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da qui
Pensi alle città che hai attraversato, dove hai vissuto, che hanno visto i tuoi miracoli. Pensi all’amore che Dio sparge nel mondo senza che il mondo se ne accorga, alla cura premurosa del Creatore, che non si accontenta di dare la vita, ma la nutre, la coltiva, la sostiene. Pensi a quanta generosità vada sprecata nei secoli dei secoli, quanti miliardi di uomini e di donne ritengono di essere soli e abbandonati, finendo nella disperazione o nel cinismo; e invece c’è qualcuno che si curva su di loro e vorrebbe salvarli a tutti i costi. Pensi a quale debba essere l’amore del Padre se ha deciso di mandarti allo sbaraglio e di farti ammazzare come un cane; e per giunta ci sarà qualcuno che gli darà del sadico, ignorando quanto dolore abbia dovuto sopportare: quale genitore non si farebbe uccidere, potendo, al posto di suo figlio? Sei preso da uno dei tuoi impeti di rabbia e indignazione.
Guai a te, Corazin! Guai a te Betsaida!
Maestro, che cos’hai?
Poiché se a Tiro e Sidone fossero avvenuti i miracoli accaduti in mezzo a voi, già da tempo gli abitanti, in sacco e cenere, sarebbero cambiati. Perciò la loro sorte sarà meno dura della vostra.
Se hai deciso di terrorizzarli, hai trovato il modo giusto.
E tu, Cafarnao, sarai innalzata fino al cielo? Fino agli inferi sarai sprofondata!
Forse, questa volta, non avrebbero retto alla violenza delle tue maledizioni; ma proprio in quel momento tornano i missionari itineranti: euforici, entusiasti, come volessero riferire di qualcosa che mai si sarebbero aspettati. Ti ricomponi dal tuo accesso d’ira: non capiranno mai che è un atto d’amore pure questo, l’estremo tentativo di toccare chi si rende impermeabile al messaggio di salvezza.
Signore! Anche i demoni si sottomettono a noi nel tuo nome!
Ecco perché stanotte, pregando sul monte, hai visto satana cadere come folgore dal cielo. Qualcosa sta accadendo, pensi: l’ingresso in una fase diversa, in cui la vita nuova comincia a farsi strada. Bisogna essere, ti dici, ancora più attenti e vigilanti. E’ il momento in cui il nemico tenta di rifarsi in qualche modo.
Non gioite per questo, figli miei, ma perché i vostri nomi sono scritti nel cuore di mio Padre e nessuno riuscirà a strapparli.
Come spesso accade, passi dalla collera alla gioia.
Ti ringrazio, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti, rivelandole ai più umili. Così ti è piaciuto, Padre mio: ti lodo per la scelta degli ultimi, di coloro a cui nessuno bada, dimenticati e disprezzati, gli unici che possano conoscerti. Grazie d’aver pensato a loro; solo tu potevi salvarli dalla mancanza di memoria, dall’amnesia terribile dell’umanità.

L’ha ribloggato su Leave me a photoe ha commentato:
Grazie 🙂
“Cosi’ ti e’ piaciuto, Padre mio”
Tra l’indice e il pollice
Ho la penna.
Scaverò con quella.
S.Heaney
il sublime non ha commenti, si interiorizza e…mai basta
“Pensi all’amore che Dio sparge nel mondo (…) ,alla cura premurosa del Creatore,che non si accontenta di dare la vita,ma la nutre,la coltiva,la sostiene”
Ogni genitore che vuole tanto bene ai suoi figli,vuole tutto bene per loro; si prende cura di suoi bambini,vuole insegnare valori giusti nella vita,vuole che suo figlio sta bene.
Uguale nostro Padre Cieleste,Dio,ama suoi figli, sta insegnando noi valori giusti nella vita,vuole che stiamo bene.
Purtroppo noi figli spesso non ascoltiamo genitori e uguale, non vogliamo ascoltare Dio. Spesso vogliamo farsi nostre esperienze, che a volte ci fanno cadere nel male, a volte ci fanno camminare sulle strade sbagliate.
Genitore (Dio) soffre vedendo suoi figli che proseguono la strada sbagliata; ci provano in tutti modi salvare figli dal male. Ma non sempre noi vogliamo tornare…Spesso rispondiamo ai genitori- sono grande e faccio come mi pare.
solo tu potevi salvarli dalla mancanza di memoria, dall’amnesia terribile dell’umanità.
Non di certo il nostro perbenismo o l’ostentazione di una carità che ha voglia di squillare rumorosa, tintinnante, mentre cade all’interno della tromba. Il volersi sentire liberi di professare a tutti i costi una presunta sincerità, senza accorgersi che questa potrebbe mostrarsi esclusione verso l’altro, autogiustificando il nostro comportamento, avvalendoci dell’attenuante della trasparenza, della limpidezza del vivere quotidiano nei confronti di chi vantiamo amico. La sensibilità, spesso, si trova nel silenzio, nel non dire per forza il proprio pensiero, solo per il fatto di sentirsi a posto col mondo – o forse con la nostra coscienza? –; credo che questo possa ferire più di un piccolo glissare davanti a una domanda forse nemmeno accennata!
“l’amnesia terribile dell’umanità”
purtroppo la gente ha dimenticata delle sue radici,ha dimenticata che la “nostra” Terra in verità è di Dio e Lui che ci ha dato permesso di abitare qua. La Terra è di Dio e noi siamo solo ospiti qua,però si comportiamo come proprietari di tutto il mondo.
“l’amnesia terribile dell’umanità”
È meglio, quando si prega, avere un cuore senza parole
piuttosto che delle parole senza un cuore.
(Gandhi)
Ernestina.
Siamo portati a trattare le cose e le persone secondo il valore che gli attribuiamo, spesso restiamo indifferenti e non siamo in grado di provare compassione verso chi soffre, Dio invece non si dimentica di noi ma assieme al figlio ha saputo soffrire per la salvezza dell’uomo.
“Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre vostro celeste li nutre. Non valete voi molto più di loro? (Matteo 6:26).
“Non lasciarvi scoraggiare da coloro che,dalla vita, sono diventati sordi ai desideri più profondi e più autentici del loro cuore”
Giovanni Paolo II
Cercare la propria felicità nell’avere cose materiali è un modo sicuro per non essere felici.
(Papa Francesco, tweet del 15 settembre 2013)
LA VERA GIOIA
(M. Frisina)
La vera gioia nasce nella pace,
la vera gioia non consuma il cuore,
è come fuoco con il suo calore
e dona vita quando il cuore muore;
la vera gioia costruisce il mondo
e porta luce nell’oscurità.
La vera gioia nasce dalla luce,
che splende viva in un cuore puro,
la verità sostiene la sua fiamma
perciò non teme ombra né menzogna,
la vera gioia libera il tuo cuore,
ti rende canto nella libertà.
La vera gioia vola sopra il mondo
ed il peccato non potrà fermarla,
le sue ali splendono di grazia,
dono di Cristo e della sua salvezza
e tutti unisce come in un abbraccio
e tutti ama nella carità.
Per l’umanità, terra affogata nel pianto, per il cuore, deserto d’arsura in
stille di spine e l’inganno della solitudine, per l’uomo, dell’ amoroso pal-
pito, neppure il ricordo e il desiderio sconfinato in luoghi remoti senza
ritorno, sorgerai ancora speranza divina senza richiamo del cuore?
E il Padre così accanto e trafigge con soavità ogni istante l’essere, e
il suo Cristo è grondante nel giardino e il suo Corpo, inchiodato alla
croce, una piena d’ amore.
Perduta gioia divina , germoglio sepolto, attendi farti voce implorante
alla lunga attesa del sorriso di Dio.
Il Signore pensa spesso a noi,siamo Noi che ci dimentichiamo spesso di Lui.Solo quando cadiamo ci rendiamo conto di quanto piccoli siamo lasciandoci trasportare dalla Sua mano verso la salvezza.
Assistere al miracolo dell‘amore che guarisce, anche in un minimo gesto, e non riconoscerne il potere, non diventarne testimoni, è un po‘ andarsela a cercare, in effetti. Certo, quei segni sparsi restano nascosti nella selva di una realtà spesso distante dalle belle parole, e ci sono bisogni e offerte di bene che magari non si incrociano. Il primo passo per farli incontrare forse è proprio quello di chinarsi su chi ci è accanto, renderci attenti verso chi incrociamo. Il mondo non si accorge? Di fronte alla mancanza di bene un non credente cerca di generarlo, un credente si fa strumento di Dio, nella sostanza forse la differenza non è tanta..