[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=qXk5pGl2mGM]
da qui
Descrivendo la persona, don Mario Torregrossa considera le tre dimensioni del corpo, della mente e dello spirito.
Per lui, in ogni uomo è presente, per natura, l’elemento dello spirito, che genera attrazione verso l’uno, il bello, il buono e il vero.
Non è detto che queste potenzialità si traducano necessariamente in atto, perché tutto passa per la scelta libera dell’uomo.
La natura, quindi, orienta agli attributi dell’essere, ma senza automatismi, come avviene nel caso dei bisogni fisiologici.
L’educazione ricevuta nell’infanzia è decisiva, in questo senso, perché quanto i genitori insegnano ai bambini, e soprattutto l’esempio dato loro, influirà sullo sviluppo delle potenzialità, dando luogo a persone equilibrate o carenziali. Le esigenze dallo spirito sono meno immediate di quelle del corpo e della psiche, ma altrettanto imprescindibili: il trascurarle impoverisce la persona e ne rende impossibile la realizzazione. Bello, buono, vero e uno sono valori primari come quelli materiali, e si dovrebbe abituare il bambino a coltivarli con la stessa cura assegnata all’igiene, allo sport, all’istruzione.
La visione di don Mario richiama da vicino autori ben noti della psicologia umanistica, quali Rogers, Frankl e Maslow, e ha punti di contatto col metodo analitico junghiano. Colpisce, in lui, l’impostazione logica e apparentemente schematica, che si rivela, alla lunga, un punto forte: la semplicità dei passaggi favorisce un approccio naturale alla molteplicità e contradditorietà dell’esperienza, per coglierne, in uno sguardo d’insieme, il senso e la coerenza superiori.

Ode alla semplicità
Semplicità, io ti domando,
mi hai sempre accompagnato?
E ora, di nuovo t’incontro
seduta sulla mia sedia?
Oggi giorno
non vogliono più accettarmi
con te,
mi guardano di sbieco,
si domandano chi è
la chioma rossa.
Il mondo,
mentre ci incontravamo
e ci riconoscevamo,
si riempiva di stupidi
tenebrosi,
di figli di frutta pieni
di parole
come i dizionari,
pieni di vento
come un ventre che ci vuol giocare
un brutto tiro,
e ora che arriviamo
dopo tanti viaggi
siamo fuori posto
nella poesia.
Semplicità, che cosa terribile ciò che ci succede:
non vogliono riceverci
nei salotti,
i caffè sono pieni
dei più squisiti
pederasti,
e io e te ci guardiamo in faccia,
non ci vogliono.
Allora
ce ne andiamo
sulla spiaggia,
nei boschi, di notte
l’oscurità è nuova,
ardono appena lavate
le stelle, il cielo
è un campo di trifoglio
turgido, scosso
dal suo sangue
ombroso.
Di mattina
andiamo in panetteria,
il pane è tiepido come un seno,
odora
il mondo di fresco
pane appena sfornato.
Romero, Ruiz, Nemesio,
Rojas, Manuel Antonio,
panettieri.
Come sono simili
il pane e il panettiere,
com’è semplice la terra
di mattina,
più tardi è ancora più semplice,
e di notte
è trasparente.
Per questo
cerco
nomi
fra l’erba.
Come ti chiami?
chiedo
a una corolla
che d’improvviso
piegata a terra fra le pietre povere
s’è arsa come un lampo.
E così, semplicità, andiamo
a conoscere
gli esseri nascosti, il segreto
coraggio di altri metalli,
a guardare la bellezza delle foglie
a conversare con uomini e donne
che soltanto per essere tali
sono insigni,
e di tutto,
di tutti,
semplicità, mi fai innamorare.
Vengo con te,
mi immergo nel tuo torrente
di acqua chiara.
E allora protestano:
Chi è costei
che va con il poeta?
Noi non vogliamo avere
nulla a che fare
con quella provinciale.
Ma se è aria, è lei
il cielo che respiro.
Io non la conoscevo o non la ricordavo.
Se mi hanno visto
una volta
andare con misteriose
odalische,
si è trattato soltanto di tenebrose
distrazioni.
Ora,
amor mio,
acqua,
tenerezza,
luce luminosa o ombra
trasparente,
semplicità,
vieni con me per aiutarmi a nascere,
per insegnarmi
un’altra volta a cantare,
verità, virtù, fonte,
vittoria cristallina.
Pablo Neruda
Siamo divisi tra il bene e il male, ascoltiamo sussurri del bene e del male e dipende da noi cosa vogliamo seguire, quale strada scegliere, il bene o il male.
A volte si definisce una persona che è cattiva dalla natura, ma non è così, questo è una persona che ha scelto di seguire il male, e spesso senza rendersi conto dal suo incubo.
Lo Spirito, mi ha fatto questo miracolo: ” CI VEDO, io ci vedo!”
“La semplicità dei passaggi favorisce un approccio naturale alla molteplicità e contradditorietà dell’esperienza, per coglierne, in uno sguardo d’insieme, il senso e la coerenza superiori.”
ernestina.
Io credo io amo io spero: Don Mario Torregrossa. Peccato non riaverlo anche solo per un secondo… vorrei dirgli tante cose , ma la prima sarebbe sicuramente, ho un angelo custode che mi insegna la Tua strada, avevi ragione quando gli dicevi:” tu hai un dono sei un grande predicatore!”