15. Molecole

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da qui

Ascoltavo una conferenza del nostro autore spirituale preferito e mi colpì l’affermazione che è impossibile dirsi cristiani senza la presenza dello Spirito.
Un dato scontato, si direbbe; ma il mondo ci spinge su piani razionali, tecnologici, scientifici: ciò che conta è studiare, elaborare competenze, come unica via per approdare al vero. Poi si ricorre, necessariamente, all’armamentario classico della spiritualità: la preghiera e i sacramenti, la meditazione e le opere di bene. Ma l’asserzione categorica mi toccò nel profondo. Come vivere la fede quotidiana senza il soffio vitale comunicato all’uomo il sesto giorno? La scienza ne faceva a meno; si vantava di contare su criteri empirici, escludendo ogni altro aleatorio contributo. A che portava una tale impostazione, che aveva contagiato anche i credenti? A una umanità materialista, arrogante e vanitosa, nei gesti esteriori, e interiormente fragile, impaurita e diffidente, incapace di conoscere e trasmettere se stessa. Lo Spirito ricevuto da don Mario mi consentiva, miracolosamente, di raggiungere il cuore della gente; avrei dovuto lasciare che invadesse la mia vita, ne impregnasse ogni scheggia spazio-temporale, generasse una persona intrisa, in ogni sua molecola, di Dio. Il Signore voleva condurci a questa meta, passo dopo passo: l’avversario si dannava per confondere le acque, sparigliare le carte, mettere zizzania. Ma il Progetto non poteva fallire, come promesso all’inizio della storia.

7 pensieri su “15. Molecole

  1. agnese

    “La fede è conoscenza di Cristo, un ricordo vivente dei suoi comandamenti e una verità da mettere in prattica”

    Giovanni Paolo II

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  2. riccardo ferrazzi

    Sono d’accordo con te, Fabry, a dispetto dei tantissimi che non ci credono più. Perfino un agnostico confesso e professo come Shakespeare dichiarava che “ci sono più cose tra cielo e terra di quante ne conosca la tua filosofia”. Ma forse, se si è arrivati a certi punti di agnosticismo, non è soltanto “colpa” della scienza: anche la Chiesa è stata un po’ reticente a proposito dello Spirito. Ormai le descrizioni favolistiche, le parabole, le metafore, non bastano più. Ci vogliono descrizioni nuove, più concrete (ammesso e non concesso che si possa parlare dello spirito in modo concreto). Insomma: bisogna far concorrenza alla scienza sul piano dell’esegesi. La Chiesa potrebbe benissimo farlo, ne ha tutti gli strumenti. Eppure non lo fa. Si limita a predicare la bontà e la fratellanza. Ma lo Spirito è un’altra cosa.

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  3. F

    LA PRESENZA DELLO SPIRITO
    Lo Spirito Santo, miele della bocca di Dio, vincolo d’amore del Padre col Figlio, ardito volo sugli abissi della creazione a noi si muove con amore inesprimibile, fa di peccatori santi e di uomini figli, si fa voce e gemito e soave sospiro che avvolge, solleva e unisce, con ineffabile ardore, nel medesimo respiro di Dio.

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  4. agnese

    “è impossibile dirsi cristiani senza la presenza dello Spirito”

    Lo Spirito ci sta sempre con noi (intorno/ dentro di noi) , solo che spesso noi abbiamo difficoltà di sentirla. Non è la mancanza dello Spirito ma nostra mancanza di ascolto.

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