    Salvatore Fiume

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  2. M&C

    “In amore (e in guerra) tutto è lecito” ha detto qualcuno: discutibile per certi versi, ma l’amore porta spesso a fare cose impensabili ed imprevedibili.
    La forza dell’amore che spinge ad agire è incontenibile: impossibile arrestarla!

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  3. M&C

    “perché l’inferno non è in qualche tempo dopo il tempo, ma prospera dove ti trattano di merda, dove solo chi ha un conto pingue in banca può permettersi d’insultare a titolo gratuito…”

    Purtroppo è una realtà, visibile agli occhi di tutti, sperimentabile in più settori sociali.
    Ripagare con la stessa moneta, o addirittura più aspramente, non serve, anzi, ma contrapporre una reazione non violenta, rispondere con dolcezza a chi aggredisce perchè pensa di avere il potere ed il diritto di farlo, spesso funziona … non sempre, ma bisogna “procedere impavidi”: prima o poi qualcosa cambierà!

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  4. robysda

    perché l’inferno non è in qualche tempo dopo il tempo
    Se vuoi che ti ami, rinuncia alla scrittura

    Rinunciare alle proprie passioni, ad essere se stessi in fondo, un conto molto alto da pagare per essere amati, amore è libertà, accettare e accetarsi per ciò che si è, senza vincoli e privazioni; solo così si può volare

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  5. gum

    Il mare fa pensare all’immensità e si associa a tutto ciò che c’è in grande quantità.
    Un mare di parole un mare di pensieri un mare di idee un mare di soldi un mare di poveracci un mare di merda ecc. ecc. Tutto ciò che è immenso fa paura perche noi siamo molto piccoli in confronto eppure siamo stati proprio noi a creare quell’immensità di cose mentre il mare è nato così e forse non si accorge neppure di essere tanto sconfinato anzi credo proprio che si senta piccolo e indifeso nei confronti di chi lo ha creato.
    Bisognerebbe lasciare al mare di fare il mare e occuparci di cose più alla nostra portata senza avventurarci su rotte oceaniche ove prima o poi si può incontrare un iceberg.

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  6. marco1963

    E’ vero, ha ragione l’autore che ci conduce in questi passaggi complessi: l’inferno non è altrove, ma qui dietro l’angolo, o peggio, sotto i nostri occhi. E interessarsene crea in noi e negli altri sensazioni contrastate. Credo però che a prescindere dalle idee politiche, la coscienza si sollevi quando l’attualità propone una sofferenza che va oltre il giusto, oltre il sopportabile. Siamo forse stanchi di essere impotenti di fronte alle tragedie e all’oppressione di chi è meno forte, di chi è più svantaggiato. E questo in qualsiasi campo, specie nelle democrazie occidentali, dove si opprime in modo subdolo. Comprendiamo che l’amore e l’assoluzione dei gesti passati, sono una prima forma di guarigione, di cura universale verso il benessere che tanto vogliamo a parole ma che spesso non riusciamo a raggiungere con i fatti. Come sempre, il cambiamento parte da noi, solo da noi. E porta lontano se è sincero e voluto. Anche se a volte ci tocca fare… qualche inghippo per far quadrare i conti!

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  7. gum

    La lotta di classe è la via cruenta per convertire le idee.
    Il Cristianesimo è la via pacifica per convertire le anime.

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  8. Agnese

    “se non l’assecondi,la perderai per sempre”-perchè amore vero è nel bene e nel male, nella gioia e nel pianto.Amore vero è non soltanto prendere ma anche dare. “se non l’assecondi,la perderai”

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  9. RossellaT

    Si è fissata con il mare

    Rompere gli ormeggi, prendere il largo per superare se stessi, tornare a tuffarsi nella vita, riprendersi la propria dignita’. 

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