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da qui
Arrivò la conferma che eravamo sulla strada buona e con essa, neanche a dirlo, fioccarono gli attacchi del demonio.Si dice che faccia le pentole e non i coperchi, ed è così. Ti colpisce nei punti più sensibili, ma proprio il suo accanirsi dimostra che hai imboccato la giusta direzione. Capimmo che l’assenza di ostacoli è un segno sicuro di distanza dal volere di Dio, il quale non coincide col successo, ma col vincolo di pace in fondo al cuore. Un’espressione ricorrente, alla fine delle mail inviatemi da lei, era proprio la promessa di Gesù: vi lascio la pace, vi do la mia pace. Ricordai la metafora di un santo: il demonio è come un cane rabbioso legato alla catena; non morde, se non ci avviciniamo. Pensavo anche al ricco apparato militare sfoggiato nel capitolo sesto di Efesini: l’armatura di Dio, la corazza del diritto, lo scudo della fede, l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito. L’epoca in cui vivevamo aveva archiviato l’aspetto della lotta, senza la quale la fede è incomprensibile. Bastava un colpo d’occhio alle vite dei santi: chi di loro non aveva sostenuto le battaglie più terribili con quello che i padri definiscono il nemico della natura umana? Consolava ritrovarseli compagni di cammino, nella sfida da accettare le ferite per amore della vita inaugurata dal Battesimo. Compresi anche la logica di dare il sacramento così precocemente: perché ritardare la nascita, sapendo che non dalla carne né dal sangue, ma da Dio veniamo generati, come spiega il Vangelo di Giovanni? A un tratto ci vedevo, lo spirito tornava ad affacciarsi, coglievo la pienezza sconosciuta a chi vive di sola umanità, sentivo spezzarsi le catene che m’avevano impedito di alzarmi e scorgere la lama di luce dell’alba della domenica mattina. I cani abbaiavano, come quelli immortalati nella grande vetrata della chiesa, ma ormai non potevano toccarmi: c’è un odio che esiste soltanto se lo ascolti, se cedi all’abbaglio di prenderlo per vero.

“VI LASCIO LA PACE VI DO LA MIA PACE”:
è l’Amore, “Signore nostro Padre felice”, che parla agli uomini di un dono infinito, parte del suo essere, il profondo mistero divino della dimensione inimmaginabile.
La pace dove non c’è turbamento, non la sottrazione della sofferenza, è mistero che trasfigura il più oscuro destino in “dolore luminoso”, dove a malapena si intravede l’ inafferabile disegno di Dio e dove “l’anima fa sangue al suo gioco” mentre cerca nelle ferite, tracce d’amore.
La pace meta divina, volo dello spirito nella dimensione della quiete anche quando si è alla deriva della vita, così bella e così corrotta dal peccato che porta ai confini della solitudine, mentre “in tutte quelle cose c’eri/mi correvi dentro/come proprio il significato stesso/dei significati”.
Amore che mi donasti tutto Te, anche Tu, Gesù, frutto dolce, germogliato da rivoli di sangue: “luogo d’incontro tra Dio e l’uomo”, senso di ogni vita, ragione di quanto esiste, orizzonte sconfinante l’oltre e invasione impetuosa di soavità nell’ universo del cuore.
L’ODIO
Guardate com’è sempre efficiente,
come si mantiene in forma
nel nostro secolo l’odio.
Con quanta facilità supera supera gli ostacoli.
Come gli è facile avventarsi, agguantare.
Non è come gli altri sentimenti.
Insieme più vecchio e più giovane di loro.
Da solo genera le cause
che lo fanno nascere.
Se si addormenta, il suo non è mai un sonno eterno.
L’insonnia non lo indebolisce ma lo rafforza.
Religione o non religione –
purché ci si inginocchi per il via
Patria o no-
purché si scatti alla partenza.
Anche la giustizia va bene all’inizio.
Poi corre tutto solo.
L’odio. L’odio.
Una smorfia di estasi amorosa
gli deforma il viso.
Oh, quegli altri sentimenti –
malaticci e fiacchi!
Da quando la fratellanza
può contare sulle folle?
La compassione è mai
arrivata per prima al traguardo?
Il dubbio quanti volenterosi trascina?
Lui solo trascina, che sa il fatto suo.
Capace, sveglio, molto laborioso.
Occorre dire quante canzoni ha composto?
Quante pagine ha scritto nei libri di storia?
Quanti tappeti umani ha disteso
su quante piazze, stadi?
Diciamoci la verità:
sa creare bellezza
Splendidi i suoi bagliori nella notte nera
Magnifiche le nubi degli scoppi nell’alba rosata.
Innegabile è il pathos delle rovine
e l’umorismo grasso
della colonna che vigorosa le sovrasta.
È un maestro del contrasto
tra fracasso e silenzio
tra sangue rosso e neve bianca.
E soprattutto non lo annoia mai
il motivo del lindo carnefice
sopra la vittima insozzata.
In ogni istante è pronto a nuovi compiti.
Se deve aspettare aspetterà.
Lo dicono cieco. Cieco?
Ha la vista acuta del cecchino
e guarda risoluto al futuro.
– lui solo.
Wislawa Szymborska
finchè cane abbaia, non morde
“Un cuore riconoscente non è solo la più grande virtù, ma la madre di tutte le virtù.”
Cicerone
” C’e’ un odio che esiste soltanto se gli dai ascolto”..vero, facciamo cassa di risonanza,gli diamo forma e sostanza,ci trasformiamo in quel cane rabbioso ,legato a catena..in quei momenti solo il “discernimento ” puo’staccarci dal guinzaglio-catena..
L’ha ribloggato su conilcuore.
Ad un tratto ci vedevo…….. Aldilà di tutti gli orrori, vi sono sempre i sorrisi dei bambini, la crescita della vegetazione anche dalle ceneri vulcaniche, la realizzazione di molti sogni audaci, la bellezza delle intelligenze e dei tramonti , e l’amore umano .L’amore ci appare nascosto e silenzioso e spesso lo riteniamo minoritario o estinto: è un abbaglio, una convinzione negativa. Come si fa ad essere uomo? Gesù risponde con un verbo : tu amerai cioè .un’azione al futuro che durerà quanto durerà il tempo,non un obbligo, una necessità per vivere,
Il diavolo attacca in punti deboli- normale. Perché per sconfiggere una persona sempre si cerca suoi punti deboli, indifesi. Dio invece cerca di allenare nostre debolezze per poter difendersi dal avversario.
in questo periodo il diavolo la fa da padrone e non se ne va anche invocando La Madre!