1999 – di Domenico Trischitta

1999di Massimo Maugeri

Ogni anno è diverso dall’altro, ma ce ne sono alcuni – di anni – che entrano nell’immaginario collettivo e che già, di per sé, sono dotati di una potenza evocativa intrinseca, a prescindere da qualunque evento possa capitare nel corso del loro svolgimento. Uno di questi è il 1999: l’anno che chiude le porte del secolo breve e funge da viatico al 2000; l’anno della «paura atavica», quello che segna il passaggio dal primo al secondo millennio. Non è un caso che l’anno in questione abbia ispirato “Spazio 1999”: la famosa serie televisiva serie televisiva di fantascienza ideata nel 1973 da Gerry e Sylvia Anderson e incentrata su un evento apocalittico di fine millennio. E come non ricordarsi del cosiddetto Millennium bug (baco del millennio): nome attribuito a un potenziale difetto informatico che avrebbe potuto manifestarsi al cambio di data, dalla mezzanotte del 31 dicembre 1999 al 1º gennaio 2000, nei sistemi di elaborazione dati di tutto il pianeta.
Premesse le suddette considerazioni, un’opera letteraria come la nuova di Domenico Trischitta (già autore del romanzo “Una raggiante Catania”, Excelsior 1881), intitolata per l’appunto “1999” e giunta di recente in libreria per i tipi di un nuovo marchio editoriale (Il Garufi, pagg. 114, € 12), non può non destare la nostra attenzione e curiosità. Si tratta di una raccolta di quarantaquattro racconti brevi, collegati tra loro, impreziosita dalla presentazione di Giuseppe Manfridi e dalla postfazione di Manlio Sgalambro e dotata di una struttura narrativa ben congegnata, suddivisa nelle seguenti parti: Viaggi, Città, Speranze, Illusioni, Certezze e (naturalmente) Fine del Millennio. Sei categorie che fanno da sfondo alle rapide pennellate letterarie dello scrittore e drammaturgo catanese; sei aspetti della vita capaci di influenzare le nostre scelte e da cui – a volte – può dipendere il nostro destino. Storie di quotidiane inquietudini e aspettative; narrativa di viaggi e mezzi di trasporto (il treno, l’aereo), di luoghi (spiagge, stazioni, porti, giardini, motel), di città (Roma, Nizza, Vienna, Parigi, Siena, Barcellona), di speranze che si rivelano illusioni (l’attesa, l’amore, la solitudine, la povertà, il sogno), di pensieri che diventano certezze e del tempo che spinge verso una fine che coincide con un nuovo inizio. Per quarantaquattro volte il lettore che si addentrerà tra le pagine di “1999”, salirà sull’originale e guizzante navicella narrativa di Domenico Trischitta per spaziare su situazioni, ricordi, immagini da condividere. Come scrive Sgalambro nella postfazione del libro, “le righe di questi racconti di Trischitta sono rivoli preziosi. Acqua lustrale. Sono questi gli effetti che desta. Siano ricordi o sensazioni. Emozioni che sciolgono, per un istante, anche ciò che ha indurito chi è vissuto”.

[La prefazione del libro è disponibile qui]

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