
Fame, sete: sono queste le sensazioni che ci contraddistinguono. È una verità ratificata dalle Beatitudini: beati voi, che adesso avete fame, perché sarete saziati.
All’inizio non si capisce bene di che fame, di che sete si tratti. Si inseguono il piacere, il potere, il possesso. Ci si perde in labirinti senza uscita, perché psiche e corpo, spesso, aspirano a quello che in teologia si definisce “cattivo infinito”, l’avidità insaziabile dei sensi.
Poi, a poco a poco, ci scopriamo esseri relazionali, a cui occorre guardare nello specchio dell’altro per sapere chi siano. Ancora una volta, proviamo il dolore di non essere capiti, di rimanere soli nella folla, di non trovare una risposta ai nostri desideri più profondi.
Finché non ci capita di specchiarci in Lui, nel Figlio di Dio, e ogni cosa torna al posto giusto: il dolore c’è, ma è una nota fra tante, e con le altre forma una struggente sinfonia.
Solo allora la terra assetata si riempie di brina, e sazia la sua fame di sole.

Fame, sete, dolore, morte…Qualcuno gratuitamente ci offre la soluzione…e noi facciamo un gran fatica per credeGli..forse perchè la nostra ragione o meglio la nostra presunzione non vuole ammettere la nostra limitatezza…in certe occasioni sembra che capitoliamo ma poi tutto ritorna come prima…specchio mio specchio….