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O que será

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Ti coprono, t’ignorano, t’insultano,
ma tu sei sempre là, col tuo bambino
in braccio. La violenza della terra
non può nulla, nemmeno la tenacia
crudele dell’inferno: resti intatta,
Vergine della vita indistruttibile,
Regina dei poeti deliranti,
dei santi senza patria, dei profeti
ubriachi, e dei cantanti.

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Se potessi

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Se potessi, sai, scriverei di Dio.
Sarebbero parole come rami
d’albero, come le nuvole basse
che in agosto coprono a fatica
uno spicchio d’azzurro. Avrei soltanto
lo spazio d’un momento per fermare
l’emozione di udire la sua voce
sicura, quell’accento di rabbino
premuroso, contento di parlarti.
Da così tanto tempo ti aspettava
che non gli sembra vero. Come a te,
che scrivi, scrivi, del ramo di pioppo,
della nuvola bassa, in mezzo al cielo.

3. La strada

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Lo chiamano il bello, ma a lui non fa piacere. Dovunque vada, sente gli occhi delle donne cadergli addosso come coriandoli del sabato grasso o riso lanciato nel finale delle nozze. Nasconde gli occhi, pietre di zaffiro che mandano bagliori; fuma per guardare in basso la cenere che brucia. Non sa se lo cerchino per la sua bellezza o perché è lui, Filippo, un nome che non ha ancora digerito, come i libri di storia, le gesta di un re che prese a schiaffi il papa: vorrebbe prendersi a schiaffi pure lui, scuotersi dall’incantesimo di una condizione minerale, chiusa in un involucro dorato da cui non può più uscire. Continua a leggere

43. Imbroglioni

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Gli sembra bellissima. Si sente in colpa verso Dalia, ma lei, lei è troppo bella: accarezza la pelle liscia come un lago d’estate; resterebbe lì, centellinando un sogno che lo libera dalle ambizioni velleitarie, le preoccupazioni, l’ansia di fare, guadagnare, riempire un vuoto sempre più profondo; Ester, abbracciami, stringiamoci fino a domattina, lasciamo che la musica c’invada, sta a noi, nessuno può impedirci di essere felici, è bella casa tua, piccola e accogliente, è il mondo che voglio, non m’interessa altro: cos’è il successo, il potere del denaro? Baciami, dammi la pace che ho cercato così a lungo.
Sei strano oggi, cos’hai? Continua a leggere

84. Al petto della notte

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Vengono qui quando c’è qualcosa d’importante, e ora c’è qualcosa d’importante: gliel’ha detto, vorrei parlarti, e lui l’ha guardata, ci vediamo domani e domani eccolo qui.
La ragazza vola a braccia aperte, circondata da gabbiani.
Vengono qui perché è il tramonto, c’è il sole che esplode, un forno acceso o un tuorlo d’uovo, cosa pensi quando vedi questo, Magdalenne? Continua a leggere