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da qui
Che stessimo sulla strada giusta lo dimostravano anche le critiche crescenti.
Guai se diranno tutti bene di voi: Gesù conosceva, per esperienza personale, la tentazione dell’idolatria, e metteva in guardia dal cercare il consenso della gente. Del resto, lo Spirito va nella direzione opposta della carne, ha esigenze diverse, obiettivi incompatibili con essa. Avevamo previsto da tempo di gettare il classico sasso nello stagno, e l’ipotesi si verificava. Ricominciavo ad assaggiare il gusto della libertà, l’autonomia dal giudizio degli altri. Il vangelo rompe, senza tanti complimenti, con i luoghi comuni, sferza il dogmatismo ottuso del politicamente corretto d’ogni tempo. La fede è libera adesione e richiede di disfarsi di tutte le zavorre di un’idea psicosomatica del mondo. Solo cessando di proiettare sul soffitto paure e desideri della nostra volontà potevamo sfondare la porta che mette in contatto con il cielo. Pensavamo allo scompiglio portato da Cristo nel cuore dell’istituzione: un’onda anomala capace di sconvolgere secoli e secoli di pratiche intrecciate con fini inconfessabili. Era il momento di riaccendere il sogno di una chiesa rinnovata, disposta a trasmettere il disegno autentico di Dio, un Progetto di nuova umanità. Ciò contrastava platealmente col criterio mercantile di una società refrattaria alla vera libertà, perché un uomo emancipato dal regime del profitto è un rischio per la quiete pubblica, un esempio nefasto per la massa informe dei clienti-modello. Toccava a noi riesumare la voce profetica di quelli che avevano minato le trionfali architetture del pensiero dominante, smantellando la cultura del si pensa così, perché altrimenti non c’è posto nella nostra cricca.

“Sembra che siamo in guerra, Chiaro che siamo in guerra, ed è una guerra di accerchiamento, ognuno di noi assedia l’altro ed è assediato, vogliamo abbattere le mura dell’altro e mantenere le nostre, l’amore verrà quando non ci saranno più barriere, l’amore è la fine dell’assedio.”
Jose’ Saramago
La cricca si riconosce sempre e nel momento del bisogno scompare !Dobbiamo assolutamente capire che solo il Signore non ci abbandona mai se Lo sappiamo riconoscere
” La fede è libera adesione , e richiede il disfarsi di ogni zavorra, di qualunque idea psicosomatica del mondo”…
Da qui, Fabrizio, da qui, come sempre Tu dici
La grazia incommensurabile di Dio …Fa crescere fiori , dal fango..
Ma bisogna crederci. Desiderare di essere fiori…
Svuotarci..Farci “recipienti” di altro contenuto..
Non possiamo soltanto “parlarne”…
La fede è coraggio. Molto coraggio..E Azione..
Grazie, come sempre
Liliana
L’ONDA ANOMALA
Arriva sempre da qualche parte un’onda che fa macerie nei ricordi di un’armonia originaria, e c’è un’Onda, divinamente Anomala, che giunge sul seno della terra con la pienezza del cielo. Stravolgendo il pensiero con autorità proclama: “vi hanno detto.. Io vi dico”: “progetto di una nuova umanità” chiamata allo sradicamento della vecchia mentalità in orizzonti sconfinanti nell’assoluta novità, un uscire dalla terra dell’uomo per entrare nei territori del Regno: esodo dalla carne allo spirito.
Tu, Signore Gesù, non sei della terra ma il Santo nel respiro d’Amore che non ha “reputato un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio, ma spogliato della gloria”, incarnato, “ha aperto la sua bocca in parabole per proclamare cose nascoste sin dalla fondazione del mondo”, sei al cuore, Amore, la seduzione di un incredibile scompiglio.
“Dio stesso non giudica nessun uomo prima che sia arrivata la fine dei suoi giorni. Perché dovremmo essere più precipitosi noi?”
Samuel Johnson
Sulla scia dell’omelia, grazie di cuore d.Fabrizio.
IL SEMINATORE
La tua Parola, una profusione di semenza
in manciate colme, primizie dello Spirito
disperse sulla mia terra arida.
Sei sul mio cuore di pietra
una prodigalità regale di semi e perle
in conchiglie d’oceani celesti perchè Tu vi germogli.
Trapiantato d’altre terre sui miei rovi,
se fossi terra buona, spigherei
in frumento, Pane di Dio,
distesa alla tua mietitura.
“l’autonomia dal giudizio degli altri”
a me fa sempre arrabbiare quando qualcuno dice: ma cosa penseranno altri?! Rispondo- io vivo per me stessa non per opinione di altri. Non me importa cosa altri dicono di me, perché sempre si trova qualcuno per dire qualche cattiveria. Importante è vivere in pace con se stessa, con sua coscienza.
Ricordo una volta, stavo viaggiando con pullman. Dietro di me ci stava una che continualmente parlava male di tutti che conosceva: questa è così e così, questa è così e così,… E così parlava per mezz’ora. Non si poteva più sentirla. In certo punto arrivata ad un nome si è fermata dicendo: no, di questa non ho niente da dire, si sembra una brava persona.
Vero, che dolore! O si parla male di altri o non si dice niente.
Per caso non è in moda parlare bene di altri?!
Io invece penso che si dovrebbe di più parlare bene delle persone, come un esempio che vivere giusto è la cosa bella e buona e non fa male per altri e per la propria vita.
A bambini sempre stavo insegnando, quando si stavano giustificando che altri pure hanno fatto così, dicevo- tu non devi coppiare questo che sbaglia, tu hai tuo cervello, lo sai cosa è giusto e devi comportarsi in modo giusto, così presenti la tua forza.
“Più ci saranno gocce d’acqua pulita, più il mondo risplenderà di bellezza.”
Madre Teresa di Calcuta
Da questo blog si fa’ sempre piu’ chiaro in me il vero significato ( non il concetto ) di liberta’, che non e’ cercare di rendersi slacciati da situazioni o persone cogenti che possano condizionare la tua vita, questo non si puo’ evitare o almeno non e’ stato mai cosi’ per me. Credo che per essere veramente liberi lo si debba sentire nello spirito scegliendo di credere fermamente solo in cio’ che conta veramente al di fuori dallo psicosoma del mondo che pure puo’ davvero far male, proprio con la fede e il coraggio di un surfista che voglia cavalcare un’onda anomala.
@Gum
Pienamente d’accordo!
2 Cor. 3, 17 “Dove c’è lo Spirito del Signore, lì c’è libertà”
“La cricca” quanto male può fare!
Essere liberi di agire e di pensare, senza ferire nessuno, è la libertà che non ha prezzo.
ernestina
Cricca, setta, circolo chiuso, tutti con la stessa divisa del guerriero pronto a rubare la vita dell’altro, per riorganizzarla, metterla a posto, se non altro per difenderla , magari dalle insidie di un peccato che continua ostinato, a sognare il servizio al posto del potere. Le parole sfuggono senza freni, gli esempi di trasparenza sono sempre più necessari perché si possa guarire dal male del tradimento, perché anche una cattiveria giocattolo può colpire e ferire a morte come un’arma vera e propria.
Credo, anzi man mano cerco di apprenderlo da chi me lo ha insegnato e me lo insegna, che l’incontro con la guida interiore del Bene, nel dialogo con la coscienza profonda, ci dia la fiducia in noi stessi sia per accogliere con stabile serenità e autonomia ciò che ci arriva dall’esterno – anche se questo non impedisce che ci siano parole e gesti che magari ci possono ferire -, che l’umiltà dell’ascolto, del confronto, e del saper ricevere dall’ altro.
E’ una spada ben portata quella che rovescia il tavolo e sferza al dialogo fra coscienze e con la propria.
Sono fendenti dolorosi e inutili quelli sferrati quando si sostiene di avere sempre la verità in tasca.