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da qui
La standardizzazione viene meno a uno dei principi fondamentali del vivere comune, la giustizia, che consiste nel dare a ciascuno ciò di cui ha bisogno. Persino nella prassi assistenziale si rischia di prendere abbagli incomprensibili, fornendo sostegni che non servono, in quanto si ignorano i problemi. Chi ha a che fare ogni giorno con i poveri sa bene che significhi trovarsi senza alloggio, da un momento all’altro, o stroncati dall’arrivo di bollette inaspettate o incalzati da mali curabili soltanto con farmaci costosi. Gesù ha modi ironici per stigmatizzare i tentativi improvvidi dell’uomo: Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo porta via qualcosa dal vestito e lo strappo diventa peggiore. (Mt 9,16). Se mancano motivazioni sufficienti, una vera empatia con chi si aiuta, si fanno, non di rado, danni maggiori di un’azione apertamente ostile o indifferente. Per ispirarsi, basterebbe osservare la natura, in cui emerge la cura di ogni singolo dettaglio, come fosse un’opera uscita dalle mani di un artista; i Salmi del Primo Testamento sono colmi di stupore di fronte al suo spettacolo: Quanto sono grandi, Signore, le tue opere! Tutto hai fatto con saggezza, la terra è piena delle tue ricchezze (Sal 103,24). E l’uomo, sia nel Primo sia nel Nuovo Testamento, è al vertice della creazione: piuttosto che insistere sulla linea di ecologismi esasperati, sarebbe logico tenere conto di priorità dettate solo dal buon senso; per chi è impegnato a salvare la gente dalla fame, reggere spot pubblicitari su cibi prelibati per cani o gatti domestici e viziati è un compito non facile. Sarebbe da citare, in proposito, una frase di Gesù estrapolata dal vangelo di Giovanni: «Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio». Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: Io ho detto: voi siete dèi? (Gv 10,33-34).

Non è forse scritto nella vostra legge: Io ho detto: voi siete dei?
Essere dei: questo è essere messi sul piano di Dio ed essere in Lui identificati. Dio, poi, si pone sul piano umano e s’ identifica nell’uomo fino al punto che: avevo fame, sete, e mi avete dato ristoro. Gesù, perfezionatore della legge, vuole gli uomini su altezze divine, fino al punto di essere: una cosa sola con noi, come Io sono in Te e Tu in me. L’Amore cerca reciprocità e amore su tutti i fronti: amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, l’anima e le forze e il prossimo come -Io- vi ho amati, perchè è alla umanità l’abbraccio più forte di Dio, e “santo è il tempio di Dio che siete voi”.
Come arrivare a tanta chiarezza di carità in questa “terra intrisa dal pianto” di Cristo! “è la sua carne il punto d’incontro” per la quale “tutte le stagioni/ stillano pece” e alla mia indifferenza “mi fa dentro il deserto”.
IL Vangelo è “di cose pacifiche e dolci, lieto messaggio e agevoli incontri, di lacrime asciugate e rassegnazioni sante” ma anche di una realtà che mette in crisi e non da pace finquando, l’avara coscienza, non esca dalla solitudine e sposi una totale volontà d’amore. Mi vestisti di Te: voi siete dei, perchè ancora non opero come Te per essere simile a Te!
Come posso perdere la fede nella giustizia della vita quando i sogni di chi dorme tra le piume non sono più belli dei sogni di chi dorme per terra?
Kahlil Gibran
«Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio».
Questo è il grave problema di sempre ..se non ti metti nei “panni dell’altro” spesso pontifichi a tua insaputa! peggio ancora quando lo fai per sentirti un piccolo dio!
dobbiamo meditare tanto su questo problema, è davvero una cosa grave che ci può far morire più di di una lama affilata di un coltello. Lo facciamo tutti e ” tutti i giorni! e non ce ne accorgiamo più.
ernestina
spero di accorgermene sempre prima! con l’aiuto di Dio.
“La povertà non è opera di Dio ma il risultato dell’egoismo umano”, ha detto Giovanni Paolo II.
E anche nel Vangelo è scritto ” Chi ha due mantelli, lo dà uno…”
Ma noi, così tanto si stiamo preoccupando di accumulare i beni per noi stessi e non riusciamo neanche essere felici di questo che abbiamo. Possiamo eventualmente anche aiutare altri, basta che per noi non manca.
Chi di noi è capace come questa vedova dal Vangelo, condividersi con uno sconosciuto con ultimo pezzo di pane che ha fatto con suo ultimo etto di farina e l’olio?!
“La terra ha risorse sufficienti per i bisogni di tutti, ma non per l’avidità di tutti.”
Mahatma Gandhi
Come migliorare la vita sul questo mondo?
Non c’è bisogno di fare grande cose, è più facile che si sembra.
Jean Marie Domenach ha detto in modo semplice:
“Non si tratta di pensare di più, quanto di pensare diversamente.”
“Quanto bene possiamo fare con il buon esempio e quanto male con l’ipocrisia.”
Papa Francesco