79. Il Bene

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Il cammino dell’uomo. Da tempo consigliavamo di leggere l’aureo libretto di Martin Buber, che in sei tappe preparava interiormente ed esteriormente all’avvento di Cristo. Capire la vita come itinerario diventava sempre più urgente in una società che ormai girava su se stessa, intorno al proprio ombelico, sempre più ripiegata sul mito tecnologico dell’auto realizzazione, che immancabilmente diventava auto gratificazione, ruminamento onanistico dei quattro piaceri che avrebbero dovuto riempire la vita con un gioco di prestigio. Ma la vita presentava il conto, tanto più salato quanto più ci si faceva prendere nelle spire implacabili di un edonismo letale. Era un dono della Provvidenza, dunque, il percorso di catechesi che portavamo avanti in quel periodo: la proposta di un passaggio graduale e profondo dai vizi alle virtù, come don Mario aveva insegnato con un esercizio geniale: scrivere in cima a un foglio uno dei vizi capitali e poi trarne una catena di conseguenze, che mostravano con incontrovertibile chiarezza dove il tutto andava a parare. La stessa cosa faceva con le virtù. Solo così “il cammino dell’uomo” diventava un passaggio consapevole da un’atmosfera all’altra, dalla melma del peccato all’aria pura e stimolante della vera conversione, quella che desidera il Bene, e ne fa la meta più agognata della propria vita.

2 pensieri su “79. Il Bene

  1. la funambola

    io Credo che l’Amore ci liberi dall’amore

    io Credo che Dio ci liberi da dio

    io prego Dio e l’Amore

    io Prego

    e basta

    molti baci “eretici”

    la funambola

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