
La mia stanza è piena di sorprese. Stando seduto al tavolo, se mi volto leggermente a destra, vedo un bicchiere bianco e verde colmo di rosari e altri oggetti religiosi. Sul lato visibile c’è una scritta che non ammette repliche: “He will send his angels to watch over you”. So di avere l’angelo custode, e spesso invoco San Michele, quindi capisco perché la tazza – o il boccale, fate voi – ha resistito all’ultimo trasloco.
Dirigendo lo sguardo a sinistra, vedo un’icona che un’ex parrocchiana ha voluto lasciarmi prima di morire. Rappresenta i misteri di Cristo. Lei faceva i turni in segreteria e ci sosteneva con i tornei di carte. Immagino che dall’aldilà mi passi ogni tanto la carta giusta per battere il demonio. Del resto era un’abile giocatrice di bridge, che significa ponte.
In basso a destra, c’è una confezione di Baygon per formiche e scarafaggi. È un’arma letale, che mi suscita sensi di colpa per piccole stragi, forse inevitabili. Giorni fa, in visita a Rebibbia, discutevo con un agente di custodia sugli animali inutili e nocivi. Lui voleva convincermi che le zanzare non servono e fanno solo danni; io ribattevo che sono la cena per i pipistrelli, la cui utilità è eliminare le zanzare. Un cortocircuito da vertigini, che non mi impedisce di ricorrere al Baygon e colpire crudelmente, con un retrogusto di lacrime di coccodrillo.
Sempre a destra, ma un poco più in alto, c’è un immagine di don Tonino Bello. È appoggiato a una pila di album con foto di don Mario, quasi a indicare le fondamenta più adatte per la vita.
La foto di mio padre, invece, si regge grazie alla discografia completa di De André: l’autorità e la ribellione vanno spesso a braccetto, come facce di una stessa medaglia.
Davanti a me c’è Lui, l’unico Oggetto che non guardo, ma da cui sono guardato: non sono io che mi chiedo da dove provenga o perché l’abbia messo proprio lì. È Lui che mi sussurra: dove sei? Ed è grazie a questa sua domanda che ogni volta mi ritrovo.

A me capita di essere io a chiedergli: “dove sei?”quando violenza e morte sembrano farla da padrone.
Ho notato che mi risponde solo in un caso: se la mia voce è un sussurro umile, e mai quando diventa un grido di accusa .
Ogni stanza ha il proprio poster preferito appeso alla parete: la domanda e’ la stessa per ogni stanza.
E se invece chiedesse: “sei ancora qui?”. Forse ti vuole via, per il mondo, lasciando tutto, perfino De Andre’.
la fatidica domanda a cui normalmente rispondiamo farfugliando…
Quando senti la voce di Dio che parla al tuo cuore, e sei certo della sua provenienza, non puoi che seguirla, anche se la strada che ti indica è difficile e controcorrente.