7. L’importante è nascere

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da qui

Gesù, secondo Luca, nasce al tempo dell’editto di Ottaviano, che bandisce il censimento per la tassazione: come dire, tra le rogne dell’umanità, l’oppressione fiscale, le pratiche fredde e spietate della burocrazia. L’impatto è duro, ti fa subito capire in che razza di posto hai messo piede. Certo, l’intento è quello di convincere che l’unità dell’impero terreno rimanda all’unità del genere umano di fronte a un messaggio che è per tutti; un segnale di liberazione nel cuore stesso del dominio politico e sociale più implacabile. Vale la pena riportare il testo dell’Iscrizione di Priene, probabilmente un’autopresentazione dell’imperatore:

Il giorno natale del divinissimo Cesare noi con ragione lo equipariamo all’inizio di tutte le cose. Perciò si considererà a ragione questo fatto come inizio della vita e dell’esistenza, che segna il limite e il termine del pentimento di essere nati. Poiché la provvidenza che divinamente dispone la nostra vita a noi e ai nostri discendenti ha fatto dono di un salvatore che mettesse fine alla guerra e apprestasse la pace. Cesare, una volta apparso, superò le speranze degli antecessori, i buoni annunci di tutti (euangélia pánt?n), non soltanto andando oltre i benefici di chi lo aveva preceduto, ma senza lasciare a chi l’avrebbe seguito la speranza di un superamento, e il giorno genetliaco del dio fu per il mondo l’inizio dei buoni annunci a lui collegati (tôn di’autòn euaggelí?n)

Sta al lettore decidere se l’iscrizione si adatti più al sovrano o al bambino che nasce in Palestina.
Giuseppe si sottomette all’ordine, indispettendo, forse, i zeloti, partigiani accaniti dell’indipendenza ebraica. Lui è un uomo giusto, rispettoso della legge. Se avesse assistito alle gesta imprevedibili del figlio, ormai cresciuto, chissà come avrebbe reagito. Un giorno, i parenti allibiti si sarebbero messi alla ricerca di Gesù: è fuori di sé, dicevano, decisi a riportarlo a casa. Ma a Giuseppe fu risparmiato il calvario di Maria: non sapremo mai se avrebbe cercato di ricondurre alla ragione il suo figliolo.
Per la mentalità dell’epoca, era importante che Gesù si collegasse alla discendenza davidica del padre, alla linea del Messia. Fatichiamo a comprendere l’intreccio di vicende architettato per attestare questo: il viaggio impegnativo con una donna incinta (tra l’altro, il censimento riguardava gli uomini, per cui Maria avrebbe potuto starsene anche a casa), e i disagi causati da una difficile logistica (la mangiatoia fa pensare al retro di una casa, dove in genere venivano alloggiati gli animali). Il fatto è che prevale il simbolo, suggerendo contenuti più profondi: nascendo in condizioni così misere, Gesù potrà trasmettere il suo appello ai derelitti; col ritorno alle origini del censimento, si vuole alludere alla via che Gesù dischiude verso il Padre; il peccato, nel quadretto della Genesi, consisteva nel mangiare: ora è il figlio di Giuseppe e di Maria che si offre in cibo a chiunque voglia saziare il desiderio più profondo; la sequenza lo avvolse in fasce, lo depose nella mangiatoia, perché non c’era posto nella stanza, ricorda da vicino i gesti della deposizione del Cristo nel sepolcro in cui nessuno era stato collocato.
Matteo, nel suo Vangelo, si regola altrimenti: l’annunciazione è a Giuseppe, non alla promessa sposa; la nascita avviene in una casa; e soprattutto, ci saranno visitatori d’eccezione. In certi casi, l’importante è nascere.

21 pensieri su “7. L’importante è nascere

  1. bioraffaella

    Si , l’importante è nascere , se non fosse nato chissà dove saremmo finiti, con Lui la vita cambia perché il peso che si porta , qualunque esso sia, diventa più leggero.

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  2. M&C

    Ci sono persone per le quali ringrazio Dio ogni giorno, per averle fatte nascere; senza di loro non avrei conosciuto la vita e l’amore: non avrei incontrato Dio e chissà davvero dove sarei finita!
    Il Padre ha mandato il Figlio ed il Figlio ha mandato i discepoli a continuare la testimonianza, a portare il Suo messaggio che è arrivato fino ad oggi, sempre attuale, sempre più vivo, ed ancora continuerà grazie a queste persone che ci vivono accanto.
    Sono persone “straordinarie nelle cose ordinarie”…

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  3. M&C

    E’ Natale ogni volta che sorridi a un fratello e gli tendi una mano.

    E’ Natale ogni volta che rimani in silenzio per ascoltare l’altro.

    E’ Natale ogni volta che non accetti quei principi che relegano gli oppressi ai margini della società.

    E’ Natale ogni volta che speri con quelli che disperano nella povertà fisica e spirituale.

    E’ Natale ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e la tua debolezza.

    E’ Natale ogni volta che permetti al Signore di rinascere per donarlo agli altri.

    (Madre Teresa di Calcutta)

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  4. bioraffaella

    (la mangiatoia fa pensare al retro di una casa, dove in genere venivano alloggiati gli animali).

    Gesù,povero tra i poveri ,del resto per comprendere le nostre debolezze e le nostre piccolezze doveva vivere in mezzo a noi.

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  5. F

    “Lo avvolse in fasce, lo depose nella mangiatoia”.
    Il primo Natale di Dio umanato, gli occhi di Gesù sul volto della
    madre, il primo sguardo di Maria sul volto di Dio.
    “Nessuno può vedere Dio e rimanere vivo”. Lo hanno visto:
    “Ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi,ciò che noi ab-
    biamo contemplato…di ciò rendiamo testimonianza”.
    Si è fatto visibile l’Invisibile, velato dalla carne, che dice:
    “Chi vede me vede il Padre” e sul Tabor sono stati accecati
    dalla sua gloria.
    Parla ancora, l’amoroso Verbo Gesù, “con la sua voce di silen-
    zio sottile ” :
    “Beati coloro che credono senza vedere”

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  6. F

    “Sta al lettore decidere se l’scrizione si adatti più al so-
    vrano o al bambino che nasce in Palestina”

    “Ogni uomo è povero e mendicante di Te, mio Dio”.
    (S.Agostino”

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  7. Chiara

    “l’importante e’ nascere “, si,ma non da soli, Giuseppe deve andare,ma piuttosto che lasciare Maria da sola decide di portarsela dietro, comunque vada,saranno insieme … Maria ha detto si ..a Dio, Giuseppe dice si a Maria,si donano fiducia ….Maria ha in mente il messaggio dell’angelo, “non temere…nascera’ un bambino…”

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  8. agnese

    “l’importante è nascere”e cominciare la storia,grande storia con la sua vita e per la vita di tante altre persone,come ha fatto Gesù.
    Penso che,comunque,ogni uno di noi,con la sua vita fa la storia non solo per se stesso ma può “dare” la vita l’altro (certo,non al livello di Gesù!),però ogni uno di noi,con la propria vita può cambiare,migliorare la vita l’altro.
    A volte basta poco…un buon esempio,indicare la vera strada per la vita.
    Ricordo una volta,stavo come ospite (per qualche giorni) in una casa di una coppia sposata poco prima.Una serata a cena è uscito tema: la chiesa. Ho cominciato racontare delle mie “esperienze” con Dio,e in certo punto Giancarlo ha fatto un urlo alla moglie:dai! lo voglio anche io! cominciamo andare in chiesa?!
    Hanno cominciato,la sua vita si era cambiata,vivono con gioia e amore.
    A volte basta cosi poco…l’importante è nascere

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  9. ema

    Preghiera prima di nascere

    Non sono ancora nato; consolami:
    Temo che la razza umana mi muri tra alte mura,
    mì avveleni con forti droghe, mi adeschi con sagge
    mensogne,
    mi torturi su nere ruote, mi travolga in bagni di sangue.

    Non sono ancora nato; procurami
    L’acqua che mi culli, l’erba che cresca per me, alberi
    che mi parlino, cieli che mi cantino, uccelli e una bianca luce
    dietro la mia fronte che mi illumini. […]

    Non sono ancora nato; oh, ascoltami,
    Fa che l’uomo che è bestia o crede di essere Dio non si
    avicini a me.

    Non sono ancora nato; oh, riempimi
    Di forza contro chi vorrebbe gelare la mia
    umanità e vorrebbe legarmi in una macchina di morte
    e fare di me il dente di una ruota, una cosa
    con una faccia, una cosa – e contro tutti quelli
    che vorrebbero annullare la mia interezza e vorrebbero
    soffiarmi come un cardo di qua e
    di là o di qua e di là
    come l’acqua raccolta nel cavo
    della mano spargemi.

    Fa che di me non facciano una pietra e non mi gettino.
    Uccidimi altrimenti.

    Louis Mac Neice

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  10. nino paglialunga

    ” il peccato, nel quadretto della Genesi, consisteva nel mangiare: ora è il figlio di Giuseppe e di Maria che si offre in cibo a chiunque sogni di saziare il desiderio più profondo .”
    Molto bello questo parallelo , bisognerà pensarci !
    Mangiare è comunque un atto istintivo ed inevitabile , fa parte della nostra “corporeità” o della nostra “animalità” , può intendersi come un gesto di accaparramento , di prepotenza , di egoismo .
    Decidere di nutrirsi del Corpo di Cristo però , si deve intendere in modo opposto . Questo alimento trasforma il nostro corpo e lo rende degno della vita eterna .
    Grazie Don …( se ho capito bene Fabrizio Centofanti è prete ) sarebbe utile un suo commento ulteriore su questo punto

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  11. Barbara

    “l’importante è nascere.”
    Sempre e tutte le volte che si può, perché ciascuno può nascere tante volte in una vita.

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  12. agnese

    Pratticamente tutti si lamentiamo dei problemi nella vita,però guardando la vita di Giuseppe e Maria – anche loro,anche se “scelti” da Dio, non c’è l’avevano la vita facile, con pettali di rose sotto piedi. Anche loro devevano affrontare problemi nella vita, difficoltà,pericolo, a volte anche cattiverie della gente,… Ma hanno affrontato la vita con amore,fede e speranza.Loro sono un esempio per noi. Giuseppe e Maria,eravano due persone,come tutti noi.

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  13. RossellaT

    Perché avrei dovuto, mi chiedi, perché avresti dovuto? Ma perché la vita esiste, bambino! Mi passa il freddo a dire che la vita esiste, mi passa il sonno, mi sento io la vita. Guarda s’accende una luce. Si odono voci. Qualcuno corre, grida, si dispera. Ma altrove nascono mille, centomila bambini, e mamme di futuri bambini: la vita non ha bisogno né di te né di me. Tu sei morto. Forse muoio anch’io. Ma non conta. Perché la vita non muore.
    dal libro “Lettera a un bambino mai nato” di Oriana Fallaci

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  14. F

    Domani : SACRATISSIMO CUORE DI GESU’

    “O Gesù buono, è bella e gioconda cosa abitare nel tuo cuo-
    re! Esso è il ricco tesoro, la perla preziosa che abbiamo
    scoperto nel segreto del tuo corpo trafitto, come nel cam-
    po scavato..”.
    (S.Bonaventura)

    A Te, “cuore del mio cuore”,
    “A te, Signore, ho sollevato l’anima mia.
    E come l’ho sollevata?.Come ho potuto: secondo le forze
    che tu mi hai dato e come mi è riuscito prenderla mentre
    fuggiva”.
    (S. Agostino)

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  15. bortocal

    possiamo trattare un racconto leggendario come se fosse un resoconto storico?

    storicamente il censimento si svolse nel 6 d.C. quando Jeshu aveva già 12 anni.

    certamente Jeshu fu collegato al censimento. che fu l’occasione della celebre rivolta di Judas di Galilea, ma in un modo ben diverso da come questa tradizione ci vuole far credere.

    ricordi che cosa fece Jeshu a 12 anni?

    in nessun caso, comunque, la nascita a Betlemme poteva cambiare lo status di Jeshu di discendente di Davide in linea primogenita, e dunque di legittimo erede al trono di Israele.

    se i suoi genitori si recarono davvero a Betlemme per farlo nascere, questo non aveva niente a che fare col censimento, ma semmai con una volontà di adempiere alle profezie…

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  16. aronne

    “Nell’anno 12 a.C, alla fine del suo consolato, Quirinio appare come l’uomo di punta in tutte le campagne militari e in tutte le questioni orientali. Sottomise tra l’altro le tribù guerriere degli amonadensi. Da alcune iscrizioni, appare chiaro come in Asia Minore egli avesse avuto un ruolo significativo. Se si tiene conto della prassi amministrativa imperiale che prevedeva l’istituzione di un plenipotenziario per tutto l’Oriente, si propone come probabile l’ipotesi che Quirinio abbia ricoperto proprio questa funzione in Oriente dal 12 a. C. al 16 d.C. ed abbia perciò effettuato la prima registrazione, di cui parla Luca. In tal modo, egli poté iniziare l’impresa del censimento ancora ai tempi del re Erode, poté continuarla senza curarsi della temporanea copertura o vacanza della carica di governatore della Siria e finalmente concluderla in pace”.

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  17. aronne

    “E’ evidente come la spiegazione presentata, che in questa sede vuole essere intesa solo come proposta, non pretenda di eliminare ogni dubbio, né addirittura sia in grado di far tacere la critica. Sebbene l’imprecisa conoscenza della situazione storica permetta di trarre delle conclusioni, deduzioni e spiegazioni analogiche, non è possibile naturalmente giungere a un risultato assolutamente stringente. D’altro canto, tuttavia, bisognerà considerare come l’affermazione secondo cui la nascita a Betlemme non sarebbe altro che un theologoumenon, si fondi molto più saldamente su pregiudizi dogmatici che non su fatti storici concreti.

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  18. pam

    Il bello e l’importanza della sinossi dei vangeli è in quell’ abbraccio che con un unico sguardo coglie l’unicità del Vangelo come evento di salvezza, e il fatto essenziale del nascere.
    L’esistenza è un dono ricevuto, siamo al mondo quando veniamo riconosciuti, così come si genera vita nel darsi e nel riconoscere l’altro.

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  19. robysda

    il peccato, nel quadretto della Genesi, consisteva nel mangiare: ora è il figlio di Giuseppe e di Maria che si offre in cibo a chiunque sogni di saziare il desiderio più profondo

    Un suggerimento, questo, da cogliere qualora l’io decida di diventare il noi. Attingere vita da una mangiatoia, contenitore di ogni sentimento, discarica del peccato, altresì scatola di riciclo di energie; lì tutto riconduce all’amore, mettendo a disposizione noi stessi a favore di qualcun altro, affinché ciascuno allevi il proprio cruccio e sopporti meglio il peso del proprio dolore; solo attraverso la condivisione è possibile sfamare la sofferenza, raggiungere la maturità necessaria per dare senso alle proprie carenze, alle attese disattese, trasformando le debolezze in risorse vitali, imprescindibili per iniziare il cambiamento di rotta.

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