[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=6w2opANhfoc]
da qui
– E’ finita così?
– Ho semplificato: è impossibile racchiudere una storia nell’ambito di una seduta.
– Abbiamo tutto il tempo che vogliamo.
– Il tempo. Lo centellinavo, per non venirle a noia.
Hai avuto sempre paura di stancare, di qualcuno che dicesse basta. Forse per questo hai scelto i bambini, loro non conoscono stanchezze, si affezionano e ti cercano, solo tu puoi decidere di andartene, come in effetti è stato. Era questo il motivo per cui ti nascondevi, la facevi impazzire. Telefonava alle amiche comuni, come Elisa: era lei che vi metteva in contatto, organizzava incontri; il problema era che poi restava, per cui vi scambiavate solo sguardi, le stringevi la mano a sua insaputa, e immaginavi, immaginavi. Non sei un poeta, ma la fantasia di certo non ti manca; né mancava a Sonia, per quanto non volesse sbilanciarsi, non si mostrava troppo, anzi, se ci pensi, di lei non sapevi quasi nulla: il padre era medico, la madre ti avrebbe sposato volentieri o almeno avrebbe voluto che vi sposaste voi. Ogni tanto lanciava messaggi, come fanno le madri: bisogna aspettare, non avere fretta, ogni cosa a suo tempo. Abbiamo tutto il tempo. Forse per questo lo centellinavo, perché intuivo che se lei si scaldava facilmente, avrebbe altrettanto facilmente potuto raffreddarsi, divenire distante, come davanti a una persona sconosciuta; era del 29 febbraio, come avrebbe potuto essere altrimenti? Diceva: mi sono messa col più bello e intelligente; ti toccava ingegnarti, per non deludere un giudizio tanto lusinghiero. Così ti eclissavi, ti vedeva di rado, ma quelle volte era una festa, un’emozione che è impossibile descrivere. Chi tira troppo la corda, tuttavia, presto o tardi ne rimane vittima. Confidò di aver conosciuto un ragazzo con problemi, parlavano, parlavano, e un giorno, lo ricordi come fosse adesso, ti disse: l’ho baciato. Un pugno nello stomaco. Hai pensato che volesse ingelosirti, scalfire il bilancino con cui scandivi il tempo in cui stavate insieme. Una sfida continua, fra il troppo e il poco, il dare e il trattenere, finche il giorno in cui si abbandonò come mai prima, incorresti nell’errore fatale.
– Il nome sbagliato?
Hai presente il paradiso in terra, il momento tanto atteso, dopo giorni di latitanza volontaria? Stai godendo attimo per attimo il sapore di una passione travolgente, perdi il controllo, non pensi che al suo corpo bianco e ai capelli tutti d’oro e ti chiedi cosa hai fatto per meritare tutto questo e allora, proprio allora, pronunci il nome dell’altra che ti fa soffrire, che pensa solo al tango, e tu, che hai nuovamente fede in te, e pensi ora sì che sono pronto, anche per il ballo più impossibile, la chiami per nome, mentre Sonia sta gridando di piacere, ma ti sente, forse non ha mai sentito così bene, e il mondo finisce, abbiamo tutto il tempo, no, il tempo è scaduto, l’apocalisse ha bussato alla tua porta, il destino di Sodoma e Gomorra è un gioco da bambini di fronte allo sguardo di Medusa che pietrifica i tuoi sogni, interrompe il ballo come un incantesimo; l’universo si ferma e ci vorrebbe una catastrofe, un colpo di scena imprevedibile per rimettere in moto il meccanismo, una sorpresa o uno spavento, come quando ti passa il singhiozzo senza che neanche te ne accorga.

– pronunci il nome dell’altra che ti fa soffrire
Impossibile soffocare un dolore, tentare di nasconderlo o far finta che non esista: non credo nel chiodo scaccia chiodo, per amare con tutto se stessi bisogna fare spazio nel proprio cuore.
http://www.youtube.com/watch?v=LFtV5TZqB24&feature=youtube_gdata_player
– ti toccava ingegnarti, per non deludere
Non servono maschere o filtri in amore, perchè quando si è veramente innamorati, dell’altro si amano anche i difetti; affaticarsi ed ingegnarsi per essere sempre all’altezza della situazione rischia di far perdere di autenticità e spontaneità al sentimento, che poi davvero rischia di deludere.
“come se l’universo intero si fermasse e ci volesse una catastrofe, un colpo di scena imprevedibile per rimettere in moto il meccanismo”
…si ci vorrebbe un colpo di scena, qualcosa come un perdono che restituisca bellezza ed integrità alla vita, perché perdonare è dire “si” ogni volta.
Il perdono è un si per sempre.
“Il nome sbagliato?”
Anche se sembra sbagliato, il nome che ritorna nei momenti importanti è quello giusto.
Il tuo nome è una rondine nella mano,
il tuo nome è un ghiacciolo sulla lingua.
Un solo unico movimento delle labbra.
Il tuo nome sono cinque lettere.
Una pallina afferrata al volo,
un sonaglio d’argento nella bocca.
Un sasso gettato in un quieto stagno
singhiozza come il tuo nome suona.
Nel leggero schiocco degli zoccoli notturni
il tuo nome rumoroso rimbomba.
E ce lo nomina lo scatto sonoro
del grilletto contro la tempia.
Il tuo nome – ah, non si può! –
il tuo nome è un bacio sugli occhi,
sul tenero freddo delle palpebre immobili.
Il tuo nome è un bacio dato alla neve.
Un sorso di fonte, gelato, turchino.
Con il tuo nome il sonno è profondo.
Marina Ivanovna Cvetaeva
“abbiamo tutto il tempo che vogliamo?”
“Non ho che oggi per amarti sulla terra”
S. Teresa di Lisieux
Un piccolo e doveroso omaggio:
http://www.youtube.com/watch?v=oKsEJbkmyW4&feature=youtube_gdata_player
http://www.youtube.com/watch?v=h9qzJK7UJJI&feature=related
In effetti volevo riportare questa di canzone, ma INCONTRO non si batte.
http://www.youtube.com/watch?v=5JBRwEpTee0
Abbiamo tutto il tempo che vogliamo? No, il tempo è finito.
http://www.youtube.com/watch?v=xSbhWy9yFKc&feature=related.
Solo il tempo può darti le risposte che cerchi…dopo un colpo di scena,una catastrofe,o anche semplicemente un niente,un attimo in cui ti accorgi che è tutto passato,finito…come il singhiozzo nel momento in cui smetti di desiderare che ti passi..
Quante volte hai sperato che “l’universo si fermasse” e avvenisse quella “catastrofe” che poteva cambiarti le cose? Spezzare quel cappio che pian piano ti stava strizzando come un caciocavallo?
Troppo tempo hai dovuto aspettare come col bus azzurro che quando hai premura non lo vedi arrivare e quando ti muovi e sei troppo lontano dall’odiata fermata è già troppo tardi.
Forse che i colpi di scena esistono solo a teatro mentre vivere non è una commedia, ma un dramma dove tutto è fin troppo previsto?
Quando l’intera tua vita è spavento, non sarà uno spavento che può farti passare il singhiozzo, che non era causato da un boccone ingollato di furia, ma dal groppo che avevi nel cuore, che seppur prigioniero non smette però di sperare.
Non si può guardare al futuro se si è ancora ancorati al passato, in questo caso si mette la parola fine ad una storia che era già finita ancora prima di iniziare.
un colpo di scena imprevedibile per rimettere in moto il meccanismo
Un colpo di scena imprevedibile c’è stato ,ma non ha messo in moto il meccanismo ,l’ha bloccato nel momento cui Dante ha pronunciato “il nome sbagliato”.
don Fabrizio,oggi mi hai fatto lavorare!Ho trovato tante parole che ho visto per la prima volta che naenche nel mio vocabolario ci stavano,ho dovuto prestare vocabolario da bambini (è piu intelligente).Fa bene,fa bene,soltanto che con la consequenza che non sono piu responsabile dal miei commenti,mia mente ormai si è stancata
Ho semplificato: è impossibile racchiudere una storia nell’ambito di una seduta.
Puoi non racchiudere una stoira nell’ambito di una seduta , ma nell’ambito della tua vita si!
Perchè alla fine sei sempre tu che devi fare i conti con te stesso.
“l’ho baciato” – e allora?sono varie tipi di baci.Voi maschi baciate tutto che vi capita, ma noi donne possiamo baciare solo questo uno.Non è giusto(come dicono mie bimbi). Non ho capito,subito fare la scenata.Certo che hai la fantasia tragica,subito immagini non si sa che cosa.Ma lo sai che ho pensato,che spesso proprio per colpa di nostra fantasia tragica spesso ci sono i crisi nel rapporti.
Il tempo lo si centellina, lo si usa, in funzione delle situazioni, delle persone con cui si passa il tempo. Voglio pensare che quando lo si centellina troppo, o non si ha fiducia in sé oppure non si è convinti della persona con cui lo si passa. Oppure non si abbia coraggio di affrontare la realtà.
abbiamo tutto il tempo che vogliamo? No, il tempo è finito,e una volta andato non torna più!
finitohttp://www.youtube.com/watch?v=VYU0QJ_YE_4
http://www.youtube.com/watch?v=VYU0QJ_YE_4
Scusate ne commento n17 non ha preso il video
La vita e’ piena di colpi di scena, a volte siamo noi a non meravigliarci più allora il colpo di scena più bello sono gli occhi che si aprono e,finalmente, vedono.
“Lo schema classico:va tutto bene,…perdi il controllo”-non è sbagliato godere del piaceri
“altra che ti fa soffrire,che pensa solo al tango”-è monotematica,per questo ti fa soffrire
“e tu hai nuovamente fede in te stesso” -questo si che è bello!
“si che sono pronto(…)la chiami per nome,mentre Sonia sta gridando di piacere(…) e il mondo finisce”- e tu quando hai aperto l’occhi e hai visto donna sbagliata, che hai pensato?Sonia,non ti preoccupare,lui voleva dire tuo nome,soltanto che la sua lingua si ha mesa in un alta posizione
“abbiamo tutto il tempo che vogliamo?”-d’accordo riccominciamo,c’è la fai ancora una volta?
“No,il tempo è finito” -non c’è la fai
“sua faccia di pietra,allo sguardo di Medusa”-forse anche lei cominciava aver dubbi con chi sta nel letto
“pietrifica i tuoi sogni,interrompe il ballo come un incantesimo”-adesso non ho capito, quali sogni,con chi,con Sonia o con Eleonora,tu almeno lo sai?
“uno spavento o una sorpresa”-sorpresa!
quando ti passa il singhiozzo”-bevi 10 sorsi di acqua,passa tutto
FINE
“
“Si vive per anni accanto a un essere umano, senza vederlo. Un giorno ecco che uno alza gli occhi e lo vede. In un attimo non si sa perchè, non si sa come, qualcosa si rompe: una diga tra due acque. E due sorti si mescolano, si confondono e precipitano.”
G.D’Annunzio
Spesso penso al tempo che passa, e penso che senza i miei ragazzi del centro lo avrei passato senza lasciare qualcosa di me, ho seminato con loro e i frutti li vedo ogni giorno questo è un vero regalo.
Penso a loro, li guardo e vedo mio figlio lontano, in questo momento anche troppo!
Passerà anche questa nostalgia della sua compagnia che non basta mai, arriva e se ne va per la sua strada….
Sono contenta di essere stata una buona madre attenta alla sua libertà perché lo so felice, spero tanto che questo amore mi aiuti ad essere anche io libera prima o poi dagli amori lontani e la ragione e il coraggio che ho sempre avuto ritorni per rendere libera anche me.
” E’ impossibile racchiudere una storia nell’ambito di una seduta” questo lo spero tanto,
perché quando mi siedo vicino al mio angelo custode sento che c’è qualcuno che mi ascolta con amore.
Un abbraccio a tutti.
Ernestina.
@Fides
Come è vero quello che dici!
Un abbraccio
Ernestina.
@Clown
INCONTRO è bellissima… Decisamente “non si batte”!
“singhiozzo, singhiozzo vai nel pozzo, vai da chi mi ama e se non mi ama ritorna a me”. Affidarsi ad un singhiozzo che non ritorna? Affrontare la realtà, liberare il cuore, voltare pagina, continuare a sperare e a credere.
La mia bocca avrà ardori di geenna
La mia bocca sarà per te un inferno di dolcezza e seduzione
Gli angeli della mia bocca troneggeranno sul tuo cuore
I soldati della mia bocca ti prenderanno d’assalto
I preti della mia bocca incenseranno la tua bellezza
La tua anima si agiterà come una regione durante il terremoto
I tuoi occhi saranno carichi allora di tutto l’amore
Che si è accumulato negli sguardi dell’umanità da quando esiste
La mia bocca sarà un esercito contro di te un esercito pieno di contrasti
Varia come un incantatore che sa variare le sue metamorfosi
L’orchestra e i cori della mia bocca ti diranno il mio amore
Te lo sussurra di lontano
Mentre gli occhi fissi sull’orologio attendo il minuto stabilito per l’assalto.
G.Apollinaire
”Una sfida continua, fra il troppo e il poco, il dare e il trattenere”
Non ci ricordiamo mai abbastanza che l’amore, il bene più prezioso, non esiste in quantità limitata, non ha confini, non ha alcun bisogno di essere amministrato con un bilancio contabile.
grazie!
a spiegare tutto si perde il bello.
alla fine c’è sempre un angelo che suggerisce (dedicato a Ernestina).
Grazie, è quello che mi da la speranza che prima o poi ce la farò!
Ernestina.