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da qui
Se trattiamo di violenza e reazione alla violenza non possiamo non parlare della guerra. Oggi basta poco perché deflagri a livello generale, con conseguenze incalcolabili. Il finale surreale del romanzo La coscienza di Zeno rischia di trasformarsi in verità: “Forse traverso una catastrofe inaudita prodotta dagli ordigni ritorneremo alla salute. Quando i gas velenosi non basteranno più, un uomo fatto come tutti gli altri, nel segreto di una stanza di questo mondo, inventerà un esplosivo incomparabile, in confronto al quale gli esplosivi attualmente esistenti saranno considerati quasi innocui giocattoli. Ed un altro uomo fatto anche lui come tutti gli altri, ma degli altri un po’ più ammalato, ruberà tale esplosivo e s’arrampicherà al centro della terra per porlo nel punto ove il suo effetto potrà essere il massimo. Ci sarà un’esplosione enorme che nessuno udrà e la terra ritornata alla forma di nebulosa errerà nei cieli priva di parassiti e di malattie”.
Da qualche tempo si sente l’espressione “guerra giusta”, contraddetta nei fatti dai contesti noti del commercio delle armi e del giro d’affari che ha sempre sostenuto e alimentato i peggiori massacri della storia. E’ giusto, invece, quello che promuove e favorisce la vita in tutte le sue declinazioni: la lotta alla povertà, alla malattia, a ogni forma di miseria fisica, psicologica e spirituale che colpisce l’uomo e le sue comunità. Stanare la violenza che è in ognuno di noi, rifiutarla in nome dei principi di accoglienza, fraternità, condivisione, significa invertire una rotta che conduce a un drammatico naufragio. Solo nel momento in cui si riconosce, a livello personale e mondiale, che la violenza viola ingiustamente l’essere e i valori può darsi l’avvento di nuovi paradigmi d’incontro e convivenza, scongiurando gli effetti letali dello scontro di civiltà e dei fondamentalismi politici, sociali, religiosi. Solo allora, per parafrasare Svevo, un uomo fatto come tutti gli altri, nel segreto di una stanza di questo mondo, ritroverà un esplosivo incomparabile capace di abbattere ogni muro: una miscela di amore e di giustizia, di fede, speranza e carità.

” perché forte come la morte e’ l’amore”
Ct 2,8
“Un cristiano porta pace agli altri. E non solo pace, ma anche amore, bontà, fedeltà e gioia.”
Papa Francesco
Secondo me Papa Francesco fa un bel lavoro per riunire popolazioni nel Amore e Pace. A tante persone si sono aperti occhi e cuore per credere che amore è più importante dei beni materiali.
Ma per proclamare Amore e Bene non è sufficiente una sola persona, ci vogliono le forze di noi tutti, che con nostro esempio portiamo il Bene, amore, pace, perdono agli altri.
“L’unica guerra che vale la pena di combattere. In risposta all’odio che ci circonda, non solo quello che arriva da lontano, ma anche quello che viviamo nella nostra vita quotidiana, trovo sollievo in queste straordinarie parole di Atenagora.
Bisogna fare la guerra più consistente
che è la guerra contro noi stessi.
È necessario giungere a disarmarci.
Io ho combattuto questa guerra per molti anni.
È stato terribile. Molto terribile.
Ma posso affermare che adesso sono disarmato.
Non ho paura di niente e di nessuno;
l’amore allontana la paura.
Sono disarmato
dal voler avere ragione,
dal giustificarmi
screditando gli altri.
Non mi chiudo nel mio castello
né m’inorgoglisco delle mie ricchezze.
Accolgo e condivido.
Non mi aggrappo assolutamente
alle mie idee e ai miei progetti.
Se mi si presentano
proposte migliori o almeno buone
Le accetto senza alcun impedimento.
Ho rinunciato a fare confronti.
Ciò che è buono, vero, reale, per me è sempre il meglio.
Per questo non ho paura.
Quando non si possiede nulla
non si ha paura di nulla.
Se uno si disarma,
se smette di possedere,
se si apre al Dio fatto uomo
che fa nuove tutte le cose,
allora Egli fa sparire
il passato negativo
e ci apre il panorama
di un tempo nuovo
in cui tutto è possibile.”
Massimo Cerofolini