Il tema


Il tema in classe è un genere letterario intramontabile. L’arte dell’insegnante consiste nel proporre tracce che risveglino, nello studente, la capacità di vedere le cose in modo personale. In questo senso, anche a noi farebbe bene. Gli argomenti non mancano, ma vanno scelti con cura. Ricordo vagamente quelli assegnati da bambino: la mia famiglia, i miei nonni, una vacanza. I risultati erano cronache prive di spessore, una piatta descrizione di tratti neutri e concentrati di abitudini: il padre che lavora, la madre che cucina, litigi o giochi tra fratelli. Pensiamo a come sarebbe diverso, oggi, il nostro svolgimento: ne uscirebbe un romanzo, una saga sul tipo dei Buddenbrock, o dei Guermantes. Questo è il motivo per cui i temi si danno ai piccoli e agli adolescenti, che hanno poco da dire, a meno che non si chiamino Giacomo Leopardi o J. R. R. Tolkien, che scrisse la sua opera prima tra i sei e i nove anni. La vita ci raffina, ci rende più complessi: per questo, oggi, un testo breve può emergere soltanto da minuscole porzioni di mondo. Ma può darsi anche il contrario: affrontare argomenti universali esprimendoli in pochissime parole, come fossimo ancora quei bambini chini sul banco, con gli occhi nel vuoto, alla continua ricerca di una perduta verità.

4 pensieri su “Il tema

  1. robysda

    Una perduta verità

    O forse nascosta. Da cercare o ricercare con la nostra esistenza, con con più o meno parole, fino a raggiungere l’incontro. La nostra estro- intro versione ci rende più o meno loquaci, piuttosto che riflessivi, secondo come vanno i giorni che forgiano la vita. Molto sta nel saper accogliere e offrire parole e/o gesti, anche in seconda battuta, quando la Verità si affaccia per addrizzare il tiro e non mandarci fuori tema. Credo che l’importante sia accorgersi della Sua presenza.

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  2. N&N

    come fossimo ancora quei bambini chini sul banco…

    Bello questo finale!
    Il bambino che è in noi cerca nella vita le tracce di un un senso, un filo d’oro che diventi trama, nel tentativo di afferrare il segreto che lega fra loro cose apparentemente distanti e inconciliabili, per scoprirne la celata armonia.

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  3. Marco Marziali

    Leggere i miei temi in classe in cucina davanti al caminetto con mio padre appena tornato dal lavoro, mia nonna che faceva finta di sorprendersi immersa tra gli scampoli di abiti da confezionare in perenne ritardo, mia madre indaffarata in cucina e i miei fratelli un po scocciati un poco curiosi, è un ricordo indelebile che ancora mi accompagna….mi accompagna nei miei ” temini ” di oggi che ora parlano di storie in corsia o di figli o di cibo o di proposte politiche assurde o di sacerdoti scrittori, di ascensori di acciaio di autunno, di Marcovaldo, di Chopin dei miei amici, di prosa scambiata per poesia di un racconto perso per un preludio, di Florestan Eusebius e Cloquette del Carneval op 9 della pazzia di Schumann e del suo quarto dito, dell’amore di una donna, Chiarina, per il delirio del suo uomo.
    Ora quei piccoli temi non li legge nessuno. La casa sulla collina è chiusa
    Il caminetto solo. Mia nonna e mio padre sono partiti per sempre.
    L’estate in inverno sta per cominciare. Ho deciso di venire da te.

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