19. Profezie

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La persona, dunque, va trattata bene, a motivo della sua dignità: anche l’uomo più derelitto della terra ha diritto all’onore e al rispetto. Il discorso di papa Francesco ai movimenti popolari, in questo senso, ha qualcosa di rivoluzionario. Lavoro, terra e casa, dice il pontefice, sono diritti sacri e inalienabili. Stigmatizzando la mancanza di lavoro come la povertà peggiore, si schiera per la rivendicazione di una paga degna, di un’adeguata copertura pensionistica e della possibilità di avere un sindacato. S’indigna per la disoccupazione giovanile e la mancanza di diritti, frutto di un sistema che mette il denaro sopra l’uomo, creando la (in)civiltà degli scarti sociali, così ben rappresentata dai cartoneros che stanno ad ascoltarlo, e che vivono cercando tra i rifiuti dei più ricchi. La società dello scarto tende a eliminare chi non è utile al sistema: i bambini, i giovani, gli anziani, sacrificati agli idoli della ricchezza e del potere. Bisogna agire con una mentalità comunitaria – dice il papa -, pensando alla vita di tutti e non all’accumulazione dei beni di qualcuno. Una messa in discussione della proprietà privata che nasce dallo sfruttamento, a cui è giusto reagire con le armi del bene e della non violenza. Un programma comunista, si direbbe, se il pontefice non avesse precisato che è il programma del vangelo. La dignità dell’uomo va rimessa al centro e su questa bisogna costruire; Bergoglio ricorda le virtù necessarie per costruire il mondo nuovo: coraggio, intelligenza, tenacia non fanatica, passione non violenta; gli unici strumenti capaci di pensare e promuovere una cultura dell’incontro, che accoglie lo straniero e nega ogni forma di discriminazione o intolleranza. Solo attingendo all’inesauribile energia del mondo degli esclusi può nascere il Regno di Dio e la sua giustizia, di cui parlava il Cristo; solo ridando voce a chi l’ha persa potrà risuonare, sulla terra, l’eco liberante e viva della profezia.

7 pensieri su “19. Profezie

  1. robysda

    Ci sono mattine che ti alzi dal letto come fosse l’ultimo giorno della vita. Non ti spieghi perché, ma è come se le cose ti venissero incontro con un’aria tutta nuova Sono sempre le stesse: la baracca è la baracca, il campo pieno d’erbacce è il campo d’erbacce cui hai dovuto abituarti, da quando il papa ha trasferito qui la cattedra gloriosa di San Pietro. Ti chiedi ancora se sia matto: in fondo, ce ne sono tanti, cosa impedirebbe che un pontefice lo fosse? E poi, a Gesù, non davano del matto?

    Salva l’Anima
    F. Centofanti

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  2. ema

    Voi che vivete sicuri
    Nelle vostre tiepide case,
    Voi che trovate tornando a sera
    Il cibo caldo e visi amici:
    Considerate se questo è un uomo
    Che lavora nel fango
    Che non conosce pace
    Che lotta per un pezzo di pane
    Che muore per un si o per un no.
    Considerate se questa è una donna,
    Senza capelli e senza nome
    Senza più forza di ricordare
    Vuoti gli occhi e freddo il grembo
    Come una rana d’inverno.
    Meditate che questo è stato:
    Vi comando queste parole.
    Scolpitele nel vostro cuore
    Stando in casa andando per via,
    Coricandovi alzandovi;
    Ripetetele ai vostri figli.
    O vi si sfaccia la casa,
    La malattia vi impedisca,
    I vostri nati torcano il viso da voi.

    Primo Levi

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  3. agnese

    Le persone più felici non sono necessariamente
    coloro che hanno il meglio di tutto,
    ma coloro che traggono il meglio da ciò che hanno.
    La vita non è una questione
    di come sopravvivere alla tempesta,
    ma come danzare nella pioggia.

    Kahil Gibran

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  4. Ernesta Scappaticci

    “anche l’uomo più derelitto della terra ha diritto all’onore e al rispetto.”
    Aggiungo solo questo: SEMPRE NON S-CORDIAMO-LO MAI.. SOLO nessuno dovrebbe mai e poi mai SOLO-

    Questa è un lunghissima poesia! non ricordo di aver mai letto delle righe così belle; così belle,che le imparerò a memoria, per poterle” dire” a chi non viene qui con noi.

    ernestina non ci lasciare mai soli, tu sei il mio angelo custode e quando leggo mi sembra di poterti confessare ogni mio dolore,o ogni mia gioia.

    a presto Don, auguri per il tuo premio( batto le mani) e per il tuo nuovo incarico, che Dio ti mandi ogni bene!

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  5. agnese

    Leggendo questa pagina ci stavo pensando: si parla continuamente di ingiustizia umana, tutti applaudono che è vero, ma qua non si cambia niente. Dove stiamo arrivando?!
    Però poi ho pensato: giusto,bisogna parlare, parlare continuamente, senza stancarsi, così c’è di più la possibilità che finalmente scatta la scintilla che accende il fuoco del Bene e del Amore.

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