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da qui
Dunque. Dolce & Gabbana la pensano così: sono gay e non posso avere un figlio; non si può avere tutto, dalla vita; ci sono cose non modificabili, e una di queste è la famiglia. Nasciamo da un padre e da una madre: è un atto d’amore, irriducibile ai cataloghi o alla chimica.
Un’opinione rispettabile, un punto di vista fra i tanti che si sentono o leggono in giro per il mondo. Ma il pensiero unico reagisce: bisogna boicottarli. Non possono parlare così. Devono pensarla come noi. Fare la fine di Barilla.

Non so se il gusto della polemica, molto italiano, sia semplicemente questo (il piacere di sparlare, appunto) oppure nasconda un problema serio e profondo: la mancanza di educazione al pensiero e alle opinioni altrui. Da parte mia, condivido quello che dice lo stilista ma, in questo specifico caso, sono anche in parte d’accordo con l’esatto opposto. Si tratta di punti di vista – e non di leggi matematiche, che presuppongono un teorema e i suoi corollari.
“Resta con noi Signore, la sera”.
Caro Massimiliano,
non esistono quasi pensieri ed opinioni che non abbiano conseguenze sul piano pratico, conseguenze non solo su noi stessi, ma anche sugli altri. Dunque esprimersi in proposito, attirare l’attenzione su possibili conseguenze dagli aspetti problematici è o almeno può essere qualcosa di diverso dal puro amore per la polemica o dalla mancanza di rispetto per le sensibilità altrui.
Un caro saluto,
Roberto
Chissà se nella prossima collezione troveremo una maglietta con l’immagine di una famiglia composta da due papà e un bimbo.
Gentile Robysda,
cogli un punto notevole: già ora i due stilisti predicano in un modo e razzolano in un altro. Evidentemente cuore e portafoglio non battono dalla stessa parte.
Ciao,
Roberto
Comunque credo che il “punto” di questo post sia l’atteggiamento di boicottare un pensiero. Non è corretto … Quasi mai.