
Gesù insiste molto con Gabrielle sul fatto di rivolgersi a Lui in semplicità. Pensiamo, spesso, di doverlo fare con un linguaggio mediato, in forme preconfezionate. Ci convinceremo del contrario, prima o poi: Gesù tiene più di quanto immaginiamo al nostro affetto.

La personale competizione con se stessi, l’essere o l’apparire;
Offriamoci a Gesù “al naturale” , nella schiettezza, nella ingenuità, anche infantile, del nostro essere,e farsi prendere per mano da Lui; suoi seguaci, come i dodici di quei tempi, dove forse uno o due, a malapena, sapevano scrivere:
Il loro ‘meglio’ lo davano come pescatori.
Con i sette Doni che riceviamo nel Suo Spirito c’è anche la Scienza,… non ne facciamo presuntuosamente la nostra “onniscenza”
offriamoci a LUI semplici, liberi, con l’animo libero da pregiudizi, puliti dentro,… come bambini!
Acrostico della parola: SEMPLICE
S= Sorridi
E= E non
M= Mollare
P= PERCHÉ
L= L’unica cosa
I= Importante che
C= Conta veramente è
E= Esserci a Tu per TU con il cuore.
Nelle relazioni intime c’è anche il conflitto: essere autentici vuol dire sentirsi liberi di dissentire e mostrare le relative emozioni…forse pure con il Signore questo aspetto deve poter fluire, per vivere con verità il rapporto con Lui.