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da qui
Ti lasciano ancora insegnare, nelle sinagoghe. Non durerà, lo sai, la tua parola sarà sempre più tagliente e scandalosa, e il tempo rimasto è sottile come un ramo di mandorlo. Ricordi il profeta? Cosa vedi, Geremia? Vedo un ramo di mandorlo, Signore. Un albero che riesce a fiorire nel bel mezzo delle ultime gelate invernali, come ci fosse qualcosa di più forte del freddo della morte. Mandorlo, in ebraico vigilante: nel dolore e nella prova hai bisogno di occhi attenti per trovare uno spiraglio di speranza, per capire che da dietro le nuvole sta spuntando il sole. Cosa vedi, Geremia? Vedo un ramo di mandorlo, Signore. Hai visto bene, perché io vigilo sulla mia parola, per attuarla. Sai bene che è così: nessuno può impedire al Progetto di Dio di realizzarsi; per questo cammini instancabile per le strade polverose, nonostante i rifiuti e l minacce, sebbene il fuoco con cui accendi il mondo si riduca, nelle mani degli uomini, a una scintilla destinata a dileguarsi. Cosa vedi, adesso? Vedo una donna malata da diciotto anni, curva, incapace ormai di raddrizzarsi. Sei tu la sua speranza, lo spiraglio che si apre in mezzo al ghiaccio di un inverno senza fine.
Figlia, sei libera dal male.
Le imponi le mani, come un raggio di sole che si posa su un passero bagnato e intirizzito.
Eccolo il mandorlo che sboccia, che buca la coltre della neve, perché niente può fermare l’avanzata dei colori e degli odori: la vita è più forte di tutto, perfino della morte.
Ma il capo della sinagoga non apprezza: ci sono delle regole e guai a chi trasgredisce.
I giorni nei quali si deve lavorare sono sei: chiedete aiuto in quelli, non in giorno di sabato!
Il ghiaccio preme, in una morsa inesorabile. Cosa vedi, Geremia? Vedo un ramo di mandorlo, Signore.
Sono i colori e gli odori a prestare alla tua voce l’autorità stessa di Dio.
Ipocriti! Non sciogliete, di sabato, l’asino o il bue dalla loro mangiatoia per condurli alla fontana? E questa donna, figlia di Abramo, che da diciotto anni satana ha legato, non doveva essere sciolta più di un asino o di un bue?
Che cosa vedi, Geremia? Vedo un albero, Signore, proprio fuori le mura, e un volto d’uomo che sbianca come un giglio, all’ora nona.

Alberi
“Credo che non vedrò mai
una poesia adorabile quanto un albero.
Un albero la cui bocca affamata sia puntata
contro il seno dolce e crescente della terra;
un albero che guardi a Dio tutto il giorno,
ed elevi le sue braccia fogliari in preghiera;
un albero che possa vestire in estate
un nido di pettirossi fra i suoi capelli;
sulla cui superficie la neve venga deposta;
che respiri manifestamente insieme alla pioggia.
Le poesie sono cucite dai pazzi come me,
ma soltanto Dio può creare un albero.”
J.Kilmer
ALL’ORA NONA
L’ora nona, l’ora di ogni tempo, dei secoli, dell’eternità, l’ora del “giglio che sbianca”nelle tenebre, spogliato mandorlo dei suoi fiori sotto la coltre di neve; l’ora nona, stupore spalancato alla morte e ai rossi “vessilli d’amore”. Vivo, è solo il dolore e il vento affannoso tra le tue braccia e la mia selva di pensieri che sogna di restituirti i sospiri, mia divina Passione.
Il primo giorno dopo il sabato, la Vita sorgerà, e l’Ermon lontano stillerà le sue rugiade per il giardino, Tu sarai un Uomo di luce, fiamme le piaghe, nel primo mattino del mondo.
“Eccolo il mandorlo che sboccia, che buca la coltre della neve, perché niente può fermare l’avanzata dei colori e degli odori: la vita è più forte di tutto, perfino della morte.”
-Anch’io!-
-Anch’io, Signore!-
-Allora facciamolo tutti-
– Come un mandorlo che buca la cotre di neve… e la vita avanza e nessuno può fermarla.-
grazie.
ernestina.
– volto d’uomo che sbianca come un giglio, all’ora nona.
Apparentemente, tutto è perduto, l’Uomo non c’è più: ha anche invocato il Padre, che non è venuto a salvarlo…
Quando tutto sembra finito, quando dolore, paura, morte e disperazione sembrano prendere il sopravvento, l’umanità di Gesù, “giglio sbiancato”, ci ricorda che i nostri limiti si possono superare solo affidandoli al Padre: “nelle Tue mani affido il mio spirito”; in Lui si vedrà la resurrezione, con Lui ogni ramo di giglio, ogni figlio, fiorirà e porterà il frutto della Fede.
“nessuno può impedire al Progetto di Dio di realizzarsi” questa frase mi colpisce molto: quale sarà il progetto di Dio? Domanda quasi blasfema, forse, ma quello che abbiamo sotto gli occhi ogni giorno è la realizzazione di un Suo progetto?
Grazie comunque, Fabri, di tutto questo.
Se ricordo bene, 9 è il numero perfetto per ebrei.
“all’ora nona” -arrivare alla perfezione? Ma forse no,io sono alergica alla perfezione,per me la perfezione è qualcosa noioso,stressante.
“al’ora nona” -cercare il miglioramento per arrivare all’ora nona, per unirsi con la Parola di Dio?
Bello ! Questo post mi colpisce soprattutto l’ultima frase ( un volto d’uomo che sbianca come un giglio, all’ora nona. ) Non so spiegare il perché ma sento che dietro di esso si nasconde un significato più profondo, quasi a dire che in quel volto che sbianca , nasce il simbolo della purezza , dell’amore senza riserve , di un Uomo che ha attirato su di se tutto il peccato per salvarci dalla morte e donarci la vita eterna. Dietro quel volto c’è l’avvenire di un nuovo mondo, nel quale non c’è più lutto , ne affanno , ne morte …ma solo la gioia di aver ricevuto un dono infinito e meraviglioso : Quello della Vita Vera con la quale si sconfigge la morte.
“hai bisogno di occhi attenti per trovare uno spiraglio di speranza, per capire che da dietro le nuvole sta sputando il sole”
mi piace questa frase. E’ vero,perchè senza speranza dove possiamo andare? dove possiamo arrivare? E’ la speranza che mette in moto la nostra vita.
Dobbiamo imparare vedere la speranza in ogni dolore,ogni buio o la tempesta di nostra vita, perché “da dietro le nuvole sta spuntando il sole” sempre.
Il MANDORLO
“Il tempo rimasto è sottile come i rami di un mandorlo”. Non si può fermare il vento dello Spirito che gioisce sui suoi passi:
“Innamorato, Signore, vai
nell’alto mattino per i campi”.
..” al di là della siepe”,
a seminare. E’ tempo che il seme si rinchiuda nel suo nido d’amore a covare la vita, e poi ramifichi a cercare il tuo cielo.
“Affrettiamoci ad amare, le persone se ne vanno presto”, anche Tu preso dall’ansia dei giorni, Tu, che nell’eternità ami con Fuoco che incendia, hai voluto chi conoscesse questo divino mistero, qualcuno simile a Te, figli d’uomo come Te, il Primogenito, e vuoi farlo in fretta, perchè il “tempo rimasto è sottile come i rami di un mandorlo”, e porterai via, nuovamente, Amore, ” il cielo che avevi portato con Te”.
Grazie d. Fabrizio.
Una pagina meravigliosa.
http://www.youtube.com/watch?v=L4txsN3XlRA
“egli sarà come un albero piantato lungo i corsi d’acqua”
Grazie Fabry. Ma grazie anche a Sparz che, con occhio da scienziato, pone la domanda fatidica. Ah, il progetto di Dio! Se riuscissimo a intravederlo, come sarebbe più convinta la nostra adesione! Ma quanto sarebbe inferiore il nostro merito.
„Il profeta parla a nome di un Dio carsico, invisibile, che si fa strada anche quando appare, allo sguardo, un deserto inospitale.“
(F. Centofanti, Non superare le dosi consigliate)
Per questo, oggi più che mai, servono questi rivelatori d’acqua sotterranea, corrieri del cielo a consegnarci messaggi e istruzioni per guardare più in là dell‘ oscurità.
Eccolo il mandorlo che sboccia, che buca la coltre della neve, perché niente può fermare l’avanzata dei colori e degli odori: la vita è più forte di tutto, perfino della morte.
Dopo l’ora nona c’è l’alba del terzo giorno, c’è l’Amore che dona una vita nuova.