
Il filo rosso della vita è Dio. Spesso non ce ne accorgiamo. Ogni tanto si riaffaccia, come un fiume carsico che era sparito e a un certo punto toh! eccolo lì, che te l’eri scordato.
Dio è il fiume carsico che si affaccia e riaffaccia, che continuamente si propone, senza imporsi, senza invadere la privacy.
Nell’Apocalisse c’è una bella immagine: io sto alla porta, e busso.
Certo, dopo decenni di testimoni di Geova, di Vorwerk Folletto, di proposte di ditte alternative, facilmente si diffida di chi suona alla porta. Dio accetta anche questo. A volte, scostando leggermente la tendina, lo vediamo lì, che aspetta. Il postino suona sempre due volte, Lui soltanto una. Poi, però, ripassa; scosti la tenda e dici: ancora lì?
L’amore è bussare alla porta, aspettare, e accettare che l’altro non ti apra, come fossi un nemico, o almeno un seccatore. Dio è il filo rosso della vita: torna e ritorna, perché ha qualcosa d’importante da comunicare. Non lasciarlo fuori fino all’ultimo, perché vuole dirti chi sei. Come ho scritto una volta, la porta del Regno si apre solo dalla nostra parte.

Insegnami la dolcezza ispirandomi la carità, insegnami la disciplina dandomi la pazienza e insegnami la scienza illuminandomi la mente.
S. Agostino
dopo le parole di S:Agostino sopra ricordate da ROBYSDA non c’è nulla da aggiungere, solo aprire mente e cuore.
la porta del Regno si apre solo dalla nostra parte
« L’uomo è dotato di ragione, e in questo è simile a Dio, creato libero nel suo arbitrio e potere ».
Sant’ Ireneo di Lione
La porta
Davanti alla mia porta
si fermano i passanti per guardare,
taluno a mormorare:
<>.
Povera porta mia!
Grande portone oscuro
trapunto da tanti grossissimi chiodi,
il frusciare più non odi
di sete a te davanti.
Dagli enormi battenti di ferro battuto
che nessuno batte più,
nessuno ha più battuto
da tanto tempo.
Rosicchiata dai tarli,
ricoperta dalle tele dei ragni,
nessun ti aprì da anni e anni,
nessun ti spolverò,
nessun ti fece un po’ di toeletta.
La gente passa e guarda,
si ferma a mormorare:
<>.
A.Palazzeschi
Davanti alla mia porta
si fermano i passanti per guardare,
taluno a mormorare:
“là, dentro quella casa,
la gente è tutta morta,
non s’apre mai quella porta,
mai mai mai “.
Povera porta mia!
Grande portone oscuro
trapunto da tanti grossissimi chiodi,
il frusciare più non odi
di sete a te davanti.
Dagli enormi battenti di ferro battuto
che nessuno batte più,
nessuno ha più battuto
da tanto tempo.
Rosicchiata dai tarli,
ricoperta dalle tele dei ragni,
nessun ti aprì da anni e anni,
nessun ti spolverò,
nessun ti fece un po’ di toeletta.
La gente passa e guarda,
si ferma a mormorare:
“là, dentro quella casa,
la gente è tutta morta,
non s’apre mai quella porta,
mai mai mai “.
“L’amore è bussare alla porta, aspettare, e accettare che l’altro non ti apra”
Che bello !!!
Grazie don Fabrizio!!!