Nel dolore occorre unirsi a Gesù. Non c’è sofferenza che non possa corrispondere alla sua. Quando tutto viene a mancare, bisogna prendere Dio, dice il Cristo alla Bossis. Per darlo agli altri.
4 pensieri su “Prendere Dio”
Alfonso Matrella
…allora la mia anima intravide la salvezza…
Solo quando si tocca l’altra riva, o almeno la si vede prossima, dopo che si è toccato il fondo, si può pensare all’anima degli altri. Quante ne potremmo salvare! La nostra preghiera è un contributo decisivo, se la eleviamo dal centro di noi stessi. Tutto è unito, nell’ottica di Dio: pensare all’altro, pregare per lui, lasciarlo sbocciare al mondo nuovo.
Da quando ho avuto la certezza che l’anima emerge dal colloquio con Gesù, presento a Lui le persone che vedo nel bisogno: parlandoci, si scopre che Dio non è mai sazio di salvare, e bisogna approfittarne.
” L’amore è anche la fonte più ricca del senso della sofferenza, che rimane sempre un mistero: siamo consapevoli dell’insufficienza ed inadeguatezza delle nostre spiegazioni. Cristo ci fa entrare nel mistero e ci fa scoprire il « perché » della sofferenza, in quanto siamo capaci di comprendere la sublimità dell’amore divino.”
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…allora la mia anima intravide la salvezza…
Solo quando si tocca l’altra riva, o almeno la si vede prossima, dopo che si è toccato il fondo, si può pensare all’anima degli altri. Quante ne potremmo salvare! La nostra preghiera è un contributo decisivo, se la eleviamo dal centro di noi stessi. Tutto è unito, nell’ottica di Dio: pensare all’altro, pregare per lui, lasciarlo sbocciare al mondo nuovo.
Da quando ho avuto la certezza che l’anima emerge dal colloquio con Gesù, presento a Lui le persone che vedo nel bisogno: parlandoci, si scopre che Dio non è mai sazio di salvare, e bisogna approfittarne.
P.s.
(non peram in compresa est!!!)
(Err. corrige: …conspersa est)
(non è farina del mio sacco)
” L’amore è anche la fonte più ricca del senso della sofferenza, che rimane sempre un mistero: siamo consapevoli dell’insufficienza ed inadeguatezza delle nostre spiegazioni. Cristo ci fa entrare nel mistero e ci fa scoprire il « perché » della sofferenza, in quanto siamo capaci di comprendere la sublimità dell’amore divino.”
S. Giovanni Paolo II (Salvifici Doloris)