In cima alla paura. Una poesia di Sabatina Napolitano

In cima alla paura

L’Italia è prima al mondo per numero di morti
malati di Covid-2. La malattia causa polmonite interstiziale
e tante altri sintomi gravi
il virus Sar- Cov-2 è selettivo per i recettori ACE
che sono nei capillari dei polmoni.
Da piccola nel parco giocavo con gli altri bambini
e a volte trovavamo pipistrelli morti.
Io dicevo alle altre bambine “non lo toccare”
infatti per me un pipistrello non si tocca.
Ma tocchiamo serpenti e li teniamo in casa,
mentre il koala è estinto e il pinguino sta morendo
per il caldo in antartide,
molti hanno in casa lucertole e serpenti.
Viaggiamo da secoli sui cammelli
non ci è mai passato per la mente
che accarezzarli prima o poi sarebbe stato letale.
Sono solo teorie, come quando avevo otto anni
la nonna viveva in una casa enorme
con un balcone che affacciava sulla campagna.
Dalle sette di sera c’erano i pipistrelli
che volavano basso e io avevo paura
che mi tagliassero la faccia con le loro ali.
Erano uccelli della notte
che vogliono stare per fatti loro.
Mi dicevano così e io ci credevo.
“Lasciali stare”.
Ma quando avevo otto anni non esistevano i pc,
i telefoni erano impensabili, c’erano le macchine
fotografiche e i diari di carta.
Quindi ascoltavo gli altri
perché erano le uniche informazioni che trovavo
e dovevo fidarmi.

L’Italia è prima al mondo per numero di morti
malati di Covid-2. Ciò vuol dire che muoiono medici,
ne vengono assunti nuovi a volte specializzandi
e ci sono infermieri troppo giovani. Ma quando
stai male e ti vengono a prendere vestiti da alieni
non pensi a chi ti faccia la flebo, quando
i polmoni vengono scambiati per alberghi di virus
non pensi che ci sono giovani a guarirti o vecchi.
Se sei madre pensi solo a partorire un figlio,
se sei credente pensi a seguire benedizioni e novene
e preghi che domani non vada peggio di oggi,
preghi che si raggiunga il picco,
preghi che ci siano respiratori, mascherine
almeno per il personale sanitario.

L’Italia è prima al mondo per numero di morti
malati di Covid-2. Tutto il mondo guarda
ora lo stivale del mondo, questa piccola forma al centro dell’Europa
bagnata da mari caldi con coste uniche al mondo.
L’Italia non è solo i soliti cliché:
la pizza, la tarantella, gomorra, i latin lover, i gesti, il caffè espresso, la pasta.
L’Italia, poi la Cina, l’Iran, la Spagna
ci sono troppe morti per questa pandemia.
Questa sembra essere un incubo collettivo, una follia,
non è possibile avere tutte queste polmoniti
e quando ci passerà di rivedere le foto
dei concerti senza panico,
di toccare le porte della metropolitana senza pensarci,
quei gesti automatici che ora sono tempesta,
e prendere treni e bus senza l’inconscio segnato che
abbiamo nel terrore di poter morire
se non ci laviamo le mani.

Questa piaga ci soffoca e agisce in silenzio
come una ombra di morte che viaggia
per condomini e palazzi,
e non lascia traccia di sorriso.
Prima i morti, le febbri, la quarantena necessaria
che forse ci salverà tutti.
Il mondo come sarà dopo la malattia?
Sarà del colore della consapevolezza,
della persistenza alla conservazione
che potrà salvarci
ora che siamo spaventati a morte,
e che il tu è qualcosa che può angosciarci.
Il mondo dopo la malattia
sarà finalmente nuovo, colorato,
e noi potremo ancora apprezzare la nostra Italia
andare per le vacanze a Roma, a Firenze o a Venezia
o passare del tempo in alcuni dei posti
più attraenti al mondo,
la nostra patria fascinosa e sofisticata,
noi potremo ancora viaggiare
come se nulla fosse stato ma con uno spirito nuovo
un nuovo stadio evolutivo:
lo splendore della specie
sta in una continuità di visione.

20 marzo 2020

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