
Non ho tempo. Lo ripetiamo per tutta la vita, certe volte.
Si considerano impedimenti dirimenti l’esistenza frenetica, la moglie, il marito, i bambini da curare, vestire, educare, per quel poco che si può e si salva dall’idrovora degli atti narcisistici, un tweet, un post su Facebook, il daffare che risucchia nel vortice infinito dell’effimero.
Non ho tempo, devo andare in palestra, alla sauna, sto facendo il solitario, non lo vedi?, l’ultimo giochino sullo smartphone, Candy Crush Saga, promemoria: hai un evento.
Non ho tempo. Dio ti aspetta alla porta, per darti quello che non avresti mai immaginato di ricevere, la favola che diventa realtà, il sogno che si avvera, finalmente: eccolo, è là, a portata di maniglia. Gli aprirai?
Sto giocando a Ruzzle, non ho tempo.
Archivio mensile:Gennaio 2018
La scommessa

È nota la scommessa di Pascal: credere in Dio perché, comunque sia, è un vantaggio. Se esiste, ho indovinato; se non esiste, ho vissuto bene coltivando la virtù, che è benefica in se stessa.
Ho sempre avuto un’allergia per il cosiddetto pensiero positivo. Si tratta di attitudini mentali che rivelano presto la loro inconsistenza, lasciando più vuoti di prima. C’è chi ha costruito fortune sullo spaccio di questa cianfrusaglia, senza che alcuno gli abbia chiesto i danni.
L’ottimismo autentico non nuoce a nessuno. Scommettere su Dio, ha intuito quel genio, non presenta controindicazioni: non c’è un bugiardino con una serie di effetti secondari, capaci di turbare l’animo più impavido.
Dubiti che esista Dio? Fa’ come se ci fosse.
È il consiglio di Gesù alla mistica Gabrielle Bossis, che ispira molti di questi aforismi quotidiani.
