La poesia della settimana. Edgar Lee Masters

Lo sconosciuto

Voi anime che mirate in alto, ascoltate
la storia di uno sconosciuto
che qui giace senza una lapide che segni il suo posto.
Quand’ero un ragazzo senza regole e capriccioso
vagabondavo con un fucile in mano nella foresta
vicino alla dimora di Aaron Hatfield,
e ho sparato a un falco appollaiato sulla cima
di un albero morto.
Quello cadde con un grido gutturale
ai miei piedi, con l’ala spezzata.
Allora l’ho messo in una gabbia
dove ha vissuto molti giorni stridendo contro di me
quando gli offrivo il cibo.
Tutti i giorni io cerco nei rami dell’Ade
l’anima di quel falco,
perché vorrei offrirgli l’amicizia
di un uomo che la vita ha ferito e l’ha ingabbiato.

Edgar Lee Masters, Antologia di Spoon River, Corriere della Sera, 2012, p. 171.

2 pensieri su “La poesia della settimana. Edgar Lee Masters

  1. S&R

    Questi versi toccano corde profonde…tutti, in fondo, abbiamo ferito e ingabbiato la vita, in un modo o nell’altro. Vedere ciò nella sua nuda verità apre le porte al pentimento, e al desiderio di riscatto, che può consistere soltanto nel donare l’amore nascosto nel profondo dell’anima.

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