
Uno scherzo interessante sarebbe fingersi una statua – come quelle che si vedono nei centri storici, che prendono vita all’improvviso – e ascoltare i discorsi che si fanno per non essere sentiti. È curioso notare che siamo fatti a strati, come cipolle, e comunichiamo a ognuno una certa percentuale della nostra persona e della nostra storia. È inevitabile, ma crea imbarazzi, distanze, pregiudizi. Se l’altro mi conosce solo in superficie, tra noi ci sarà sempre il mare del non detto, saremo isole da cui scambiamo messaggi in bottiglia che rischiano di perdersi, o peggio, di confondersi tra loro: sono le sabbie mobili dei pettegolezzi, delle maldicenze, in cui il groviglio diventa inestricabile, non ricordi più nemmeno cosa, a chi e in che modo hai riferito. La vita a cipolla è un dato ineluttabile, ma bisogna conoscerne i risvolti perché non faccia lacrimare. Grazie a Dio c’è una statua vivente che ascolta tutto quello che diciamo, e ci assicura che quanto sussurriamo in segreto sarà gridato sui tetti. È la bella trasparenza di Dio.

La trasparenza
È il nulla che alla vista si frappone
e c’è se sai che non la puoi guardare.
Ciò che rende fidate le persone,
quelle su cui tu sai che puoi contare.
La puoi trovar negli occhi di un bambino,
come nell’aria tersa di montagna.
In uno sguardo puro e cristallino,
nell’acqua di un ruscello che ti bagna
È tipica dell’animo sincero
di chi lascia sia messo in evidenza
ciò che lui percepisce come vero,
degno della totale trasparenza.
Ma senza fare alcuna selezione
grave danno può far la verità.
Anche se giusta era l’intenzione
talvolta è meglio un po’ d’opacità.
G. Abbamonte
In effetti, un certo grado di stratificazione nei rapporti interpersonali è necessario, fa parte della complessità della persona e delle sue relazioni, che si pongono a diversi livelli di profondità.
Altra cosa è l’ipocrisia. Forse, senza neanche rendercene conto, alle volte capita di scivolare in questa brutta dimensione.
Meno male che c’è qualcuno che è sempre pronto a far cadere le nostre maschere, e a farci sentire amati così come siamo, anche quando noi stessi non riusciamo a farlo.
altro che cipolla…intanto conoscere se stessi…impresa già ardua…e poi siamo sempre gli stessi?