84. Al petto della notte

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da qui

Vengono qui quando c’è qualcosa d’importante, e ora c’è qualcosa d’importante: gliel’ha detto, vorrei parlarti, e lui l’ha guardata, ci vediamo domani e domani eccolo qui.
La ragazza vola a braccia aperte, circondata da gabbiani.
Vengono qui perché è il tramonto, c’è il sole che esplode, un forno acceso o un tuorlo d’uovo, cosa pensi quando vedi questo, Magdalenne?
Due mani piccole in una mano grande, che la vita sia affidarsi?
Penso a un fuoco da cui parte tutto, la macchia gialla che incendia le nuvole, laggiù.
La donna ha occhi neri come laghi avvolti dalla sera, quando gli amanti si nascondono sotto querce complici.
Dove vanno i raggi, quale meta vogliono raggiungere, perché squarciano il cielo come la lama di una spada, Magdalenne?
Le nuvole sono greggi di pecore o batuffoli di ovatta, sono la massa grigia del cervello o la barba incolta di un anziano.
I raggi sono braccia che cingono il mondo, ma perché non si fermano un momento, perché non sanno mai baciare?
Gli amanti si stringono, lui le fa scendere una mano lungo i fianchi.
Il mondo resterebbe senza abbracci se si fermassero a baciare, Magdalenne.
Ballano un tango appassionato, lei aderisce al suo corpo muscoloso, lui avvicina le labbra alle sue labbra.
Eppure le case aspettano la carezza della sera, aprono finestre e porte per lasciare entrare la luce che bussa, bussa, Yehochoua, non posso aprirti?
La farfalla si posa sui petali, ha paura di ferirli.
Non ho mai amato le mura, Magdalenne, le mura che escludono e che chiudono.
Il bambino guarda con stupore, a occhi spalancati, come colto in fallo.
Eppure, Yehochoua, c’è qualcosa che divide, sento il gelo della pietra, gli spuntoni acuti dei merli.
Il papà lo prende in braccio, e lui si lascia andare, si addormenta.
Cos’è una città senza confini, un giardino senza il deserto che lo delimita e descrive, Magdalenne?
Il bambino grida all’improvviso, piange, ha forse paura di qualcosa?
La massa bianca delle case si protende verso il cielo e dimentica la terra, non lo senti, Yehochoua, non te ne accorgi?
La donna sta dietro la finestra, la mano sul petto, le labbra semichiuse.
Vedo la luce che declina: il tramonto vorrebbe fermarsi, non permettere alla notte di dargli il cambio, Magdalenne.
Il mento del bambino si appoggia sulla spalla del papà.
Ma la notte viene, con le sue braccia morbide, il suo grembo accogliente, Yehochoua, non vuoi che ti raggiunga?
Una lacrima sospesa sulle ciglia non sa più cadere.
Sono amico della notte, il suo grembo mi conosce da sempre, non riesci a sentirmi, Magdalenne?
Il tango li trascina nella stanza, come il vento del deserto, come il sole che manda l’ultimo bagliore prima di stringersi al petto della notte.

27 pensieri su “84. Al petto della notte

  1. Gloria Gaetano

    Le mura, i muri che tagliano fuori gli altri, o che si chiudono per non fare più uscire persone. Marco Cavallo ha spaccato il muro e ha fatto uscire le persone, con la loro dignità, la loro libertà, i loro sogni. Anzi lo ha fatto Basaglia. Non si dovranno mai più chiudere. Abbiamo abbattuto il muro a Berlino e lo abbiamo costruito tra la Palestrina e Israele. Abbiamo chiuso i Centri di accoglienza. La libertà è solo per alcuni. Gli altri vanno liberati. E Basaglia diceval’uomo non è la sua malattia. E’ l’uomo. Chiudersi in casa è regressivo. Abbandonarsi nella notte al sonno, ai sogni è desiderio di unione. L’abbraccio è amore.
    Amare è vivere.Amare e soffrire, rischiare il dolore e loli.a paura è crescere, trasformarsi, divenire consapev

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  2. f@r

    Una parola è lama che taglia e separa il silenzio o il bianco del foglio da sé stesso,
    un raggio di sole non viaggia all’infinito, dove si posa separa il buio dal buio e lì genera ombre, da corpo a ciò che esiste, un albero, un sasso, un fiore, il fianco di una donna;
    la notte è il grembo delle stelle e del cammino verso un giorno nuovo
    e l’infinito è nulla se un abbraccio non arriva a definirne i contorni, a dargli una pelle che ne protegga il cuore.

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  3. M&C

    – gliel’ha detto, vorrei parlarti, e lui l’ha guardata, ci vediamo domani e domani eccolo qui.

    Y. non ha dubbi, quando M. lo chiama, lui è pronto e corre da lei per ascoltarla, perchè chi ama non si risparmia ed è subito disponibile, anzi è felice della fiducia e del dialogo.
    Mi sembra di vedere questa dolce intimità, le “due mani piccole” di M. nella “mano grande” di Y., questo meraviglioso e pieno di speranza “affidarsi” all’amore.

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  4. pamela

    Il bambino ha bisogno dell’abbraccio del papà
    Gli amanti hanno bisogno di abbracciarsi
    L’abbraccio di cui parla Yehochoua porta ancora più in alto..

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  5. Raf

    Due mani piccole in una mano grande,che la vita sia affidarsi?
    Si la vita è affidarsi, perchè, quando si ama con tutto il cuore una persona,ci si affida a lei senza riserve.

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  6. Rashide

    Poema 14… Juegas todos los días con la luz del universo…

    Juegas todos los días con la luz del universo.
    Sutil visitadora, llegas en la flor y en el agua.
    Eres más que esta blanca cabecita que aprieto
    como un racimo entre mis manos cada día.

    A nadie te pareces desde que yo te amo.
    Déjame tenderte entre guirnaldas amarillas.
    Quién escribe tu nombre con letras de humo
    entre las estrellas del sur?
    Ah déjame recordarte cómo eras entonces,
    cuando aún no existías.

    De pronto el viento aúlla y golpea mi ventana cerrada.
    El cielo es una red cuajada de peces sombríos.
    Aquí vienen a dar todos los vientos, todos.
    Se desviste la lluvia.

    Pasan huyendo los pájaros.
    El viento. El viento.
    Yo sólo puedo luchar contra la fuerza de los hombres.
    El temporal arremolina hojas oscuras
    y suelta todas las barcas que anoche amarraron al cielo.

    Tú estás aquí. Ah tú no huyes.
    Tú me responderás hasta el último grito.
    Ovíllate a mi lado como si tuvieras miedo.
    Sin embargo alguna vez corrió una sombra extraña por tus ojos.

    Ahora, ahora también, pequeña, me traes madreselvas,
    y tienes hasta los senos perfumados.
    Mientras el viento triste galopa matando mariposas
    yo te amo, y mi alegría muerde tu boca de ciruela.

    Cuanto te habrá dolido acostumbrarte a mí,
    a mi alma sola y salvaje, a mi nombre que todos ahuyentan.
    Hemos visto arder tantas veces el lucero besándonos los ojos
    y sobre nuestras cabezas destorcerse los crepúsculos en abanicos girantes.

    Mis palabras llovieron sobre ti acariciándote.
    Amé desde hace tiempo tu cuerpo de nácar soleado.
    Hasta te creo dueña del universo.
    Te traeré de las montañas flores alegres, copihues,
    avellanas oscuras, y cestas silvestres de besos.

    Quiero hacer contigo
    lo que la primavera hace con los cerezos.

    Pablo Neruda.

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  7. Ema

    “L’amore e l’arte non abbracciano ciò che è bello, ma ciò che proprio grazie al loro abbraccio diventa bello.”

    Karl Kraus (Di notte)

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  8. Dany P.

    “e ora c’è qualcosa d’importante:gliel’ha detto,devo parlarti,e lui l’ha guardata,ci vediamo domani’e domani eccolo qui..”

    Non ci può essere muro tanto alto da far rinunciare all’appuntamento con l’amore…finalmente…come in un grande incantesimo che lascia senza parole…trà carezze e abbracci,liberi di immergersi in un oceano di sentimento..Bellissimo l’incontro trà Magdalenne e Yehochoua..la la manifestazione di un amore profondo..assoluto,quello che non conosce confini,condizionamenti…E questa l’essenza dell’amore..

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  9. Stella Maria

    L’amore è un tango appassionato, un vivere in due a stretto contatto, sorreggere l’altro quando sta per cadere o spezzarsi, scivolarsi accanto, voltarsi e girarsi di scatto, volteggiare e sapere sempre dove è l’altro perchè se ci si allontana o avvicina comunque il contatto non si scioglie mai. Il tango è forza, sensualità, drammaticità, fra tutti i balli il più difficile e coinvolgente, strappa applausi a scena aperta e nessuno può nascondere un’emozione anche solo a sentirne la musica, è dolce, alterna un ritmo lento a uno più veloce e anche quando sembra che lanci i ballerini in direzioni opposte nello stesso istante li unisce quasi nella carne, ne fonde i corpi come a mostrare la sua sola anima. Il tango è… è l’amore fatto di paure e dubbi che si sciolgono alla sola vista dell’amato, è lasciarsi condurre e condurre, è un senso di pace naturale, fuga di ogni ansia, è quel sottile senso di gioia, piccolo piacere che si prova quando si entra in chiesa e ogni tristezza e angoscia scompare, il tempo non ha più vincoli umani, ci si sente al sicuro e protetti: amati.
    Così Magdalenne, così si sta quando s’incontra il vero amore, quel raro gioiello di bellezza che a pochi è dato, in questa vita, e a tutti nell’altra. La paura di perderlo e il volerlo difendere a tutti i costi è come il timore di Dio, ovvero la paura di perdere il Suo immenso amore.
    Il segreto è lasciarsi andare come nel tango, c’è allora una forza invisibile che lega, che evita l’allontanarsi, il cadere, lo spezzarsi della schiena, l’abbandono, lo strappo. E’ una mano forte che ne tiene due, è una mano così grande che tiene il viso in una carezza, è un abbraccio che sostiene chi vacilla e impedisce di allontanarsi, fuga ogni incertezza, due labbra che si sfiorano per sentire tutta l’energia dell’universo.
    SM

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  10. Barbara

    “che la vita sia affidarsi?”. Se la risposta è sì, forse quella lacrima sospesa sulle ciglia riuscirà finalmente a cadere.

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  11. Vale

    La farfalla si posa sui petali, ha paura di ferirli.

    La felicità è come una farfalla: se l’insegui, non riesci mai a prenderla; ma se ti metti tranquillo, può anche posarsi su di te.

    N. Hawthorne

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  12. Titti

    Per evitare ripetizioni, posto in parole quello che SM ha condiviso in video…

    TANGO
    ovvero L’arte del movimento

    Dentro e fuori
    si muovono nervosamente
    le gambe in passi interrotti
    nell’aria gli sguardi si perdono
    Nel profondo del nostro oscuro
    ecco che emerge il pallido candore
    di una guancia protesa per un bacio
    Il bacio non schiocca
    al di sopra della musica
    L’aria esce nei suoni tristi
    melanconie di tanti colori
    nella spagnola voce roca
    Scivola la ballerina
    tra le braccia del compagno
    nell’aria si dissolvono i fumi
    della nostra mente
    Non rimane niente
    persi come siamo
    in quesgli occhi
    Scivolano i piedi
    e poi un colpo di tacchi
    tutto finisce
    nella musica spezzata

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  13. Roby (S.d A)

    Un tango, per celebrare la bellezza e l’intensità dell’amore – e non solo fra un uomo e una donna – un amore dove ci sono esitazioni e certezze, il perdersi e il ritrovarsi, la luce – dove vanno i raggi? – e il buio – la notte arriva – una danza in cui ciascuno degli amanti abbandona la propria solitudine per darsi all’altro, nella totalità di un amore senza mura e confini

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  14. Ema

    Non oso chiederti un bacio,

    non oso mendicare un sorriso,

    per timore che, ottenendo l’uno e l’altro,

    io possa diventare superbo.

    No, no, il mio desiderio più audace

    sarà soltanto di baciare

    quell’aria che poco fa ti ha baciata

    (Herrick)

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