
Vogliamo vedere: è un segno del nostro materialismo incorreggibile, o del nostro ateismo. Perché Dio non si vede. Dio nessuno l’ha mai visto, dice Giovanni nel Vangelo. Cristo era visibile, allora; ma oggi neanche Lui. Come amare qualcuno che non vedo? È la sfida della vita, la cosiddetta prova. Ed è questo l’amore che Dio chiede, che predilige più di ogni altra cosa. Se c’è una vittoria che conta, è amare e non vedere: non si vede bene che col cuore, come ha scritto qualcuno.

…come dire…L ‘ essenziale è invisibile agli occhi….Grazie per avercelo ricordato.
“Sebbene avesse compiuto tanti segni davanti a loro, non credevano in Lui ….se foste ciechi, non avreste alcun peccato, ma siccome dite: noi vediamo , il vostro peccato rimane”…i miracoli non hanno mai convinto nessuno…dopo tutto quello che ha fatto l’hanno lasciato solo…ci vuole lo S.S. che si mette in comunicazione con il nostro spirito e allora a quel punto vediamo che il suo Amore è per sempre…
Grazie Che bella sfida! Il senso della sfida ce lo ha insegnato molto bene Madre Teresa essere come lei sarebbe un sogno che ho nel cuore Ernestina
Inviato [email protected] iPhone Ernesta scappaticci @yahoo.it
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L’occhio interiore, l’occhio della fede, è quello che permette di vedere nell’oscurità e nelle tenebre, è la stella polare che indica la direzione anche quando si naviga di notte.
C’è’ bisogno del buio per vedere le stelle.
In alcuni momenti é come se lo vedessimo. Lo sentiamo e la gioia è immensa.
Poi non lo “vediamo” più, é una mancanza infinita. La preghiera diventa arida e forzata. Siamo noi che ci chiudiamo o è Lui che vuole provarci?