[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=MXBDjtBFJ98]
da qui
E se fossimo cellule di organismi molto più grandi e intelligenti, se la nostra libertà si limitasse alla riproduzione e alla morte, e tutti i sogni, i progetti, le ambizioni, fossero solo l’illusione di vivere in proprio, di sentirsi liberi, mentre siamo incastonati nello scettro di un re che ignora l’esistenza dei minuscoli frammenti di se stesso? Saranno le sostanze che hai assunto in dosi sempre più elevate a produrre pensieri così assurdi? O le coincidenze di incontri con donne che si sono rivelati sempre passi falsi, perché dietro l’angolo c’è la calunnia inaspettata, l’irruzione improvvisa nella stanza d’albergo, il tradimento che non avresti mai voluto ma che ti sta spingendo, forse, in un’altra direzione, e ti chiedi se sia la cosa giusta, un disegno, qualcuno che ha pensato a una scintilla d’amore dai secoli dei secoli, o invece è il moto impercettibile da un tessuto all’altro del corpo gigantesco in cui siamo inseriti credendoci liberi, mentre al massimo ci riproduciamo e moriamo senza cambiare una virgola nella storia che conta veramente. La stanza del Seven Hotel in Rue de Berthollet è un porto cui siete approdati sfuggendo alla tempesta o è l’ennesimo scompenso, un tumore che finirà per aggredirti senza poter trovare mai la cura giusta? Ti gira la testa, non reggi più la tensione che si accumula, hai bisogno di sentire la pelle nuda di Marika, qualcosa di liscio che rimuova le asperità di questa vita, la scorza ruvida dei fallimenti. Vuoi sentirti leggero, sospeso sopra il nulla come il letto bianco che galleggia nell’aria come fosse un’astronave: magari è il mezzo col quale evadere dal corpaccione che ti tiene imprigionato, dal re che ignora l’esistenza dei suoi sudditi, dalla storia che va avanti senza te e se non ci fosse Amerigo a battere sui tasti neri e bianchi, a far combaciare i pezzi dispersi del romanzo, nemmeno esisteresti. Anche a lui potrebbe venire un dubbio radicale: che solo perché soffri e credi, e ami e ti disperi, il suo scritto può procedere, fingere una libertà che nessuno potrà mai dimostrare se sia fondata per davvero, se sia una scelta infilare le parole nelle righe nere della pagina, o sia anche lui l’infinitesimo ingranaggio di un meccanismo superiore, la girandola d’intrecci che dopo mille giri tornano lì, alla calunnia che pugnala alla schiena, al tradimento non voluto, al terrore di essere scoperti, all’amore che si offre un’altra volta e non sai mai se sia venuto per darti il colpo di grazia o per salvarti.

“e se non ci fosse Amerigo a battere sui tasti neri e bianchi, a far combaciare i pezzi dispersi del romanzo, nemmeno esisteresti.”
http://www.youtube.com/watch?v=2x1jd1E7o9Y
“Io Sono qui Stasera solo Grazie a te …
Tu sei la Ragione per Cui io Esisto …
Tu sei Tutte le Mie Ragioni …”
“se la nostra libertà si limitasse alla riproduzione e alla morte…”
non siamo le piante,siamo dotati dicervello quale dobbiamo utilizzare,abbiamo il cuore quale le piante non hanno e un organo importantissimo
“…all’amore che si offre un’altra volta e non sai mai se sia venuto per darti il colpo di grazia o per salvarti” -questo non ti puo dire nessuno,sei tu che devi scoprire. Se amore ti si offre,anche tu devi offrirsi ad amore. Se non lo provi non csopri mai la risposta.
“un tumore che finirà per aggredirti senza poter trovare mai la cura giusta”
si,se cominci cosi allora puoi essere sicuro che ogni mossa sarà il fallimento, come ci fosse andando sulla strada guardi continuamente ad un albero ripetendo:non posso fare scontro con questo albero.Lo sai dove finisci?Farai scontro con questo albero,perchè è questo che hai in mente.Bisogna sempre guardare altrove,pensare positivo,non di cosa hai paura ma dove vuoi arrivare.
http://www.youtube.com/watch?v=xjUofrziU4U&feature=youtube_gdata_player
se la nostra libertà si limitasse alla riproduzione e alla morte, e tutti i sogni, i progetti, le ambizioni, fossero solo l’illusione di vivere in proprio, di sentirsi liberi, mentre siamo incastonati nello scettro di un re che ignora l’esistenza dei minuscoli frammenti di se stesso?
Manichini (Renato Zero)
chi ti muove i fili e’
dio o satana
chi ti muove i fili e’
maschio o femmina
chi ti prega chi ti odia
chi ti aspettera’
qualcuno o qualche cosa i
fili certo muovera’
manichini senza volto
senza eta’
fili sottili uniti
per fatalita’
un destino uguale una
stessa verita’
il manichino ha un’anima
e forse non lo sa
e’ troppo presto per andare
troppo presto per capire
troppo presto per morire
perche’ presto non si sa
quando la ragione
che i tuoi fili muovera’
e’ soltanto un tempo e
troppo presto arrivera’
chi ti muove i
fili e’ un padre
ubriaco da far pieta’
son pochi i fili
che muove tua madre
che troppi figli ha
il progresso gioca contro
la tua ingenuita’
ma c’e’ la tua coscienza e
prima o poi la spuntera’
manichini senza
volto e senza eta’
manichini nelle mani
di chi e’ manichino gia’
manichini vecchie facce
manichini noi
manichini saremo sempre
fino a quando vorrai
il manichino si
lascia andare
si abbandona al tuo volere
il manichino spera sempre
che la sua sorte cambiera’
e’ un fedele amico
fino a quando scoprira’
che puo’ andare
solo e i primi
passi muovera’
quando ai manichini
un significato dai
fra quei manichini
tu non resterai
i manichini crescono
ma in loro restera’
la voglia di provare
nella pelle di un
uomo come si sta!
“E se fossimo” amati sul serio, profondamente? Se ci credessimo veramente, una volta per tutte? Tutto cambierebbe e saremmo salvi, finalmente…
Del resto che male ci sarebbe se fossimo esseri infinitesimali facenti parte di un organo più complesso, che ci facesse credere che siamo noi a gestire la nostra esistenza? Potrebbe essere così, in effetti, e non avremmo colpa alcuna: saremmo quindi un anello della catena, con il compito di far bene il nostro lavoro. Ma anche in questo caso voglio pensare che esisterebbe comunque la possibilità di svolgere con passione quel compito e riconoscere nello sguardo altrui la presenza di Dio. Di capire che l’amore è un flusso inarrestabile al quale non vogliamo opporci e che amare è rendere libera l’altrui libertà. Che morire a se stessi rende ricchi e meravigliosi, che dare vale forse più di ricevere e dovrebbe essere la nostra attività primaria. Che il mondo va rispettato, con gli animali e le cose; che c’è un’intima verità in ogni piccolo essere e meccanismo che svolga una qualsiasi minuscola attività. E noi, noi cos’altro possiamo fare se non recitare questa bella parte che la vita ci ha assegnato? Perché la parte di ciascuno è bella e ricca; e solo chi è cieco non capisce che l’amore è in ogni cosa. Anche quando ci pugnalano alle spalle, ci calunniano o ci crocifiggono, un disegno più grande e’ sempre pronto per noi essere deboli. Dai su’, forza: adesso ascolta il romanzo che Marika vuole raccontarti e vivi quell’attimo per rinascere più forte di prima. Forza!
E se anche fosse?
E se davvero fossimo null’altro che cellule di un organismo più grande e indifferente?
Non sarebbero comunque veri i sentimenti che ci muovono, i pensieri che ci ispirano, i desideri che spalancano nuovi orizzonti, veri qui e ora, veri per noi e per chi li vive e condivide con noi, veri perché li sentiamo veri, perche’ li inveriamo con il nostro esserci nonostante la paura, il dubbio, lo sgomento dell’essere che sI ritrova solo e cerca un altro essere in cui riconoscersi, quietarsi, vivere?
E se poi tutto finisce, non sarà stato comunque bellissimo avere amato, essere stati amati?
L’unico terrore vero e’ perdere l’appuntamento della vita con chi, per volere divino o chissà perché, ci e’ destinato, con chi e’ parte con noi di questo sogno che si chiama esistere.
To die
To sleep
E se anche fosse?
E se davvero fossimo null’altro che cellule di un organismo più grande e indifferente?
Non sarebbero comunque veri i sentimenti che ci muovono, i pensieri che ci ispirano, i desideri che spalancano nuovi orizzonti, veri qui e ora, veri per noi e per chi li vive e condivide con noi, veri perché li sentiamo veri, perche’ li inveriamo con il nostro esserci nonostante la paura, il dubbio, lo sgomento dell’essere che sI ritrova solo e cerca un altro essere in cui riconoscersi, quietarsi, vivere?
E se poi tutto finisce, non sarà stato comunque bellissimo avere amato, essere stati amati?
L’unico terrore vero e’ perdere l’appuntamento della vita con chi, per volere divino o chissà perché, ci e’ destinato, con chi e’ parte con noi di questo sogno che si chiama esistere.
To die
To sleep
Maybe to dream…
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E se fossimo solamente cellule ?
Che l’amore sia la forza che muove il mondo e gli uomini è convinzione anche di molti atei.
Che differenza c’è fra un ateo e un credente quando entrambi pensano che l’amore salvi e renda una vita degna di essere vissuta ?
grazie!
sì, anche se fossimo…sarebbero comunque veri.
e non ci sarebbero grandi differenze tra un credente e una ateo.
E se fossimo cellule di organismi molto più grandi e intelligenti
In fondo l’oceano è fatto di tante piccole gocce, ciascuna utile e indispensabile perché l’oceano sia tale. E’ il cuore che deve vivere, la mente respirare, le idee dialogare fra loro, perché nessuno possa costringere la vita in una prigione, legarla al chiasso e al rumore per finirla insaccata in una scatola d’oro, capace di cancellare ogni emozione.
E’ vero Pam, solo amare può salvarci e solo sentirci amati ci può aiutare a ritrovare l’essenza della vita è ritrovare questo infinito regalo ci aiuterà a ritrovarci.
Un abbraccio a te.
A tutti un arrivederci a presto, spero prestissimo.
Ernestina.
“e moriamo senza cambiare una virgola nella storia che conta veramente”
ma perchè dobbiamo cambiare?Noi costruamo la storia anche se questo è la nostra storia.Ma quale storia conta veramente?Anche se siamo solo una molecola però faciamo la parte di tutta unita,la parte di storia che crea ogni uno di noi ogni giorno.
Per salvarti.
Devi solo affidarti.
“se sia una scelta infilare le parole nelle righe nere della pagina, o sia anche lui l’infinitesimo ingranaggio di un meccanismo superiore, la girandola d’intrecci che dopo mille giri tornano ancora lì”
Gira la trottola viva
sotto la sferza, mercé la sferza;
lasciata a sé giace priva,
stretta alla terra, odiando la terra;
fin che giace guarda il suolo;
ogni cosa è ferma,
e invidia il moto, insidia l’ignoto;
ma se poggia a un punto solo
mentre va s’impernia,
e scorge intorno vede d’intorno;
il cerchio massimo è in alto
se erige il capo, se regge il corpo;
nell’aria tersa è in risalto
se leva il corpo, se eleva il capo;
gira – e il mondo variopinto
fonde in sua bianchezza
tutti i contorni, tutti i colori;
gira, e il mondo disunito
fascia in sua purezza
con tutti i cuori per tutti i giorni;
vive la trottola e gira,
la sferza Iddio, la sferza è il tempo:
così la trottola aspira
dentro l’amore verso l’eterno.
— Clemente Rebora
@ Stella Maria,
Hai ragione affidarmi è quello che faccio tutti i giorni, speriamo che questo gesto importante ci aiuti a ritornare col sorriso….
Un caro saluto.
Ernestina
L’Amore quello vero, non ti dà il colpo di grazia, ma ti salva ogni volta che ti viene offerto con il cuore.
grazie!
un abbraccio speciale a Ernestina, che ne tanto ha bisogno in questo momento.
Il romanzo, come contenitore infinito dell’essere, in un parallelo formidabile con l’inintellegibile consistenza del creato che cristallizza inconsapevoli frammenti del tutto, come lo scritto fa con le vite e i sentimenti. Per tempra comune l’amore scintillante.
grazie, Gum, precisamente così.