
Torno a guardare la fotografia: lui sta pregando, è concentrato, come stesse trasmettendo qualcosa di ineffabile, incomprensibile per me, racchiuso a mia volta in un momento mistico improbabile, forse preoccupato di sbagliare, di scordare le parole, di compiere un gesto per un altro. La posta in gioco è immensa: una svolta di quelle da cui non si ritorna, neanche volendo, perché nulla sarà mai come prima, dopo aver controfirmato il documento. Forse penso a quello che mi lascio dietro, o a quello che mi aspetta, nell’istante in cui passato e futuro si combattono in assenza di un esito preciso, perché entrambi lontanissimi, irreali. Ciò che resta è il presente appeso a un filo, come un ponte gettato sopra il nulla, un salto fissato per sempre da una vecchia polaroid.
La vera foto è questa: la mia immagine fermata in un mondo senza nomi, né vie, né segni di riconoscimento. Mi tocca procedere a tentoni, decifrando gli eventi che non sono più catalogabili nelle solite forme, e richiedono uno sguardo rinnovato, capace d’inquadrare sfumature finora sconosciute. Che si possa restare qui per sempre, in un flash privo di qualsiasi relazione con il prima e il poi, nello slancio che ha la forza di un inizio, ma anche la paurosa debolezza di una meta ignota?
Ecco, ha staccato le mani. Lo fisso negli occhi, ancora assorti. Non avevo sognato. L’istante eterno è diventato un’altra volta tempo, spazio del vivere e dell’esserci. Giovanni Paolo II mi ha guardato per un attimo, e per sempre: i suoi occhi sono ancora nei miei, ventun anni dopo, in una foto che non può ingiallire.

Bellissima l’immagine che questo scritto trasmette al lettore;
Da l’impressione di essere stati presenti al momento di quel flash ,che imprime quel momento su quel pezzo di carta lucida…che non potrà mai ingiallire!!!
Una cosa penso: la luce sparata dalla Polaroid in quell’istante quel bagliore,come un fulmine,ti ha impresso una immagine indelebile,incancellabile,…perpetua,
nel profondo dell’anima,nel cuore,nell’essere,nello spirito…come
un marchio a fuoco….il FUOCO DELLO SPIRITO DI CRISTO…che ancora arde nel personaggio della foto;
fuoco vivo,che infiamma i cuori di tutti coloro che questa “foto” riescono ad incontrare,ad ascoltare, a seguire….!
In un passo del Vangelo,quella donna era certa della salvezza solamente toccando il lembo del Suo vestito…e noi abbiamo la fortuna di imitare quella donna,
ancora oggi ,dopo 21 anni!!!
Grazie rabbi’,grazie maestro;…
che bella “l’invenzione della polaroid””!!!
È rimasto impresso sulla carta ciò che si è capito con il cuore. Da allora in poi, tante buone foto, senza rullino.
Certi istanti sembrano svolgersi fuori dal tempo, chissà, forse perché esprimono una parte di noi così profonda e autentica, che sono e saranno per sempre parte della nostra identità, in questa vita e nell’eternità.