
I gusti sono un mistero senza fine. Quando sento che dalla macchina accanto proviene un ritmo assordante e sempre uguale, fatico a dargli il nome di musica. Eppure quel giovane è visibilmente soddisfatto, a volte quasi in estasi. Lo stesso ragionamento vale per le altre arti. Nel blog in cui scrivo da dieci anni, la poesia più letta – oggi si dice “più cliccata” – è Valentino. E dire che c’è il fior fiore della produzione poetica mondiale.
Non parliamo dell’architettura. Certe chiese moderne sembrano scatolette da supermercato: per coerenza, il sistema di apertura della porta dovrebbe essere la chiavetta della carne Simmenthal.
Dopo aver fatto una visita agli Uffizi, è difficile sopportare la vista di sculture moderne che ingombrano strade e piazze di città. Sembra che la bruttezza sia diventata un ingrediente indispensabile per dimostrare il genio dell’artista. O sono brutte per me?
Mi chiedo come sia possibile far collimare i gusti della gente. Prima ci si riusciva meglio: il centro storico delle città italiane mette tutti d’accordo. Si può discutere se sia più bella Santa Maria del Fiore o la Piazza dei Miracoli, ma viaggiamo a livelli oggi ineguagliabili. È un’idea mia?
Una cosa è certa: tra la nona sinfonia di Mahler e l’heavy metal c’è un abisso incolmabile. O sono io a vederla in questo modo?
La conclusione logica è che ognuno di noi si chieda, in completa autonomia: cos’è bello per me? E che ascoltiamo musica in stanze differenti.

L’opinione diversi , la libertà di scelta per tempi diversi e nuovi pensieri credo sia giusto, anche allora lo hanno vissuto, il Rinascimento era una risposta a un precedente movimento.
Ma credo sia l’atteggiamento della stanze, dei scompartimenti, dei margini che definiamo a chi no la pensa come noi.
Quella nostra libertà che limita quella del mio fratello.
Penso che a Gesù, oggi, dopo tanti passi in avanti ci direbbe, “ma come non avete capito???”.
La varietà, i diversi sapori della vita, anche questo è bellezza. Per poter scegliere bisogna conoscere un po’ tutto. Fortunatamente l’amore è per tutti i gusti ed entra in tutte le stanze.
Purché sia bellezza in grado di rovesciare il mondo. Altrimenti non può che finire nella stanza dei rifiuti.
La stanza della gioia….un altro modo di vedersi dentro, nel profondo e vedere fuori, dove gli occhi, a volte, faticano a vedere.
https://youtu.be/vSPYFTeSmDU
Tutti i gusti sono gusti, come si dice.
Eppure anche Vittorio Sgarbi ha affermato: “Le chiese moderne sono orribili. Non c’è più legame tra arte, bellezza e sacro. Del resto siamo in un’epoca senza identità né tradizione”. Ed estendendo la critica alll’arte in generale: “lo stato dell’arte è disperante”.
Mi è parso di sentir dire che l’arte sia ,da sempre,l’espressione dell’animo dell’uomo,della società, dell’epoca!
Mi sembra di poter sottoscrivere l’affermazionedi Clown:
In quanti ancora, oggi ,sono alla ricerca della Bellezza che possa rovesciare il mondo?
Per tutto questo logorio,oggi,il mondo, sta semplicemente ‘sottosopra’!!!